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Gli arancini di Montalbano.

Author:
Publisher: Mondadori.
Date of publ.:
Details: cm.20x25,5, pp.285, legatura editoriale cartonata con sopraccoperta figurata a colori.

Abstract: In queste storie, ormai piccoli "classici", Montalbano si imbatte nei crimini e nei criminali più eterogenei e insoliti: vecchie coppie di attori che recitano, nel segreto della camera da letto, un funereo copione; insospettabili presidi in pensione che raggirano generose prostitute; mogli astutamente fedeli che ordiscono crudeli vendette ai danni dei loro tronfi mariti; meticolosi raccoglitori di immondizia che custodiscono il mistero di traffici di droga; contadini abbrutiti e violenti con cellulari che finiscono per tradirli... Lasceremo Montalbano a Capodanno, colpito da una "gran botta di malinconia" dopo l'ennesima "azzuffatina" con Livia, l'eterna fidanzata genovese, e confortato soltanto dalla "celestiale bontà" degli arancini della fedele cammiarera Adelina. In questa nuova edizione illustrata, le immagini emozionanti ed evocative di un grande fotografo - anche lui siciliano - come Ferdinando Scianna dialogano con le atmosfere magiche, ma così vere, della provincia raccontata da Andrea Camilleri in quel suo inconfondibile impasto, sapido e corposo, di italiano e dialetto che tutti abbiamo imparato a conoscere e amare.

EAN: 9788804469728
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Milano, Rizzoli 2015, cm.14x20,5 pp.84, legatura ed. sopracop.fig. Collana La Scala. Vigata, 1940. La sera dell'11 giugno, il giorno dopo l'entrata in guerra dell'Italia salutata dal paese intero come "la vincita di una quaterna al lotto", al circolo Fascio & Famiglia ricompare d'improvviso, dopo cinque anni di confino in quanto "diffamatore sistematico del glorioso regime fascista", Michele Ragusano. Nessuno, com'è inevitabile, lo saluta, ma gli animi in un attimo si riscaldano e volano male parole: fin quando a don Emanuele Persico, novantaseienne tutto pelle e ossa, squadrista della primissima ora, prende letteralmente un colpo. Tutto perché Ragusano gli ha chiesto con tono di sfida: "Il nomi di Antonio Cannizzaro vi dice nenti?". Qualcuno si inginocchia, avvicina l'orecchio al cuore del vecchio e sentenzia: "Morto è". Comincia così un esilarante circo di celebrazioni postume, di opportunismi e di verità sepolte, in cui ognuno eserciterà quell'arte sottile che è propria degli italiani d'ogni epoca: l'arte del revisionismo e del compromesso.

EAN: 9788817084376
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Palermo, Sellerio Ed. 2003, cm.12x17, pp.269, brossura con bandelle e copertina figurata a colori. Collana La Memoria.407. "Nell'estate del 1995 trovai, tra vecchie carte di casa, un decreto ministeriale (che riproduco nel romanzo) per la concessione di una linea telefonica privata. Il documento presupponeva una così fitta rete di più o meno deliranti adempimenti burocratico-amministrativi da farmi venir subito voglia di scriverci sopra una storia di fantasia (l'ho terminata nel marzo del 1997). La concessione risale al 1892... Nei limiti del possibile, essendo questa storia esattamente datata, ho fedelmente citato ministri, alti funzionari dello stato e rivoluzionari col loro vero nome (e anche gli avvenimenti di cui furono protagonisti sono autentici). Tutti gli altri nomi e gli altri fatti sono invece inventati di sana pianta." A. C.

