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Comedia Nueva (La) e le scene italiane nel Seicento. Trame, drammaturgie, contesti a confronto.

Curatore: A cura di Fausta Antonucci e Anna Tedesco.
Editore: Olschki Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm 17 x 24, 340 pp., brossura Biblioteca dell''«Archivum Romanicum». Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia,461. Testo in Ita / Altre.

Abstract: I rapporti fra teatro italiano e teatro spagnolo del Seicento sono oggetto di specifiche ricerche disciplinari da una quarantina d’anni. Questo volume è il primo a tentare, da una parte, di tracciare la storia di questi studi nei campi dell’ispanistica, della musicologia e della storia del teatro, e dall’altra di individuare nuovi percorsi di ricerca interdisciplinari, esemplificati nei saggi in esso contenuti. Le cinque sezioni di cui il libro si compone mostrano alcune delle tematiche più proficue: il rapporto di scambio con la Commedia dell’Arte; l’appropriazione di trame e drammaturgie da parte degli autori teatrali italiani (anche di quelli che scrivono testi per musica); lo scardinamento dei generi provocato dal modello della Comedia nueva; il ruolo della committenza e degli interpreti; la geografia della ricezione. Il panorama che ne risulta arricchisce la nostra conoscenza della circolazione della Comedia nueva in Europa, e allo stesso tempo illumina un periodo interessante della storia del teatro italiano, a torto misconosciuto.

EAN: 9788822264756
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Pref.di G.A.Richard. Paris, Ediz.Dangles 1948, cm.14x22,5, pp.236, brossura (testo in francese/text in french).
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#302700 Criminologia
Bari, Laterza Ed. 2014, cm.11x18, pp.157, brossura con bandelle, Collana Saggi Tascabili,396. Se la trattativa fosse un reato, se lo Stato avesse ceduto, se la mafia avesse tratto benefici, allora le istituzioni sarebbero colpevoli. Ma non è così. Giovanni Fiandaca e Salvatore Lupo sostengono una tesi sorprendente: l'impianto accusatorio del pool di magistrati di Palermo non regge, i comportamenti di cui all'accusa non sono reato e Cosa Nostra non è stata salvata. Perché dunque si è scelto di celebrare questo processo? Perché gli italiani hanno bisogno di pensare che la mafia abbia vinto (e debba sempre vincere)? Uno sguardo nuovo su un processo ricco di ambiguità, di coni d'ombra, di nodi tecnici da sciogliere, nel quale si fondono e si confondono tre piani: giudiziario, storico-politico, etico.

EAN: 9788858110461
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