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#292436 Religioni

Libri dei Miracoli. Vol. I,II,III. Prima traduzione italiana dei <>.

Author:
Curator: Traduzione a cura di Pietro Gelmi. Copertina di Patrizia Maffeis.
Publisher: Gruppo Lumen- Gandino.
Date of publ.:
Details: 3 volumi, cm.12x20 pp.183,173,249, con illustrazioni in bianco e nero. Brossure copertine figurate a colori.

Abstract: Cesario di Heisterbach fu monaco cisterciense della badia di Heisterbach, ove si venne a rifugiare dalla nativa Colonia nel 1199, e ove restò sino alla morte che lo colse intorno al 1240. Fu scrittore vivace e fecondo. L'opera sua principale è il Dialogus miraculorum: ricca e importante raccolta di esempî, cioè di racconti edificanti, inquadrati in un dialogo, che si svolge in dodici libri fra l'autore e un novizio. Ci sono storie e novelle d'ogni genere, in gran parte miracoli e visioni, alcune di materia tradizionale, molte nuove e originali, tutte preziose per la conoscenza degli usi, delle credenze, ecc. di quei tempi.Vi attinsero largamente per due secoli scrittori e oratori sacri, sin che ci fu chi ebbe a fiutarvi qualche pericolo per la retta fede. Un altro scritto importante di Cesario è la Vita Engelberti, ove è tracciata con bella imparzialità la biografia dell'illustre arcivescovo di Colonia, ucciso a tradimento per odî politici nel 1225. Questo scritto doveva, nel primo disegno dell'autore, costituire il quarto e il quinto dei Libri VIII miraculorum, ch'egli aveva già cominciato a comporre; ma staccatane la Vita Engelberti, C. rinunciò probabilmente all'idea dei Libri VIII, e sotto questo titolo infatti non ci giunsero che i primi tre libri. Sono un'altra raccolta, meno fortunata ma pur notevole, di esempî. E di esempî sono ricche anche le numerose e interessanti Homiliae che C. ci ha lasciate. Minore interesse offre la sua Vita S. Elisabethae, tratta quasi per intero dai "detti delle quattro ancelle" della santa langravia di Turingia. Ma tutti gli scritti di Cesario, anche quelli qui non ricordati, contribuiscono a fare di lui, tra i suoi conterranei e coetanei, uno scrittore significativo.

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#225039 Storia Moderna
Oxford New York, Oxford University Press 1986, cm.13x19,5, pp.XV,320, ill.bn.in 16 tavv.ft. brossura cop.ill.a col.
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Flora e il suo culto a Roma. Firenze, Olschki Ed. 2019, cm 17 x 24, xiv-280 pp. con 11 figg. f.t. a colori, brossura Biblioteca dell''«Archivum Romanicum». Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia,492. Oggi Flora viene comunemente associata ai fiori e al mirabile ritratto che di lei ha saputo fare Botticelli nella celeberrima Primavera, ma per gli antichi Romani ella era una dea ben più complessa di quanto si possa pensare. Il dominio sulla fioritura è senza dubbio la sua caratteristica principale, che deve originariamente essere ricondotta alla sfera agraria e alle piante eduli per poi estendersi sempre più alle piante ornamentali, dando efficace dimostrazione di come ella, non diversamente da tutte le altre divinità antiche, non sia un’entità immutabile, ma si adatti al cambiamento dei tempi e dei costumi. La complessità della sua figura è confermata dal culto a lei riservato, che trova la sua massima espressione nei Floralia, festa gioiosa e licenziosa durante la quale le prostitute giocano un ruolo di spicco in qualità di mime, ma che prevede anche l’esecuzione di pratiche finalizzate a scopi agrari (sparsiones e venationes). La presente monografia analizza tutti gli aspetti concernenti la dea e i riti a lei dedicati, estendendo la trattazione anche alle testimonianze provenienti dai territori italici e all’iconografia, che spazia da quella antica a una selezione di opere moderne.

EAN: 9788822266194
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