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Ragioni e stagioni della storia. Le «vie» della ricerca di Aurelio Musi.

Autore:
Editore: Rubbettino Editore.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.17,5x24,5, pp.332, brossura. Collana Scientifica dell'Università degli Studi di Salerno.

Abstract: Il volume è un omaggio ad Aurelio Musi, protagonista indiscusso della storiografia nazionale e internazionale. Studiosi di diverse generazioni - amici, colleghi e allievi - interagiscono con i lavori da lui prodotti, dando vita ad un'opera di raffinata riflessione storiografica, che offre una stimolante pluralità di temi e interpretazioni. La storia è indagata da Musi nelle sue "ragioni" - quali le specificità epistemologiche, metodologiche, linguistiche - e nell'evoluzione delle sue "stagioni". I contributi di questo libro restituiscono il valore cognitivo e metacognitivo della storia, attraverso le molteplici "vie" tracciate dai suoi processi, dalle sue dinamiche, dai suoi orientamenti.

EAN: 9788849863710
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Presentaz.di Aurelio Musi. Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato- Archivi di Stato 2011, cm.17x24, pp.412, brossura con sopracop.fig.a col. Collana Pubblicazioni degli Archivi di Stato, Saggi 98.

EAN: 9788871253121
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Trad.diV.Bonelli. Milano, Tecniche Nuove Ed. 1998, cm.17x23,5, pp.203, num.dis.bn.nt. brossura con cop.fig.a col. Collana Natura & Salute.

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Milano, CELUC Libri 1976, cm.15x21, pp.309, brossura. Rivista Quaderni del Territorio,1. Alla città-fabbrica, tumultuosa oncentrazione di fabbriche e di classe-operaia, evocata in Europa dal modello di sviluppo degli anni '50 e '60, è indissolubilmente legato quel formidabile ciclo di lotte che, organizzatosi, dal '68 in poi, attorno alla figura "egemone" dell'operaio-massa, ha distrutto di quel modello le stesse fondamenta. Dalla massificazione della produzione alla massificazione delle lotte: le vicende della "crisi" in Occidente, e del "male italiano" in particolare, partono da tale determinazione. "Ristrutturazione produttiva, "Riconversione" altro non sono allora se non intenzione strategica da parte capitalistica di rimodellare un territorio della produzione a bassa densità operaia che non possa più materialmente costituirsi come strumento di socializzazione e di circolazione delle lotte. Le armi di tale progetto sono: licenziamenti, espulsione dalle aree sviluppate di interi cicli produttivi ad alta intensità di lavoro, rottura delle concentrazioni operaie; in una parola: liquidazione della città fabbrica. La città fabbrica in transizione è dunque oggi un immenso laboratorio il cui destino è segnato dall'esito "politico" dello scontro tra i diversi progetti delle parti sociali che in essa si muovono: metropoli operaia, metropoli come ghetto di disoccupati e dei precari, oppure metropoli come compresenza di colletti bianchi, classe operaia tecnologizzata e precariato "assistito", sul modello delle metropoli americane. Attorno a tali ipotesi, all'"anatomia" dell'iniziativa capitalistica e dei suoi strumenti entra tale processo, alla resistenza operaia ad esso, alle nuove forme di uso di classe del territorio a partire dalla "nuova" composizione del proletariato urbano, il progetto di questi "Quaderni" si muove.
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