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Joyce: la"globalizzazione" dell'esperienza letteraria.

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Publisher: Salerno Ed.
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Details: cm.14,5x21, pp.300, brossura copertina figurata a colori. Collana Sestante,26.

Abstract: Nell'ultimo cinquantennio Joyce è stato oggetto di voghe critiche momentanee che hanno enfatizzato aspetti secondari o marginali dell'arte dello scrittore, a scapito di altri più sostanziali, perciò stesso deformando e decentrando la realtà della sua scrittura. "Joyce" di Franco Marucci vuole rappresentare un sano ed equilibrato "ritorno alla critica". Dopo avere reinserito Joyce nel suo contesto di origine - la tradizione del Rinascimento civile, politico e soprattutto culturale e letterario di fine Ottocento in Irlanda -nei capitoli centrali e finali Marucci ripercorre il tirocinio poetico e delle "epifanie" e affronta meticolosamente le quattro unità narrative del "corpus" joyciano (più una quinta, drammatica), sia come creazioni estetiche autonome sia come tappe di un'escalation poliglotta e polistilistica che culmina nel "banchetto dei linguaggi" di "Finnegans Wake". Tra i linguaggi partecipanti a questo "banchetto" uno dei primi commensali, dopo l'inglese, è l'italiano, perché quelle cinque opere germinarono, furono scritte o chiuse durante il determinante soggiorno decennale dell'autore a Trieste, dove la sua arte e la sua lingua letteraria si arricchirono e riorientarono. Marucci dedica perciò nuove e più approfondite ispezioni preliminari agli "scritti italiani", critici e giornalistici, e alle traduzioni e alle autotraduzioni joyciane, tra le quali primeggia quella di "Anna Livia Plurabelle" da "Finnegans Wake".

EAN: 9788884028266
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Firenze, Casa Ed.D'Anna 1981, cm.14x22,5, pp.326, brossura sopracop.fig. Collana Biblioteca di Cultura Contemporanea.

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Testo critico, tradotto e annotato, a cura di Piermario Vescovo. Padova, Editrice Antenore 1985, cm.16,5x24, pp.X-268, brossura con sopraccop. Collana Biblioteca Veneta,3.

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#112005 Scienze
Traduz.di Patrizia Covacci. Milano, Armenia Ed. 1989, cm.16,5x24, pp.178, brossura cop.fig.a col. Collana Geo.

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#304273 Arte Pittura
A cura di Elisabetta Palminteri Matteucci. Centro Matteucci per l'Arte Moderna 2011, cm.23x30, pp.215, illustrazioni a colori, brossura copertina figurata a colori. Mario Borgiotti, nato a Livorno nel 1906, ma fiorentino d'adozione, è stato, per oltre quarant'anni, il vero punto di riferimento per la conoscenza e la valorizzazione della pittura toscana di area macchiaiola. La sua azione si è sviluppata soprattutto nell'ambito delle personalità che hanno aggiornato il linguaggio di questa scuola. L'opera di Lega, Fattori, Signorini, Abbati, Borrani, Cabianca, d'Ancona e di altri protagonisti del gruppo appare oggi più definita nella sua totalità grazie al recupero di dipinti inediti o erroneamente attribuiti. Autodidatta, Borgiotti fu personalità complessa e attraente anche per le qualità segretamente coltivate, come il dipingere e la generosità nei confronti di ogni iniziativa culturale. Era dotato, in modo eccezionale, della capacità di percepire i valori pittorici nella loro essenza, distinguendo con uno sguardo il capolavoro dall'opera comune. Anche per questo Borgiotti è stato uno degli ultimi, grandi esempi di una "razza di connaisseur" in via d'estinzione. Del suo finissimo gusto e del suo temutissimo "occhio", sono testimonianza le opere raccolte in questa magnifica esposizione: circa una sessantina di dipinti, selezionatissimi, tutti "imprescindibili" per capire il gusto di un uomo senza il quale oggi, probabilmente, i Macchiaoli non godrebbero del prestigio e della fama di cui invece, meritatamente, godono. Sono capolavori della pittura macchiaiola, reperiti da Borgiotti nell'arco di una vita e oggi confluiti nelle più famose raccolte italiane. Il progetto espositivo privilegia la qualità e il significato di quadri esemplari, poco noti o non più visti da tempo, e mira a ricostruire le fasi salienti di un'avventura critica scandita da pubblicazioni esemplari: i Macchiaioli, 1946, Capolavori macchiaioli, 1949, Poesia dei Macchiaioli, 1958, i Grandi pittori dell'Ottocento italiano, 1961, The "Macchiaioli", 1963, Genio dei Macchiaioli, 1964, la lezione pittorica di Fattori, 1968. Un vasto compendio bibliografico, insomma, arricchito da un prezioso apparato iconografico costituito da dipinti dei quali si era persa ogni traccia. Ed è proprio di questo compendio di indubbio valore storico-documentario, destinato, nel tempo, ad assumere sempre maggior rilievo per gli studi sulla pittura italiana del secondo Ottocento, che intende dar conto la mostra promossa dal Centro Matteucci. Nel percorso idealmente scandito dalle pubblicazioni di Borgiotti spicca l'accurata selezione di dipinti. Il visitatore ha così la sensazione di entrare nel libro, ammirando opere come la scolarina, Maremma, Episodio della campagna contro il brigantaggio e la libecciata a Castiglioncello di Fattori; l'uscita dalla messa di Puccinelli; tra i fiori del giardino, le rose della primavera e l'adolescente di Lega; il Ponte Vecchio a Firenze, Uliveta a Settignano e Bimbi a Settignano di Signorini; Lido con buoi al pascolo, Mura di San Gimignano di Abbati; Case al sole, Pagliai a Castiglioncello e Scogli a Castiglioncello di Sernesi; Paesaggio pistoiese, la pittrice, Mattino sul Mugnone di Borrani; in ritorno dalla messa di Banti; nel chiostro, Acquaiola nel castello di San Giorgio a la Spezia, di Cabianca; Riva della Senna, Portico di villa toscana e Grano maturo di De Tivoli, il solletico di Cecioni e Via del Maglio di d'Ancona. Il personaggio Borgiotti, indagato nei diversi aspetti della sua non comune vicenda umana, è affrontato dalla curatrice del progetto Elisabetta Palminteri Matteucci e da altri noti specialisti e studiosi quali Luciano Berrnardini, Silvestra Bietoletti, Nicoletta Colombo, Laura Dinelli, Francesca Dini, Simonella Condemi Vincenzo Farinella, Nadia Marchioni, Paul Nicholls, Francesca Panconi. "Genio dei Macchiaioli. Mario Borgiotti: occhio conoscitore, anima di collezionista" Viareggio, Centro Matteucci per l'Arte Moderna, via d'Annunzio 28. 1 luglio - 13 novembre 2011

EAN: 9788890514524
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