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Mea Cuba. Vita, letteratura e politica nella Cuba di oggi. Con amore e con ira.

Author:
Curator: Traduzione di Glauco Felici.
Publisher: Il Saggiatore.
Date of publ.:
Details: cm.15x21, pp.466, brossura con bandelle e copertina figurata a colori.

Abstract: "Mea Cuba" è l'appassionata e mordace autobiografia politica di un grande scrittore cubano. Affilato nei giudizi e brutalmente onesto, esplora la natura della rivoluzione cubana e le vite di coloro che essa ha travolto o contagiato, da leader politici come Fulgencio Batista, Che Guevara e Fidel Castro a scrittori come Alejo Carpentier, Reynaldo Arenas e Heberto Padilla. "Mea Cuba" trabocca dello spirito e dello stile di Cabrera Infante. Ma è anche profondo nelle sue analisi delle tragedie e farse politiche del nostro tempo. Il libro intende essere anche una rassegna della vita, della letteratura e della politica della Cuba di oggi.

EAN: 9788842804659
ConditionsUsato, molto buono
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#327029 Biografie
Traduzione di Glaudo Felici. Milano, Il Saggiatore 2000, cm.14x21, pp.466, brossura copertina figurata a colori. Collana Saggi EST,168. "Mea Cuba" è l'autobiografia politica di un grande scrittore cubano. Affilato nei giudizi e brutalmente onesto, esplora la natura della rivoluzione e le vite di coloro che essa ha coinvolto, da leader politici come Fulgencio Batista, Che Guevara e Fidel Castro a scrittori come Alejo Carpentier, Reynaldo Arenas e Herberto Padilla. Con il suo linguaggio vulcanico, con la sua costante ironia, Cabrera Infante analizza le tragedie e le farse politiche del nostro tempo, gettando lo sguardo ben oltre i confini dell'isola caraibica.

EAN: 9788842808824
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Verona, Ombre Corte 2009, cm.14x21, pp.148, brossura copertina figurata. Collana Culture,51. Tra gli effetti prodotti dai drammatici eventi dell'11 settembre 2001, vi è anche quello di avere fatto velocemente dimenticare a larga parte dell'opinione pubblica europea un'altra data: la primavera del 1999. I mesi, cioè, in cui il nostro Paese partecipò, nel quadro della Nato, ai bombardamenti aerei sulla Repubblica Federale di Jugoslavia, con lo scopo dichiarato di difendere gli albanesi del Kosovo dalle violenze del governo di Slobodan Milosevic (la cosiddetta "guerra umanitaria"). I mesi in cui, inoltre, si inaugurò un periodo, tuttora in corso, costellato da varie guerre americane ed euro-americane contro soggetti considerati, di volta in volta, nemici dei diritti umani, della democrazia o, addirittura, dell'Occidente intero. Tornare a riflettere sulla primavera di quell'anno significa dunque riflettere sulla prima esplicita manifestazione della politica aggressiva degli occidentali verso l'esterno nell'ultimo decennio. Esistono guerre che si possano definire "umanitarie"? È possibile coniugare l'aggettivo "giusta" alla realtà della guerra? Il fine della garanzia dei diritti può giustificare il mezzo della guerra contemporanea? Esiste un pacifismo possibile nell'epoca post-bipolare? Il libro traccia un percorso all'interno di queste domande, mettendo a fuoco le strategie argomentative che sono state utilizzate da studiosi, giornalisti e dirigenti politici a favore o contro l'intervento militare della Nato nei Balcani.

EAN: 9788895366401
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