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Andrea o i ricongiunti.

Author:
Curator: A cura di Gabriella Bemporad. Nuova ediz.riveduta.
Publisher: Adelphi Ed.
Date of publ.:
Details: cm.14x22, pp.169, brossura sopracop.fig.a col. Collana Biblioteca,30.

Abstract: «Andrea o I ricongiunti» è uno dei grandi romanzi del nostro secolo. Come «L’uomo senza qualità» di Musil, esso nasce nel clima della rovina asburgica, nel crollo di quella tradizione aristocratica dell’Austria che trovò in Hofmannsthal la sua espressione suprema. Iniziata nel 1912, quest’opera avrebbe accompagnato Hofmannsthal fino alla sua morte, avvenuta nel 1929, rimanendo incompiuta e insieme perfetta, chiusa. Nelle sue pagine sembrano tessersi tutti i fili di quella tela misteriosa che fu Hofmannsthal stesso: nitida, rilucente, intatta superficie nella prima parte, distesamente narrata; tenebra geroglifica nella seconda parte, formata dai meravigliosi frammenti dove Hofmannsthal ha svelato le ramificazioni senza fine del pensiero che sottende la sua narrazione.

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Traduzione di Tommaso Landolfi. Prefazione di Edoardo Guglielmi. Milano, Rizzoli 1980, cm.10x15,5, pp.248, legatura ed.soprac.fig. Collana Il Ramo d'Oro.
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Note: Minime imperfezioni alla sovracopertina.
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Traduzione di Carolina D'Alessandro. Copertina di Roberto Mastai. Firenze, Barbès 2011, cm.13x19, pp.208, una tavola di ritratto in antiporta. brossura cop.fig.a col. Collana Classici. "L'uomo difficile", rappresentato per la prima volta nel 1921, è il dramma in tre atti che costituisce il vertice della maturità del romanziere, poeta, librettista e drammaturgo austriaco Hugo von Hoffmanstahl. Attraverso il protagonista, giovane scapolo dell'aristocrazia borghese, affascinante e reduce della guerra, troviamo tutte le "antinomie" che caratterizzano le soluzioni narrative dell'autore: essere e divenire, fedeltà e metamorfosi, caso e necessità, parola e silenzio. Di impianto classico, tipico della commedia borghese, questo testo sintetizza a pieno le problematiche del primo Novecento: i rapporti sociali come giochi e la vita come teatro.

EAN: 9788862942140
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A cura di Giorgio Zampa. Milano, Mondadori 1972, cm.11x18, pp.LXIII,957, legatura editoriel in tutta pelle, cofanetto. Collana I Meridiani.

EAN: 9788804102335
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Traduz.di Roberta Ascarelli, Paola Cesaroni. Pordenone, Ediz.Studio Tesi 1992, cm.14x22, pp.LXXX,83, brossura con bandelle, cop.fig.a col. Collezione Biblioteca,130.

EAN: 9788876923340
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Milano, Adelphi Ed. 1987, cm.14x22, pp.235, brossura sopracop. Collana Saggi,36. Con questo libro Giovanni Macchia torna a visitare le proprie radici, le figure con cui si confrontò agli inizi della sua vita di scrittore. Alcune gli apparvero nelle aule di Palazzo Carpegna, dove aveva sede allora la facoltà di lettere di Roma. Dietro quelle alte e strette porte, che conservavano un loro disegno settecentesco, Macchia scopriva le inflessioni di una parola vaga e imperiosa, che avrebbe dominato la sua vita: letteratura. «Mi trovavo nella situazione descritta in una famosa lirica di Baudelaire. Ero anch’io il bambino avido dello spettacolo e che odia il sipario». Erano gli «anni dell’attesa». Così cominciano a sfilare le figure decisive, come P.P. Trompeo, che porta a lezione un libro nuovo fiammante, il Baudelaire che inaugurava la celebre collana della Pléiade. E proprio quello era l’autore a cui Macchia sarebbe rimasto più fedele. O figure come Cesare De Lollis, erudito di vasta latitudine, viaggiatore fra culture «diverse per la natura del suolo e per vegetazione». In De Lollis, come poi in Macchia stesso, i fatti e le idee non si divaricano mai in una incongrua opposizione. Sempre nella costellazione della «cultura», intesa nel senso di De Lollis, come mediazione fra i severi studi storici e la percezione estetica, si disegnano i profili di Ferdinando Neri, con il suo «male della perfezione», o di Luigi Foscolo Benedetto, «in cui la impeccabile precisione filologica si allea ad un temperamento critico vivido e appassionato». Infine, in ragionata progressione, e delicatamente svincolandosi dall’ambito universitario, Macchia passa alle opere di quei saggisti che furono maestri della prosa oltre che della storia, e spesso usarono la forma dell’elzeviro per sviluppare una preziosa variante italiana dell’essay: Emilio Cecchi e Mario Praz, Sergio Solmi e Giacomo Debenedetti. Con occhio attento alle più sottili differenze fisiognomiche, Macchia si muove fra loro come un vecchio amico, partecipe degli stessi climi della sensibilità, e quasi come un complice e continuatore, ancora una volta per una via inconfondibile, della loro opera. Questo libro di ritratti include, seminascosto, un autoritratto – e insieme ci offre la prima ricognizione coerente di una zona fra le più alte della cultura italiana, tuttora ricca di suggestioni neglette, che aspettano solo di essere colte.

EAN: 9788845902383
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Note: Copertina con scoloriture ai margini. Interno buono.
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#133007 Storia Antica
Palermo, Sellerio Ed. 1990, cm.15x21, pp.150, 10 tavv.bn.nt.di cui una ripiegata, brossura con bandelle, copertina figurata. Collana Prisma,124.

EAN: 9788838906299
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