EAN: 9788838913440
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Roma, Minimum Fax 2010, cm.13,5x18,5, pp.108, brossura con copertina figurata a colori. Collana A quattro mani. Il commissario Salvo Montalbano incontra l'ispettrice Grazia Negro in un gioco, un esperimento, una collaborazione letteraria senza precedenti: i due "re" del giallo italiano contemporaneo, entrati in contatto durante le riprese del documentario "A quattro mani" (Minimum Fax Media 2007), uniscono le forze e regalano ai lettori una storia che vede protagonisti i loro personaggi di maggior successo. A metterli in contatto è un insolito omicidio in cui la vittima viene ritrovata con un pesciolino in bocca: il caso è nelle mani di Grazia Negro, che, resasi conto di non trovarsi di fronte a un delitto di ordinaria amministrazione, chiede aiuto al collega siciliano. Un romanzo dalla struttura insolita e non convenzionale: un collage di lettere, biglietti, ritagli di giornale, rapporti e verbali, "pizzini" che fanno rocambolescamente la spola fra i due detective,stimolando e accompagnando il lettore nella ricostruzione dell'indagine, che si conclude con un finale mozzafiato. Una jam session fra due narratori geniali che si divertono a far interagire il loro immaginario e il loro stile, una lettura unica per gli amanti del poliziesco e del noir. Gli autori hanno scelto di devolvere i proventi derivati dai diritti d'autore per sostenere progetti di beneficenza. Dai re della spy story un travolgente romanzo giallo a quattro mani: la celebre ispettrice Grazia Negro di Carlo Lucarelli e il commissario Montalbano di Andrea Camilleri si trovano a dover risolvere insieme un insolito caso. Una donna è stata ritrovata morta nella stazione di Bologna con in bocca un pesciolino rosso e l'ispettrice capisce subito di non trovarsi di fronte a un banale omicidio, per questo decide di richiedere l'aiuto del suo collega di Vigata, paesino siciliano del quale, tra l'altro, era originaria anche la vittima. Man mano che l'indagine procede e che prosegue lo scambio di missive, pizzini e ritagli di giornale tra i due segugi, questi verranno a scoprire di avere a che fare con i servizi segreti deviati e di star rischiando in prima persona più di quanto avrebbero potuto immaginare. Una trama avvincente e ricca di colpi di scena ed un finale imprevedibile fanno di questo romanzo un libro imperdibile per tutti gli amanti del noir e del poliziesco. Disponibile dal 23 giugno

EAN: 9788875212780
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Palermo, Sellerio Ed. 1998, cm.12x16,5, pp.91, brossura con bandelle. Collana La Memoria,399. Si tratta di microstorie, ciascuna delle quali è all'origine di un modo di dire, di una "frase celebre" facente parte di una vera e propria mitologia familiare e cittadina, risalente agli anni dell'infanzia dell'autore, quando Porto Empedocle si chiamava ancora Molo di Girgenti. "Non posso in coscienza affermare che le cose qui scritte appartengano esclusivamente alla mia fantasia... quasi tutte mi vennero raccontate da coloro che sono i veri autori di queste pagine, cioè i membri della mia famiglia, paterni e materni."

EAN: 9788838913877
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Milano, Skira Ed. 2010, cm.13x17,5, pp.136, legatura editoriale, sopraccoperta figurata a colori. Collana Narrativa. Una moneta che passa di mano in mano. Un oggetto misterioso che sembra uscito da una storia alla Indiana Jones. Andrea Camilleri ritorna al suo genere più classico con un grande romanzo storico, “La moneta di Akragas”: un affresco che ha gli ingredienti dell’avventura e dell’excursus nella grande storia. Tutto inizia con una moneta ritrovata intorno al 406 a.C. quando l’antica città di Agrigento (Akragas) viene presa dai Cartaginesi. Kalebas, mercenario ai servigi degli spartani, sfugge da un terribile eccidio portando con sé un sacchetto di monete d’oro, ricavo di tanti mesi di lavoro. Le monete sono strane e portano delle strane effigie sui lati. Kalebas muore morso da una vipera, ma prima di esalare l’ultimo respiro sparge le monete scagliandole lontane da sé. Questo è solo l’incipit di mille squarci temporali in cui Camilleri ci conduce, anche se lo scorcio è sempre quello della sua amata Sicilia. Ci ritroviamo infatti nel 1908, all’alba del nuovo giorno dopo il devastante terremoto di Messina. Altra città della Sicilia e altra epoca, ma ugualmente morte e distruzione attendono il lettore. Tra le rovine della città distrutta ricompaiono però misteriosamente le monete di Kalebas e dopo mille viaggi, arrivano tra le mani dello zar che coltiva la passione della numismatica. In un’altra parte dell’isola, solo un anno dopo, uno zappatore scavando la terra si trova tra le mani un’altra moneta. Il povero uomo pensa di aver trovato una fortuna, ma è solo l’inizio di una serie di sfortunati eventi. La moneta sembra vivere di vita propria, impossessata da un’anima che sfugge al destino che i suoi possessori vogliono attribuirle. Gli oggetti del libro scritto dall’autore di Montalbano, sfuggono, si nascondono, modificano la realtà e le monete faranno del bene se chi le trova è di animo buono, contrariamente possono diventare strumento di malvagità in mano a uomini cattivi. Ciò che è materiale, sembra dirci Camilleri, è effimero, dipende da come lo usiamo e comunque non possiamo portarlo con noi nell’aldilà quindi è meglio essere ricchi di buoni sentimenti piuttosto che di tante monete. Tragicità e fuga dal potere, generosità e esilaranti scene a cui ci ha abituati l’autore siciliano fanno di “La moneta di Akragas” soprattutto una fiaba dai toni gialli.

EAN: 9788857207414
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