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#114384 Facsimili

Rerum vulgarium fragmenta. Fac simile del codice autografo Vaticano latino 3195.

Autore:
Curatore: Presentazione di Furio Brugnolo.
Editore: Antenore Editrice.
Data di pubbl.:
Dettagli: 1 vol.+ carte sciolte in custodia di velluto, cm.21x28, pp.8,18 tavole sciolte,cc. II-II-72-II (156 pagine), Rilegature in velluto rosso, conforme all'originale, in cofanetto di plexiglass. Tiratura limitata di 499 esemplari in numeri arabi, 99 numeri romani e 26 con lettere dell'alfabeto. Biblioteca di 'Filologia e Critica'. Il ns.è il n.203.

EAN: 9788884555670
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Introduzione,trascrizione e riproduzione a cura di Armando Petrucci. Ediz.in mille esemplari numerati a cura di Giovanni Mardersteig. Padova, Edit.Antenore 1968, cm.25x34,5, pp.IX,107, 20 tavv.ft. brossura sopracop.intonso. Collana Itinera Erudita,3.

EAN: 9788884551313
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Torino, Einaudi Ed. 1958, cm.14x22, pp.1063, legatura editoriale in tutta tela, titoli e fregi in oro al dorso, cofanetto fig.a colori. Collana I Millenni. Il Parnaso Italiano.
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Milano, per Nicolò Bettoni 1825, 2 voll. in uno, cm.8x13,5, pp.XXVI,190; 190, rileg.coevain mz.pelle, titoli e fregi in oro al dorso. (mende a dorso e cerniere; timbro di biblioteca nobiliare al frontesp. del vol.I.) Collana Biblioteca Portatile Latina Italiana e Francese - Classe Italiana.
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A cura di Giuseppe Savoca. Firenze, Olschki Ed. 2008, cm.17x24, pp.XXVI,668, legatura editoriale in tutta tela blu, tassello a colori applicato al piatto anteriore. Collana Polinnia,21. Questa edizione fa registrare, nel confronto con i testi più accreditati, oltre 5200 differenze ortografiche, interpuntorie e sostanziali che interessano quasi la metà dei 7785 versi del Canzoniere. Nelle note che chiudono per ogni componimento l'apparato, con una rilevante (e inedita anche in campo internazionale) innovazione tecnica e metodologica, vengono riprodotte oltre 900 sezioni e particolari dell'originale che mettono il lettore in grado di verificare la fondatezza delle osservazioni e decisioni ecdotiche dell'editore.

EAN: 9788822257444
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Prefaz.di Franco Cordero. Bari, Ed.Laterza 2012, cm.14x21, pp.XIV,239, brossura cop.con bandelle. Il guscio vuoto è un saggio in cui il giornalista italiano Giuseppe D'Avanzo racconta il momento di passaggio che la politica italiana sta attraversando in questi anni. Con la chiusura dell'epoca a cui abbiamo assistito, lo scrittore auspica una metamorfosi nei meccanismi della democrazia. Secondo D'Avanzo, il cambiamento in grado di portare nuova linfa vitale alla politica del nostro Paese passa attraverso la comprensione di ciò che è stato. E' necessario indagare a fondo i meccanismi del potere e quell'insieme di situazioni che si sono venute a creare durante l'era berlusconiana. La gestione politica che ha affossato il concetto stesso di democrazia è infatti caratterizzata da elementi specifici, quali, ad esempio, la trasformazione del linguaggio politico in slogan pubblicitari e la sospensione dello stato di diritto. D'Avanzo inoltre afferma che vi sono anche determinati modi di pensare, tipicamente italiani, che agevolano certe situazioni. Stiamo parlando del fatto che in Italia spesso si tende ad elogiare l'ingegno talentuoso e non il metodo, la furbizia e non la lealtà, l'inventiva e non la preparazione, l'individualità e non il collettivo. Giuseppe D'Avanzo con Il guscio vuoto analizza la metamorfosi di una democrazia.

EAN: 9788842098911
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#235042 Facsimili
Edizione Facsimile del manoscritto miniato su pergamena ms. 1853 Autorizzata dalla Biblioteca Civica di Verona. A cura di R. Bini. Modena, Il Bulino Edizioni d'Arte 2007, 1 vol.Fac-simile+1commentario+1cartella -- -- legatura in tutta pelle Tiratura limitata di 600 esemplari. l manoscritto 1853 della Biblioteca Civica di Verona è un codice miniato su pergamena risalente alla seconda metà del XIII secolo. Misura mediamente 17 × 24 cm ed è composto da 42 carte, corrispondenti a 84 pagine. Le prime due carte, in scrittura gotica semicorsiva, contengono la Preghiera alla Vergine, una delle più antiche laudi in volgare veronese. Il resto del codice, interamente illustrato, tramanda i testi, in scrittura gotica rotunda, delle due leggende di San Giorgio di Cappadocia (cc. 3r-26r) e di Santa Margherita d’Antiochia (cc. 27r-37v); in chiusura due miniature a piena pagina: Cristo in maestà con i quattro evangelisti e San Cristoforo. Uno straordinario racconto per immagini. L’importanza artistica del manoscritto è dovuta all’eccezionale ciclo delle 78 miniature che illustrano le leggende di San Giorgio e di Santa Margherita. Ne risulta uno straordinario racconto per immagini, la cui peculiarità strutturale è il costante rapporto tra testo e immagine. Se ciò conferma una delle tipicità della miniatura medievale – specie nei manoscritti di carattere religioso e liturgico in funzione anche di una comprensione “in diretta” del messaggio divino – l’apparato miniatorio del codice, peraltro ottimamente conservato, si eleva per l’inusuale e incomparabile ampiezza e per i nessi stilistici con gli affreschi veronesi dello stesso periodo e per la palpabile influenza della pittura bolognese. Leggenda di San Giorgio. Ben cinquantacinque miniature accompagnano la leggenda del tribuno Giorgio di Cappadocia, dal momento in cui dichiara all’imperatore Daciano la propria fede cristiana a quando, dopo sette anni di tormenti, viene decapitato. L’immagine che chiude la leggenda è quella più nota: san Giorgio a cavallo trafigge con una lancia il drago, tenuto al guinzaglio dalla principessa. Più tardi, intorno al 1435, sarà Pisanello a riprendere il tema per l’affresco nella chiesa veronese di Sant’A­nastasia. Leggenda di Santa Margherita. Ventun miniature decorano la leggenda di santa Margherita, pastorella di Antiochia, di cui s’invaghisce il pre­fetto Olibrio. Il rifiuto della fanciulla è considerato atto di ribellione verso il potere imperiale romano e dunque essa è barbaramente tor­turata e man­data a mor­te. La storia della santa ha costituito uno dei sogget­ti prediletti dell’arte cristia­na, sia a O­­rien­te (affreschi del X secolo nelle chiese di Goreme, in Cap­pa­docia) che in Oc­cidente (celebre il dipinto di Tiziano del 1550).

EAN: 9788886251662
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