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#230271 Storia Moderna

Modelli comunicativi e ragion di Stato. La politica culturale sabauda tra censura e libertà di stampa (1720-1852).

Author:
Curator: Presentazione di Zeffiro Ciuffoletti e Luigi Lotti.
Publisher: Polistampa.
Date of publ.:
Details: cm.16x24, pp.424, brossura Biblioteca della Nuova Antologia. [volume nuovo]

Abstract: Il volume approfondisce le dinamiche che portarono all'elaborazione e allo sviluppo dei sistemi censori negli stati preunitari, terreno d'indagine di grande attualità e di riconosciuta centralità per la storiografia. Gli interessi attorno al controllo sulla circolazione delle idee rappresentano la spia di una tendenza politica volta non semplicemente al controllo sociale, ma alla formazione di un consenso e alla nascita di un'opinione pubblica. Se si focalizza l'attenzione sui caratteri che questo fenomeno assunse negli Stati sabaudi, affiorano i contorni di un dirigismo culturale che, col tempo, avrebbe assunto una chiara connotazione politica. I Savoia miravano ad affermare il primato della censura laica su quella ecclesiastica, consentendo la diffusione di una significativa quantità di opere poste all'Indice. Allo stesso tempo dovettero fare i conti, per oltre un secolo, con un'anomalia di carattere istituzionale rappresentata dall'antico Regnum Sardiniae, che imponeva loro di creare appositi regolamenti e di attivare procedure parallele, anche in ambito censorio, per rispettarne più o meno formalmente la peculiarità delle istituzioni sarde. Quella costante e scrupolosa supervisione sulla stampa, destinata a non arrestarsi neppure durante l'età napoleonica con i regnanti confinati in Sardegna, si sarebbe riaffermata in forme nuove e originali durante l'età della Restaurazione divenendo il principale terreno di scontro tra ambienti conservatori e riformisti.

EAN: 9788859605300
ConditionsNuovo
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Bologna, Il Mulino Ed. 1989, cm.13,5x21, pp.128, brossura copertina figurata a colori. Collana Intersezioni,67. Una documentazione eccezionale originata dall'Ufficio di Sanità di Firenze e tuttora conservata presso l'Archivio di Stato fiorentino ha permesso all'autore di questo volume di tracciare un quadro vivace e straordinariamente informativo sulle condizioni ambientali e la situazione sanitaria in una vasta area dello Stato mediceo ai primi del Seicento. La trattazione non è, come solitamente in simili casi, monopolizzata dal problema della peste, benché il fantasma di questo terribile malanno aleggiasse di continuo sulla scena condizionando costantemente l'azione dei medici e degli ufficiali sanitari del tempo. Il quadro delineato è più ricco e più variegato e vi emerge, tanto per non citare che un solo caso, la forte incidenza della malaria. Ad ogni buon conto la ricostruzione storica quale risulta dalla documentazione citata conferma pienamente le osservazioni di quell'arguto ed attento viaggiatore inglese del tempo, Robert Dallington, che ad un certo punto della sua operetta che tanto scandalo sollevò alla corte medicea scrisse che "l'Italia non è fatta di solo oro anche se molti viaggiatori i quali guardano solo alla bellezza delle città ed alle facciate dei palazzi pensano che questo sia il Paradiso d'Europa". Le relazioni su cui si fonda questo volume non solo mettono in risalto 'quel che non era oro' ma permettono altresì di seguire e di capire come venivano condotte nell'Italia settentrionale dei primi decenni del Seicento le indagini epidemiologiche, e di osservare la pratica e la teoria medica del tempo.

EAN: 9788815023438
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