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De re uxoria.

Autore:
Curatore: A cura di Claudio Griggio e Chiara Kravina.
Editore: Olschki Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm 17 x 24, xiv-426 pp. con 7 tavv. col., brossura Istituto nazionale di studi sul Rinascimento. Studi e testi,53.

Abstract: Composto a Venezia e donato per le nozze fiorentine di Lorenzo de’ Medici il Vecchio con Ginevra Cavalcanti (1416), il De re uxoria di Francesco Barbaro è il primo trattato rinascimentale incentrato sulle qualità della donna e sui compiti di gestione della famiglia. Divenne ben presto una sorta di best seller, affiancandosi, tradotto e diffuso in tutta Europa, alle opere affini dello pseudo-Plutarco e di Pier Paolo Vergerio in quella che Eugenio Garin definì una ‘trilogia pedagogica’ di età umanistica. Il trattato, che congiunge idealmente l’élite culturale e politica di Venezia e Firenze, ha avuto un’enorme influenza come interpretazione del modello familiare dell’aristocrazia veneziana in cui la tradizione e gli usi locali sono aggiornati e nobilitati grazie al confronto con i modelli classici proposti dalla nuova cultura umanistica, di cui Barbaro e il suo maestro Guarino Veronese furono a Venezia i principali promotori. Alla fortuna dell’opera contribuirono l’eleganza dello stile e quel gusto per la concretezza che sa servirsi anche dell’aneddotica antica e contemporanea per creare sapide descrizioni: qualità che ancora oggi rendono gradevole la lettura di un testo importante per la storia del costume e della cultura occidentale.

EAN: 9788822267283
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A cura di Claudio Griggio. Firenze, Olschki Ed. 1991, cm.17x24, pp.VIII,412, 5 tavv.ft. legatura ed., sopracop.fig.a col. Coll. Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento. Carteggi umanistici,5.

EAN: 9788822238399
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Laus vini. Introduzione, traduzione e note a cura di Lucio Coco. Firenze, Olschki Ed. 2018, cm 12 x 17, 24 pp., brossura Particelle elementari. Dallo sterminato repertorio bibliografico di Michele Psello, altro grande intellettuale di quella Bisanzio che non cessa di stupire per l’originalità e la modernità dei suoi contributi letterari e poetici, viene offerta per la prima volta la versione dell’Encomio del vino. Lo studioso costantinopolitano compone questo breve testo quasi certamente per ristorare lo spirito dalle fatiche delle altre scienze, che coltivava con più assiduità e impegno, come la filosofia, la matematica, la medicina, il diritto e la pedagogia. Il genere encomiastico era del resto una peculiarità della cultura classica, dall’Elogio della mosca di Luciano a quello della calvizie di Sinesio. Lo stesso Michele Psello, oltre a quello sul vino ne scriverà altri quattro (due sulla pulce, uno sul pidocchio e una sulla cimice) a testimoniare che «l’arte dell’elogio» non è solo un esercizio retorico ma un modo per dare risalto e ospitalità in letteratura a qualcosa di minore, per prestare attenzione al piccolo e al quotidiano, svelando che anch’esso – come il gesto appunto di bere un bicchiere di vino – contiene e significa qualcosa di essenziale per l’uomo.

EAN: 9788822266101
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