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Tommaso Santagostino e il teatro milanese del Seicento. Il titolo non si sa.

Curator: A cura di G.Paren Pierce.
Publisher: Ediz.dell'Orso.
Date of publ.:
Details: cm.17x24, pp.89, brossura con copertina figurata a colori.

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Roma, Presidenza del Consiglio dei Ministri sd.(ca.1990), cm.17x24, pp.XII,403, numerose figg.in bn.e a col.nt., legatura ed.cartonata, cop.fig.a col. Allo stato di nuovo. Collana Il Tempo e l'Immagine.
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A cura di U.Artioli. C.Grazioli. Firenze, Casa Ed.Le Lettere 2002, cm.17x24, pp.205, brossura con cop.fig.a col. Collana Storia dello Spettacolo, Saggi,6. Pubblicato in Germania nel 1926. Hans Doerry (1902-1990), oltre che attore, regista e Dramaturg, esponente della neonata Theaterwissenschaft e allievo di Max Hermann, analizza i cambiamenti avvenuti nel sistema dei ruoli teatrali in Germania nel corso dell'Ottocento. Partendo da una considerazione delle tipologie dei ruoli esistenti (debitori in larga misura al teatro francese), l'autore mette a fuoco la relazione tra questi e l'affermazione del principio di regia, che colloca alla metà del XIX secolo. Il percorso storico-critico approda alla drammaturgia di Ibsen, considerata fattore determinante per lo scardinamento del principio dei ruoli. Doerry giustifica la persistenza dei ruoli nel primo Novecento considerandone l'utilità dal punto di vista organizzativo e sociale, ma anche valutandone i riflessi giuridici. Nella bibliografia d'eccellenza della "scienza del teatro", cui la cultura tedesca si dedica con passione sin dai primi anni del XX secolo, è una delle opere capitali

EAN: 9788871666051
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tome XXI: Premier avertissement aux protestans sur les lettres du ministre Jurieu contre l'histoire des variations. Versailles, De l'Imprimerie de J.A.Lebel Imprimeur du roi 1816, cm.13x21, pp.652, rilegatura coeva in mz.pelle, tasselli, fregi e titoli in oro al dorso. (timbro di antica appartenenza al frontespizio).
EUR 15.00
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#278504 Economia
Milano, Rizzoli 2008, cm.14x22,5, pp.220, legatura editoriale, sopraccoperta. Tutti al mondo vogliono essere retribuiti solo in euro. Sulla 5th avenue è la moneta più gradita dai commercianti. Ed è anche la valuta preferita sui mercati finanziari internazionali, ma i circa 32 milioni di europei che la usano abitualmente per comprare il pane o affittare casa non sembrano altrettanto soddisfatti. È questo il paradosso dell'euro, moneta forte all'estero e debole in patria. Alla vigilia del decimo anniversario della moneta unica europea l'economista Lorenzo Bini Smaghi spiega le ragioni di questo atteggiamento schizofrenico. Da quando siamo stati costretti ad abbandonare la lira, tutti abbiamo accusato la nuova moneta di aver accelerato il già perverso meccanismo dell'inflazione. Eppure, è stato proprio merito dell'euro se siamo sopravvissuti alle crisi politico-economiche di questi anni, dall'emergenza post-11 settembre ai fallimenti bancari, all'attuale shock petrolifero. Secondo l'autore uno dei problemi legati alla valuta è rappresentato dalla percezione dell'inflazione piuttosto che ad aumenti reali. Alcuni prezzi sono fortemente aumentati ma la causa va cercata in tutte quelle situazioni contingenti all'avvento dell'euro come la globalizzazione, la scarsità di materie prime, la crescita economica mondiale comuni anche ad altri Paesi che non adottano l'euro. Un intervento competente e puntuale che aiuta a fare chiarezza in una fase difficile per l'economia internazionale e italiana.

EAN: 9788817024853
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