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#312662 Filosofia

Miscellanea II. Alle fonti dell'Europa. In principio era l'arte.

Autore:
Editore: Lipa Ediz.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.17x24, pp.259, brossura con bandelle, cop.fig.a col. Collana Pubblicazioni del Centro Aletti.

Abstract: Il mistero del mondo non si conosce violandolo, ma sbirciando dentro, per quanto ci permette, attraverso i simboli. Così si riesce a vedere tutto in una infrastruttura coesiva di fili che legano e connettono insieme ogni parte della creazione, e questo infonde nuovo significato alle cose, dal momento che fa vedere come ogni cosa è capace di assumere un significato più profondo. Per questo gli uomini di oggi hanno nostalgia della bellezza. Ma c'è bellezza e bellezza. C'è la cosmetica, e c'è la bellezza, che è organicità redenta, contemplazione dell'unità che abbraccia la terra, l'uomo e Dio, che fa del mondo un oceano di simboli e delle sue espressioni un'anticipo della trasfigurazione che il dito della mano di Dio opererà alla fine dei tempi. Un'arte che si mette al servizio di questa bellezza è anzitutto arte di vivere, cioè capacità di trasformare la nostra vita, da fragile e corruttibile, in una vita incorruttibile. L'arte diventa un rivestire i nostri corpi e la nostra realtà creaturale con l'anticipazione di quella vita che è vera proprio perché rimane e non tradisce. Diventa chiaro allora perché in principio la teologia era vicina all'arte. "Le cose visibili sono approfondite attraverso quelle invisibili", dice Massimo il Confessore nella sua Mistagogia. Il mistero si rivela, pur restando sempre al di là e apparendo come nelle fenditure delle cose, in questo trasparire degli esseri e delle cose. Allora il mondo non è più esteriore, né qualcosa di muto. Tutto è un indicatore verso Dio e il suo piano di salvezza, tutto va visto in una visione spirituale, in tutto c'è una parola di Dio indirizzata all'uomo che l'uomo deve comprendere e a cui deve rispondere con parole sue.

EAN: 9788889667064
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A cura di Michela Graziani e Salomé Vuelta García. Firenze, Olschki Ed. 2018, cm 17 x 24, viii-152 pp., brossura Biblioteca dell''«Archivum Romanicum». Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia,490. I saggi riuniti in questo volume, dedicati al teatro spagnolo e portoghese del Cinquecento e Seicento nei suoi “intrecci” con la realtà teatrale italiana coeva, affrontano questioni autoriali, fenomeni di teatralizzazione, adattamenti testuali e risaltano il ruolo svolto dagli attori e dagli spazi teatrali pubblici, dalla censura teatrale, dalla tecnica di composizione dell’intreccio in ambito musicale. Nella loro molteplice prospettiva, essi mostrano quanto sia proficuo per questo ambito di studio l’approccio interdisciplinare, e quanto rimanga ancora da esplorare per avere un quadro esauriente delle relazioni e degli scambi teatrali italo-iberici in epoca moderna. Presentazione • Valeria Tocco, La Comédia Eufrosina (1555) tra Italia e Spagna: spunti per una rilettura • Michela Graziani, Questioni autoriali e reminiscenze letterarie ibero-italiane nel teatro portoghese del Cinquecento • Teresa Megale, Relazioni culturali fra Spagna e Napoli: il teatro delle attrici e degli attori alle origini del professionismo (XVI-XVII secolo) • Mariagrazia Russo – Carlo Pelliccia, Teatralità e ambascerie in epoca moderna: l’uso del teatro in ambito diplomatico tra Por- togallo, Italia ed Estremo Oriente • Héctor Urzáiz, «Se prohibieron las comedias en Italia»: Lope y el viejo arte de la censura teatral • Nicola Badolato, Da Carlos el perseguido a Il favorito del prin- cipe: alle fonti di un dramma per musica di Ottaviano Castelli • Salomé Vuelta García, Juan Pérez de Montalbán a Firenze: Amo re, lealtà e amicizia • Indice dei nomi

EAN: 9788822266170
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