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Die leften tage von Pompeji.

Autore:
Editore: A. Weichert Verlag.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.13x18, pp.350, legatura in tutta tela copertina figurata a colori.

CondizioniUsato, molto buono
EUR 13.00
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Copyright edition. Leipzig, Bernhard Tauchnitz 1842, cm.11x16, pp.VI,424,(2), rilegatura coeva in mezza percallina verde scuro, piatti marmorizz., titoli e filetti in oro al dorso. Collection of British Authors, 19.
Da collezione, buono
Note: Segni d'uso alle cerniere esterne; frequenti ma lievi fioriture nt.
EUR 9.00
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Nottingham, Boots Publishers s.d. ma primi del 900, cm.12,5x19, pp.XVII,505, 1 tavola in bianco e nero in antiporta, rilegatura in tutta tela verde, titoli in oro al dorso e al piatto anteriore. Collana The Pelham Library. Testo in inglese. Harold Godwinson (or Harold II) (Old English: Harold Godwines sunu) (c. 1022 – 14 October 1066) was the last Anglo-Saxon King of England.[1] Harold reigned from 6 January 1066 [2] until his death at the Battle of Hastings on 14 October of that same year, fighting the Norman invaders led by William the Conqueror during the Norman conquest of England. Harold is one of only three Kings of England to have died in warfare; the other two were Richard the Lionheart and Richard III. Harold was a son of Godwin, the powerful Earl of Wessex, and his wife Gytha Thorkelsdóttir, whose supposed brother Ulf Jarl was the son-in-law of Sweyn I and the father of Sweyn II of Denmark. Godwin and Gytha had several children, notably sons Sweyn, Harold, Tostig, Gyrth and Leofwine and a daughter, Edith of Wessex (1029–1075), who became Queen consort of Edward the Confessor.
Da collezione, molto buono
EUR 8.00
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Vicenza, Edizioni Paoline 1962, cm.13x19, pp.290, legatura editoriale cartonata figurata a colori.
Usato, molto buono
Note: Data a penna all'occhietto.
EUR 6.50
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Traduit de l'anglais par Jean Cohen. Bruxelles, Meline, Cans et Compagnie, Librairie, Imprimerie et Fonderie 1837, 2 t. (di 2) in un vol., cm.10x15, pp.(2),318; (1); 295,(1), rilegatura coeva in mezza pelle, piatti in carta francese con angoli in pelle, titoli e fregi in oro al dorso, tagli decorati.
Da collezione, molto buono
EUR 36.00
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#310254 Esoterismo
Milano, Editrice Kemi 1980, cm.16x24, pp.272, brossura. La prima, la giustizia, è la necessita’ morale e razionale di rendere l’uso della forza aderente ad un principio più alto, più nobile. La disciplina è una conquista biologica, che leva l’uomo dallo stato di anarchia ad uno stato di coordinazione di sforzi e di organizzazione personale. In quest’uomo di azione, il dinamismo fisico-muscolare e quello volitivo-nervoso sfociano in una supremazia spirituale. La sua azione è fatta di giustizia e mobilita il dinamismo delle forze cosmiche per condurre una battaglia tesa alla conquista di una coscienza più ampia. Quindi, anche uomo di potenza, perché l’essere emergente dal disfacimento del disordine, non solo è migliore, ma è anche più giusto. Julius è un uomo d’arme, non visto dalla terra, ma osservato dal cielo, ove l’uomo si muove in pace con l’armonia dell’Universo. Non è necessario essere forti, occorre solo essere giusti e uomini d’azione. Questo costa fatica, ma essa sussiste nella sfera della coscienza, perché ciò che viene assimilato diventa istinto e bisogno. Questa fatica si espande sempre più lontano, sempre più in alto, ed abbraccia una ricchezza propria sempre maggiore. Tenzone che crea, poiché senza lotta non si può costruire. Ma chi era, in passato, quell’uomo d’arme che elevava la battaglia dalla sua forma più bassa, per innalzarla a forme più produttive, verso quella direzione, in cui lo sforzo non si neutralizza tra spinte contrarie, ma che costantemente crea? Era il Templare, il Cavaliere del Tempio, di cui Jiulius è un esempio vivente. Nella sua opera riecheggiano i principi che si ricollegano a quel lontano passato. Nelle sue 14 Lezioni di Alchimia, egli indica, come fece il Templare, due mete all’evoluzione umana: il super-uomo per il singolo, il Vangelo per la collettività Nella ricerca delle vie, egli si avvicina al pensiero cristiano, per porre in luce quella Legge che fu tramandata al cristianesimo stesso dalle lontane e fiorenti civiltà, ove scienza, fede e filosofia erano una cosa sola. In questo saggio, l’autore cerca di far risorgere la passione del bene e dell’infinito, ricorrendo a quella grande attrazione che tutto regge: Amore, a quel potente arcano che canta nell’architettura delle linee, nella sinfonia delle forze, nella rispondenza dei concetti. Qui parla il cuore, nel tentativo di porre sul suo giusto piedestallo la religione dell’occidente, oggi così mal compresa perché male amministrata, e che ha fallito nell’assolvimento del suo compito nel salvare i valori spirituali dell’occidente. Teniamo ben presente che lo spirito non può morire e risorgerà altrove, al di fuori di essa. Perché ciò che è spirito vivifica, ciò che è materia soffoca. Abele di fronte a Caino.
Usato, molto buono
EUR 33.00
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