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#117294 Religioni

Figure e motivi della contemplazione nella teologia medievale.

Autore:
Editore: Sismel Edizioni del Galluzzo.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.14x22, pp.182, brossura con copertina figurata a colori. Collana Micrologus' library,18.

Abstract: I contributi qui riuniti ruotano intorno a un tema comune, quello della contemplazione di Dio, affrontato però in maniera diretta soltanto nell'ultimo studio sul certosino Ugo di Balma. Figure, a vario titolo di essa, sono: Mosè nella sua ascesa al Sinai e per contrasto, ma anche per analogia secondo le diverse interpretazioni teologiche medievali, Paolo rapito al terzo cielo; Rachele; Maria sorella di Marta; l'optima portio Mariae; l'apostolo Giovanni. Motivi della contemplazione presi in esame sono: la definizione e il rapporto tra vita attiva e vita contemplativa, la nozione di arcano o segreto, la componente piacere-dolore nella contemplazione, la funzione dell'evento sonoro in alcuni itinerari spirituali. Da angolature diverse questi motivi rivelano come nella contemplazione siano rintracciabili insospettate dottrine gnoseologiche, psicologiche, etiche, e simboliche.

EAN: 9788884502155
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#335149 Regione Veneto
Storia e cronaca dal XVI al XVIII secolo. Storia e cronaca dal XVI al XVIII secolo. Cavarzere, Grafiche Mariotto, 2003, cm.18x24, pp.376, illustrazioni bn. brossura con copertina figurata a colori con bandelle. Collana Documenti di Storia Cavarzerana 3. Accadeva ogni anno, quasi sempre a maggio. Una domenica, durante la messa grande, l'arciprete annunciava la prossima estrazione della “grazia”, il sussidio dotale offerto dalla Scuola del SS.mo Sacramento. Per darsi in nota le ragazze da marito che desideravano concorrere avevano cinque giorni di tempo, durante i quali si andava completando una lista contenente talvolta una cinquantina di nomi. Entro il sabato l’elenco delle aspiranti veniva esposto alla porta dell’oratorio della SS.ma Trinità, affinché i confratelli della Scuola ne potessero prendere visione con comodo. Per giudicare e votare con la coscienza tranquilla erano tenuti ad informarsi in anticipo sul comportamento delle singole giovani e sulle condizioni economiche delle loro famiglie. Una settimana dopo, la domenica, terminate le funzioni del vespro, la campana chiamava all’oratorio le ragazze, che cercavano di non mancare neppure se il tempo si metteva a fare il matto proprio quella sera, come talora succedeva. Potevano partecipare anche le fanciulle di dodici anni, età in cui si consentiva il matrimonio, e questo era un vantaggio: più giovani erano e un maggior numero di volte avrebbero potuto ritentare la sorte. Sia le grandi che le più piccole entravano accompagnate dalla madre o da un altro famigliare per esser meglio riconosciute dai confratelli, i quali le attendevano insieme all'arciprete. Spettava a loro scegliere fra le presenti le “donzelle povere et honeste” da ammettere poi al sorteggio della grazia, avendo “mira alla povertà, al bisogno, al pericolo”.
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