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Seven Studies in Medieval English History and Other Historical Essays.

Curatore: Presentazione di Harold S. Snellgrove. A cura di Richard H Bowers.
Editore: University Press of Missisippi.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.16x24, pp.207, legatura editoriale con sovraccoperta.

EAN: 9780878051830
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Note: Imperfezioni alla sovraccoperta.
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A cura di Massimo Bacigalupo e Franco Nasi. Firenze, Alinea Editrice 1992, cm.12x21, pp.228, brossura,cop.fig. Stato di nuovo. Collana Saggi e Documenti,100.
Nuovo
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Cremona,3-26 Ottobre 1997. Milano, Leonardo Arte Ed. 1997, cm.24x28,5, pp.133, numerose illustrazioni e tavole nel testo e fuori testo, brossura con copertina figurata a colori.

EAN: 9788878138933
Usato, come nuovo
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Disponibile
Roma, Donzelli Ed. 2006, cm.15,5x21,5, pp.VI,202, legatura ed. sopracop.fig.a col. Collana Saggi. Arti e Lettere. (Questo libro analizza in profondo tutta l'opera di Baudelaire: la prosa, i versi, le lettere, comprese quelle assai significative scritte alla madre. Una schiera di psicoanalisti è convocata a far parlare il testo baudelairiano fin nei suoi più intimi e arcaici recessi. Da Freud a Melanie Klein, da Bion a Matte Blanco, da Meltzer a Resnik, la scienza del profondo ci illumina sulla rottura epistemologica attuata dal poeta delle "Flewrs du Mal". Come Cézanne ha effettuato una rivoluzione copernicana in pittura, infondendo nell'opera d'arte una molteplicità di volumi e prospettive, così Baudelaire ha inaugurato nella composizione poetica un dire multidimensionale, "in volume", che restituisce le ricchezze del suo mondo interno, abitato dal lutto e dalla melanconia. Compito del poeta è di introdurre nel più profondo di sé gli oggetti del mondo esterno, per "contenerli", assimilarli e tradurli in parola. Ma questa operazione di elaborazione del lutto arcaico incontra il "solco profondo di Melanconia", l'affetto che più impegnò il poeta nel suo ethos del trascendimento: "Estrarre la bellezza dal Male").

EAN: 9788860360960
EUR 25.00
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Disponibile
Commento storico e archeologico di Alessandra Lazzeretti. Pisa, Ediz.ETS 2006, cm.17x24, pp.556, brossura con copertina figurata a colori. La lotta tra chi rapina o distrugge il patrimonio culturale e chi, invece, lo tutela e lo valorizza è argomento quanto mai attuale. Il quarto libro dell'actio secunda delle orazioni Verrine di Cicerone, noto come De signis, riguarda le sottrazioni di opere d'arte e oggetti preziosi compiute da Verre in Sicilia nel triennio 73-71 a. C. in cui fu governatore della provincia. Tali appropriazioni costituivano uno degli aspetti del suo malgoverno provinciale, per i quali Verre era imputato, nel 70 a. C., a Roma, in una causa de pecuniis repetundis nella quale Cicerone sosteneva l’accusa. Questo lavoro - cui la Scuola Normale Superiore di Pisa ha conferito il "Premio Giuseppe Nenci" - colma una lacuna evidente negli studi, esaminando, per la prima volta, dal punto di vista storico-archeologico, il De signis nel suo complesso. Storia antica e archeologia si muovono tra due sistemi di fonti - scritte da un lato e materiali dall’altro - che devono concorrere, in ugual misura e senza forzature dall'una o dall'altra parte, ad una ricostruzione metodologicamente valida. Una sistematica analisi del testo, che si è avvalsa di fonti letterarie, archeologiche, epigrafiche, numismatiche, ha mostrato il contributo fondamentale che le opere d'arte e gli oggetti preziosi oggetto del De signis forniscono, proprio nella loro qualità di documenti storici, alla conoscenza della storia non solo culturale, ma anche politica, amministrativa, economica e sociale, della Sicilia agli inizi del I secolo a. C., e, in taluni casi, in epoca più antica. Il volume è corredato, oltre che da una serie di indici, da un apparato figurativo che ne illustra e ne riepiloga i risultati salienti. Nell'evidente caratterizzazione negativa dell'acquisizione di capolavori ad uso privato e, al contrario, nell'esaltazione della loro pubblica collocazione, appare chiaramente la funzione che Cicerone affida nell'orazione alla tematica artistica: i sentimenti e le emozioni nei confronti dell'arte, che accomunano le popolazioni del mondo di cultura greca e il popolo romano, devono costituire la base per la condanna dell'imputato. Senza cadere in troppo facili operazioni di attualizzazione, è anche in questa chiave che possiamo leggere il messaggio che il De signis fa giungere fino a noi, nella consapevolezza del legame profondo intercorrente fra la propria storia culturale e il proprio futuro.

EAN: 9788846715272
Nuovo
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