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Per d'Arco Silvio Avalle. Ricordi lettere immagini.

Curatore: A cura di Lino Leonardi.
Editore: Sismel - Edizioni del Galluzzo.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.18x25, pp.VIII,242 13 tavv. ft. brossura con copertina figurata. Collana Carte e Carteggi. Gli Archivi della Fondazione Franceschini,10.

Abstract: Figura tra le più rilevanti e singolari della cultura filologica e letteraria del secondo Novecento, Avalle ha suscitato, con la sua scomparsa, una vasta eco di ricordi e memorie. Questo volume ne raccoglie la maggior parte, e si propone quindi di tracciare un primo profilo collettivo della sua personalità non solo scientifica, integrando le commemorazioni con alcune pagine autobiografiche, con una scelta dall'epistolario, con una serie di fotografie, infine con la bibliografia dei suoi scritti.

EAN: 9788884501547
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#240738 Arte Pittura
Firenze, Edizioni Polistampa 2006, cm.22x21 (oblungo), pp.96, 83 tavole a colori nel testo , bt., copertina figurata a colori con bandelle. È il catalogo della mostra tenutasi a Fiesole (Museo Civico Archeologico Teatro Romano) dal 16 dicembre 2006 all'8 gennaio 2007 e riproduce a colori tutti gli 82 acrilici su tela lì esposti. La pittura di Goggioli nasce dall'assimilazione critica di molte fonti: da Seurat, dal tocco magico, rivelatore di un universo ancora in parte inesplorato, da Ensor, neutralizzato nei suoi umori più corrosivi, dai maestri quattro e cinquecenteschi. In alcuni casi la fonte è rivelata, in modo da rendere esplicito il sottile gioco di allusioni operato dal pittore; più spesso, invece, resta celata in modo da rendere ancora più godibile la sciarada offerta ai nostri occhi. L'universo dipinto dall'artista è fatto di bambole, pompieri e soldatini, disaccorti automobilisti, ciclisti e personaggi vari, tutti rigorosamente di latta, ritratti con una tecnica precisa e raffinata. Per Goggioli il destinatario naturale delle sue opere è l'anima infantile residuale che continua a vivere negli uomini, anche una volta che sono diventati adulti. Egli ha imparato a giocare il gioco dell'arte, ha ironia per mischiare serio e faceto, ha mestiere per variare i temi di una pittura nella quale i giocattoli convivono con la memoria dei capolavori del passato. Tutti i suoi quadri, con il timbro della piacevolezza, nascondono spesso critiche al mondo contemporaneo, alla politica, oppure riflettono, con pacatezza tutt'altro che imbelle, sulla condizione dell'uomo e dell'arte.

EAN: 9788859601449
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Cura e traduzione di Luana Salvarani. Milano, Medusa 2019, cm.14x22, pp.138, brossura con sopraccoperta figurata a colori. Collana Le Porpore,126. «Il neonato piangeva nella sua culla e il padre disse: "Mi ricordo di Babilonia". Poi la madre lo coricò in una piccola vettura trainata da un leone e una vergine nuda. Era il 18 febbraio 1896, e tutti compresero che non bisogna risalire fino al gesto confondente. Mentre leggeva Baudelaire, Huysmans, Mallarmé e Barrès, una folla di donne-tronco molto belle, con una lumaca sulla testa, lo contemplava a mani giunte. Fu allora, nel 1913, che conobbe Paul Valéry, perché il regno del linguaggio esige la più grande agitazione. A volte i serpenti portavano cappelli a cilindro, le gigantesche cicale si sedevano in poltrone rotonde, un'aquila leggeva la "Divina Commedia". Il poeta, mobilitato nel 1915, era stato assegnato a un centro di neuropsichiatria. Ma i serpenti, le cicale e le aquile sanno che il sogno è di un'innocenza selvaggia. L'inventore ha due scale di ferro che fanno comunicare la gola con il cervello, Sarah Bernhardt ha il volto coperto di nature morte impressioniste, e il poeta (che, nel 1919, pubblica il suo primo libro, "Mont de Piété") ha la parola "speranza" scritta sulle dita. Freud, Aragon, Ernst, Tzara, Soupault, Desnos, Picabia, gli amici del poeta danzarono al Ballo degli Incoerenti con delle vedove bianche e nere, con le Preziose di Abraham Fosse e le lascive sonnambule, mentre la bella e la bestia giocavano a sodomizzarsi. È nel 1924 che esplode il "Manifesto del Surrealismo", nell'avenue de Raymond Roussel, nell'inverno di Arcimboldo, nelle matematiche di Lewis Carroll, nei viaggi fantastici di Goya, nelle immagini della confusione di Rimbaud, nei seni eretti di tutte le donne e negli indomani che cantano. Chi non ha visto Nadja, nel 1928, scivolando sui pattini, una torcia in mano, rivelare a Dracula, Don Chisciotte e Casanova il segreto dell'assurdo? (...) Il poeta viaggiò e percorse così i mille meandri dietro lo specchio, le follie e i fantasmi, nudo, a cavallo di una vacca dalle corna dorate, portando sulla testa una colomba bianca. Lontano, nella sfera, gli innamorati si abbracciavano, a testa in giù. Dall'"Ode à Charles Fourier" al "Surréalisme, méme" e "La Brèche", il poeta vide, tra altre innumerevoli meraviglie, la donna sorgere, adulta, dalla breccia aperta a colpi d'ascia nel cranio di un vegliardo dalla barba bianca e dagli enigmi a forma di automobile marciante a tutto gas. E nel 1966 il poeta morì senza morire».(Arrabal) Leggi meno

EAN: 9788876983870
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