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Novecento a fil di penna. La poesia di Felice Fatati.

Curator: A cura di Giuseppe Fatati.
Publisher: Pacini Editore.
Date of publ.:
Details: cm.18x24,5, pp.380, legatura cartonata. Collana Volti, Spazi, Memorie.

Abstract: «Sono passati quasi trent’anni dalla pubblicazione di Poesie ed epigrammi, una raccolta di poesie e scritti in apparenza confusi ma in realtà tesi a tracciare un diario di vita, una sorta di autobiografia postuma. Perché Fatati, zio Felice, in vita, non aveva mai sentito il bisogno di dare alle stampe e quindi di fermare su un foglio di carta qualcosa che in modo assolutamente dinamico rincorreva il tempo. Le emozioni del momento. E sulla carta aveva sempre fissato con il tratto le parole (le poesie e gli epigrammi), le immagini (lo stimolo visivo) e lasciato alla voce, la propria, la spiegazione colta dei pensieri (ragionamento). Solo una volta lo vidi tracciare un segno rapido su un foglio senza alcun suono. Era la fine di novembre del 1977 e con il basco, i baffi lunghi, l’aria stanca, gli occhi vivi, le tasche stracolme di fogli, aveva chiuso la porta della sua abitazione-studio, a palazzo Morandi, accompagnato da un giovane medico: suo nipote (chi oggi scrive). Lo scatto della serratura, un momento di esitazione, due righe e un disegno tracciato in fretta su un piccolo pezzo di carta poi appeso vicino alla targa. Il disegno: lui che vola in alto; la scritta: “buona permanenza da parte del dottore che se ne va”. E poi giù per le scale senza una parola senza voltarsi indietro. Un saluto ai propri pazienti, un’ultima, corretta diagnosi. In questo volume il contenuto di Poesie ed epigrammi, ormai esaurito nell’edizione originale, viene dilatato fino a presentare un primo importante lavoro del 1923. Felice Fatati aveva da poco compiuto quindici anni, ma la giovane età non gli aveva impedito di scrivere e sceneggiare un dramma. Sono poi riportate poesie e scritti dell’età giovanile e altri successivi con un ordine che può sembrare disordinato, nel tentativo di tracciare un profilo poetico-letterario quanto più vicino al carattere dell’Autore. Ippocrate diceva che “tutte le parti di un organismo formano un cerchio; pertanto, ogni sua parte è sia il principio che la fine”. Se è così anche per la vita e l’espressione artistica di un uomo, sicuramente il cerchio tracciato da Fatati è enorme, non percorribile per intero, e destabilizzante. E ogni testimonianza lasciata è sia l’inizio che la fine del percorso di quel momento...» (Giuseppe Fatati).

EAN: 9788869956492
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Roma, Ed.Antenore 2008, cm.16x24, pp.406, brossura con copertina figurata a colori. Collana Miscellanea Erudita,75.

EAN: 9788884556295
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Roma, Salerno Ed. 2013, cm.23x15, pp.188, brossura con sopraccoperta. Collana Studi e Saggi,53. Sulla ribalta della poesia italiana di primo Novecento, dominata da grandissimi come Pascoli, D'Annunzio, Carducci, si affacciano nel giro di pochi anni tanti giovani di talento che si propongono l'obiettivo di rinnovare e ammodernare il repertorio poetico nostrano, sperimentando modi e parole (talora in libertà) nuovi. In queste pagine Eleonora Cardinale propone e documenta l'ipotesi di una linea poetica piemontese-ligure che parte dai due amici torinesi Gozzano e Vallini, attraversa la produzione in versi di Sbarbaro e arriva agli "Ossi di seppia" di Montale. Analizzando, infatti, i rapporti personali e poetici tra i torinesi Gozzano e Vallini e l'ambiente intellettuale ligure, si individua un percorso poetico che, dall'esperienza della "scuola dell'ironia" torinese, giungerà alla parola essenziale di Montale, caratterizzata da una specifica koinè, fondamentale a sua volta per lo sviluppo della poesia successiva: la disarmonia del poeta di fronte al reale, con i conseguenti interrogativi sulla sua condizione esistenziale, e la "riduzione", quel processo compiuto su cose e parole per giungere infine all'essenzialità del segno poetico.

EAN: 9788884028242
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A cura di Giulio Ferroni. Roma, Salerno Editrice 2020, cm.15x21,5, pp.192, brossura con copertina figurata a colori. Collana Piccoli Saggi. Gli scritti raccolti in Dalla parte del mare, nel quadro del progetto della Fondazione «Mario Tobino» su Cultura, letteratura, arte nella Toscana nordoccidentale dall’Ottocento al Duemila, si affacciano su Viareggio, patria dello scrittore che tanto rilievo ha avuto per la storia della marineria tra Ottocento e primo Novecento e per il sorgere del nuovo orizzonte della vacanza marina già verso la fine dell’Ottocento e poi nel Novecento. Ecco la Viareggio descritta, attraversata, amata dalle opere di Tobino, la Viareggio “popolare” del carnevale, le vicende del glorioso premio letterario «Viareggio», fondato da Leonida Rèpaci, presenze di intellettuali italiani in vacanza tra gli anni ’20 e ’30 del Novecento, l’attività dei due grandi giornalisti lucchesi Pannunzio e Benedetti, il cinema del viareggino d’adozione Mario Monicelli, Viareggio come set cinematografico, i fasti della musica leggera nei celebri locali della zona. Scritti di Alessandro Bratus, Franco Contorbia, Simona Costa, Carlo Alberto Di Grazia, Giulio Ferroni, Emiliano Morreale, Nunzio Ruggiero, Simone Villani.

EAN: 9788869734373
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