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La pioggia fa sul serio. Romanzo di frane e altri delitti.

Author:
Publisher: Arnoldo Mondadori Editore.
Date of publ.:
Details: cm.15x21, pp.276, brossura con bandelle e copertina figurata a colori. Collana Strade Blu.

Abstract: A Casedisopra, nel cuore degli Appennini, l'estate è finita eppure in giro si vedono ancora dei forestieri. All'osteria di Benito, dove si ferma per un bicchiere chiunque passi in paese, il cameriere marocchino Amdi spesso serve da bere a due avventori singolari: un geologo impegnato a studiare il territorio e un architetto inglese innamorato del posto, Bill Holmes, che insieme alla bella nipote Betty sta conducendo una ricerca sulle costruzioni religiose di cui è ricca quella parte di Appennino. Nel frattempo, però, ha cominciato a piovere senza tregua, e l'acqua dà non poco filo da torcere all'ispettore della Forestale Marco Gherardini, che in paese chiamano "Poiana". A parte ciò, in paese tutto sembra tranquillo. Fino a che, proprio il giorno prima di andarsene, il geologo non sparisce misteriosamente. Dopo la sua scomparsa una serie di aggressioni turba la vita di Casedisopra. A indagare sui troppi misteri che si nascondono tra i ruderi della Casa-fortezza del Capitano e l'edicola con l'affresco di una Madonna incinta, tra l'agriturismo gestito da una stravagante signora e il Sasso Nero che racchiude un segreto, è incaricato il giovane maresciallo dei carabinieri Barnaba. Ma molto presto "Poiana" dovrà intervenire sia pure non ufficialmente. Ancora una volta Guccini e Macchiavelli evocano i sapori e le emozioni delle loro montagne e ci conducono lungo i valichi appenninici, dal Quattrocento a oggi, fino a scoprire una verità sorprendente e quanto mai attuale.

EAN: 9788804634782
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Milano, Mondadori 2011, cm.15x21, pp.305, brossura con bandelle e copertina figurata. Collana Stradeblu. Nel bosco di castagni che domina Casedisopra, minuscolo paese dell'Appennino tosco-emiliano, se ne sta appostato in attesa della preda il vecchio Adùmas, montanaro con un nome da romanzo (il padre, appassionato dei Tre moschettieri, lo ha chiamato come l'autore, un certo A. Dumas...). Non è un bracconiere di professione, Adùmas, ma ogni tanto prende la doppietta e va nel bosco. È il brùzzico, il crepuscolo, e Adùmas ha appena bevuto qualche sorso di grappa, giusto per ingannare l'attesa, quando poco lontano spunta una bestia come non ne ha mai viste e come nessuno ne vedrà più. Il dito gli si congela sul grilletto e in un attimo la bestia fugge via. Non c'è grappa o crepuscolo che tenga: davanti ai suoi occhi è appena comparso un cinghiale con un piede umano tra le fauci. I paesani, convinti che il vecchio abbia alzato troppo il gomito, sono subito pronti a schernirlo... Tutti, tranne Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della Forestale che nonostante la sua giovane età sa bene quanti segreti possa nascondere la terra scura sotto i castagni. E poiché anche un Forestale può occuparsi di delitti, quando il crimine si fa largo nei suoi territori, Poiana comincia subito a indagare attorno al caso del cadavere privo di un piede che forse giace in mezzo al bosco. Ma gli tocca scoprire subito che le relazioni e gli affari tra i notabili del luogo creano un groviglio di interessi più pericoloso e inestricabile di un roveto.

EAN: 9788804606673
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Prefazione di Gaetano Berruto. Firenze. Bellinzona, Accademia della Crusca-Edizioni Casagrande 2013, cm.17x24, pp.270, brossura. Collana Storia dell'Italiano nel Mondo. Studi e Testi. Accademia della Crusca e L'università per Stranieri di Siena,4. Quali erano le forme della comunicazione scritta e parlata dei "senza lettere", ossia della gente comune senza conoscenze del latino, nelle regioni italofone della Svizzera dal Cinquecento al Novecento? Nella prima parte del libro si ricostruisce il contesto economico e socioculturale di comunità segnate dalla mobilità nell'emigrazione, in situazioni dove per capire e farsi capire era essenziale andare oltre i confini dei dialetti locali. Con il rilevante contributo al processo di alfabetizzazione garantito dalle chiese riformata e controriformista, e soprattutto dalla scuola pubblica ottocentesca, si è formato un italiano popolare del quale vengono qui descritti i tratti costitutivi, e che tale poteva definirsi proprio perché rappresentava lo strumento comune e indispensabile della comunicazione. Da questo punto di vista lo studio di Bianconi si contrappone allo stereotipo diffuso che esclude l'italiano parlato e scritto dal repertorio della gente comune nel passato. La seconda parte del volume è costituita da un'ampia antologia di testi di italiano popolare dal Cinquecento al Novecento: lettere e autobiografie di donne, mastri d'arte, domestici, operai e contadini, attivi in patria e nell'emigrazione. Questi scritti non sono solo di notevole interesse per lo storico della lingua, ma rappresentano la testimonianza autentica di un mondo sommerso. La conquista della scrittura – "sbagliata", appassionata ed espressiva – e il rapporto complesso e vitale con la lingua italiana permettono a quegli uomini e a quelle donne di dare voce alla necessità di raccontarsi, lagnarsi e inveire; e a noi di ascoltare un'umanità che senza la scrittura non avrebbe lasciato traccia di sé.
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