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Lo Spazio Letterario del Medioevo. Sez.II: Il Medioevo Volgare. Vol.III: La ricezione del testo.

Curator: Diretta da Piero Boitani, Mario Mancini, Alberto Vàrvaro.
Publisher: Ed.Salerno.
Date of publ.:
Details: cm.18x25, pp.681, numerose tavole bn.e a colori fuori testo, legatura editoriale in tutta tela, titoli in oro al dorso, con sopraccoperta figurata a colori. Collana Lo Spazio Letterario.

EAN: 9788884023926
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Firenze, Sandron Edizioni 1971, cm.16x22,5, pp.694, brossura Collana di Cultura Storica e Letteraria,8.
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A cura di G.Frasso, P.Frare, G.Langella. IPL 2018, cm.17,5x24,5, pp.1056, legatura editoriale. Nell'ampio e affollato panorama degli studi che intrecciano Bibbia e letteratura italiana mancava un'opera in grado di offrire un quadro sistematico e il più possibile completo del legame che le opere e gli autori della nostra tradizione letteraria hanno intrattenuto con la sacra Scrittura. Il Dizionario biblico della letteratura italiana ha coinvolto con tale intento circa 150 studiosi, di grande prestigio e di molte Università, che hanno realizzato 270 voci, alcune delle quali si configurano come lemmi collettivi. L'opera spazia dalle origini della produzione letteraria in volgare fino al Novecento, con un'incursione del terzo millennio. Oltre all'indubbio valore scientifico, il Dizionario biblico della letteratura italiana costituisce un viaggio nelle pieghe più e meno remote della nostra storia letteraria, nella quale le parole della Bibbia rappresentano spesso un riferimento essenziale.

EAN: 9788878364752
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Ospedaletto, Pacini Editore 2007, cm.14,5x22,5, pp.328, brossura. Collana Studi di Letterature Moderne e Comparate. Gli studi raccolti in questo volume si estendono su quasi tutto l'arco della nostra letteratura, dalla Divina Commedia ai Canti di Leopardi, al teatro di Pirandello, alle poesie dialettali di Pasolini e di Biagio Marin. Al tempo stesso, essi nascono alla confluenza di esperienze critiche diverse: da un incontro, in particolare, tra lo storicismo e la filologia imparata alla scuola pisana di Luigi Russo e di Giorgio Pasquali da un lato, e lo strutturalismo ispirato da esempi francesi e americani dall'altro. Di qui la loro varietà - profili monografici, letture tematiche e stilistiche, ricostruzioni storico-erudite, analisi narratologiche. In questo senso il libro riflette nel suo eclettismo il percorso intellettuale dell'autore.

EAN: 9788877819215
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Torino, Giulio Einaudi Editore 2025, cm.12x19,5, pp.208, brossura con bandelle e copertina figurata a colori. Collana Gli Struzzi. Nuova serie,29. Le varie specie delittuose o nevrotiche dei padri letterari sono tutte rintracciabili e vagliabili. Ma colpisce una ricorrenza contraria, nel nostro stesso canone: questo «padre forte» è spesso alla prova e quasi allo specchio di un altro padre, appena sfocato e malinconico, essenzialmente indeciso: nuovo padre possibile, interprete debole, discontinuo, della legge paterna e talvolta bloccato a metà strada tra un primordiale esperimento di dolcezza e, al contrario, l'incremento patrilineare dei valori e degli obblighi maschili del profitto, della gloria marziale, della forza. Quando muore Anchise, invece di piangere, Enea protesta: come può un padre andarsene, di punto in bianco, lasciando il «caro figlio» solo, sulla terra? Il peso portato da Enea sulle spalle, tra mille peripezie, era in effetti, dice Virgilio, levamen, cioè sollievo, e la sua improvvisa sottrazione è una pena troppo severa, anche per un eroe. In questo libro, benché la «legge del padre», cioè la forza e l'arbitrio del dominio maschile, goda tutt'oggi discreta salute, compaiono i casi contrari di padri che hanno perduto, o sono sul punto di perdere, quota patriarcale. Accanto a quelli spaventosi e fraudolenti, come il principe padre (a cui, scrive Manzoni, «non regge il cuore di dare il titolo di padre»), troviamo padri perplessi o deboli o magari sentimentali: Ettore, guerriero "massacratore" che alle porte Scee, per un istante, è colpito dalla grazia e dal sogno di una nuova vita. Monaldo Leopardi, creduto retrogrado e piccolo, invece benigno e attento a Giacomo come una vecchia balia. Carlo Sbarbaro, con il suo «cuore fanciullo»: il migliore «tra tutti quanti gli uomini»... Alcuni padri letterari, per ragioni diverse, si sono dileguati, altri sono morti lasciando i figli soli, ma assolutamente liberi. E guardando ai trovatelli piú in vista del romanzo occidentale, tutti meno malinconici di Enea, da Lazarillo a Tom Jones a Tom Sawyer, si direbbe innanzitutto che l'assenza paterna sia stata, per loro, piú che vantaggiosa. Naturalmente, sopra tutti i padri, anzi unico Padre, è «quello che è nei cieli» (Matteo 23, 9). Un Padre che tuona e detta la legge, nel tempo mitico dei profeti. Poi misericordioso e "materno", secondo l'evangelista Luca. Padre fuggito via, un certo giorno, come Zeus, Era ed Efesto, lasciando quel cielo vuoto che spaventava Pascal. Padre silenzioso, perlomeno, cui non sarà sconveniente porre la domanda sottile e innocente di Karl Rahner: «Perché taci, e perché vuoi che ti parli se poi sembra che tu non mi ascolti?».

EAN: 9788806267346
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