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Le centrali di Krontal. N. 245, 18 dicembre 1960.

Author:
Publisher: Arnoldo Mondadori Ed.
Date of publ.:
Series: Coll.Urania,245.
Details: cm.13x19, pp.125, brossura cop.ill.a col. Coll.Urania,245.

Abstract: I Coordinatori Massimi di Krontal sono preoccupati dalla terribile minaccia delle astronavi nere. Esse hanno già distrutto tutte le loro città, e se non sono riusciti a distruggere anche tutti i krontaliani è soltanto perchè hanno avuto a che fare con una civiltà enormemente progredita, pacifica ma non passiva. Perciò i Coordinatori di Krontal hanno studiato la tattica delle astronavi nere, risalendo nel tempo per meglio capirla, e sono riusciti a stabilirne le probabili mosse future. Le loro previsioni dicono che il prossimo obiettivo delle astronavi nere sarà Peipal, il pianeta che i suoi abitanti chiamano Terra. E poichè la vita di Krontal dipenda da quella della Terra, bisognerà che essi difendano questo pianeta, anche se i terrestri non crederanno al pericolo, non crederanno ai krontaliani non crederanno nemmeno al terrestre colonnello Masterson, e rischieranno, come infatti rischiano, la distruzione totale proprio per questo loro "santommasiana" qualità. Efficace narratore, Albert Woodrod denota una profonda conoscenza dell'animo umano, e se ne vale per tratteggiare con realismo ben dosato tutte le parti del romanzo che si svolgono sulla Terra e fra gli uomini, riservando una fantasia, che può ben essere definita lirica, a Krontal e ai krontaliani.

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Note: Dorso parzialmente mancante.
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Torino, Editrice La Stampa 1988, cm.12,5x20,5, pp.XVI,194,(2), 37 foto in 24 tavv. in bn.ft., brossura, cop. con bandelle. Coll. La Stampa - Terza Pagina, 6.

EAN: 9788877830302
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Milano, Arnoldo Mondadori Ed. 19 giugno 1960, cm.14x20,3, pp.127, tascabile, cop.ill.a col. Coll.Urania,232. Un'isola del Pacifico arida e deserta, alcune costruzioni in cemento, amianto, acciaio e legno, la sagoma lucente di un missile che si erge entro le sue incastellature col muso puntato al cielo come una sfida, sette uomini, due donne, e... Si, c'era qualcos'altro a Kaluiki. Qualcosa che non avrebbe dovuto esserci. Qualcosa, o qualcuno, arrivato lì in modo impossibile, perchè niente e nessuno avrebbe potuto approdare all'isola venendo dal mare, o scendervi giungendo dall'aria, senza che la imponente rete di sorveglianza tesa attorno a Kaluiki ne segnalasse tempestivamente la presenza. Eppure, sulla solitaria isola, tagliata fuori dal resto del mondo per tutta la durata del conteggio che deve portare all'ora Zero e all'esperimento del primo missile viaggiante a una velocità superiore a quella della luce, c'è una "persona" estranea. E pericolosa. Una specie di volontà che non arretra davanti a niente pur di raggiungere il suo scopo. Sui sette uomini e le due donne del Progetto Agnes grava un'invisibile minaccia, perchè il loro compito è quello di portare a termine il progetto, a ogni costo, e il compito del misterioso "estraneo" , che non è arrivato a Kaluiki né dal mare né dall'aria, è quello di impedire, pure ad ogni costo, l'esperimento.
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#295144 Regione Toscana
Comunità Montana Zona, S, Colline della Fiora. Sede di Pitigliano. 1984, cm.14x21, pp.208 ill.a colori. brossura copertina figurata a colori.
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N. 246, 1 gennaio 1961. Milano, Arnoldo Mondadori Ed. 1961, cm.13x19, pp.125, brossura cop.ill.a col. Coll.Urania,246. Dick MacCaishe è uno spaziale, uno di quegli uomini cioè destinati a vivere soli perchè dovunque vadano, su ogni pianeta, incontrano diffidenza, suscitano antipatia, urtano contro una sorda prevenzione. Gli spaziali non sono uomini come gli altri. Il Servizio ha preso loro tutto; sentimenti, passioni, cervello. Li ha ridotti a Regolamenti ambulanti che agiscono e pensano esclusivamente in funzione del Servizio. La gente non li capisce, non ne viene capita, e li teme. E lo spaziale Dick MacCaishe non sfugge alla regola. Ma non gli importa di essere odiato finchè un incidente, che avrebbe potuto ucciderlo, non lo inchioda su di una poltrona a rotelle e lo mette, lui, l'autosufficiente Dick MacCaishe, lo spaziale per eccellenza, alla mercè degli altri, di uomini e donne che non fanno parte del Servizio. Così impara giorno per giorno qualcosa, ribellandosi prima, rinchiudendosi più ancora in se stesso, applicando più che mai il Regolamento, fin quando non trova negli altri un punto di contatto: l'odio comune contro la sezione scientifica del Servizio, l'inumano Dipartimento Scienze Spaziali che nel malinteso nome della Scienza non rispetta niente e nessuno.
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