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#328579 Arte Pittura

I pittori italiani del Rinascimento.

Autore:
Curatore: Traduzione italiana di Emilio Cecchi completamente riveduta.
Editore: Sansoni - The Phaidon Press.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.19x26,5 pp.XV,220,16 tavole a colori fuori testo applic.e 400 illustrazioni in bn. nel testo , legatura editoriale in tutta tela.

CondizioniUsato, buono
Note: mancante della sopracoperta.
EUR 27.00
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#5805 Arte Saggi
Traduzione italiana di Emilio Cecchi completamente riveduta. Firenze, Sansoni - The Phaidon Press 1957, cm.19x26,5 pp.XV,220,16 tavole a colori fuori testo applic.e 400 illustrazioni in bn. nel testo , legatura editoriale in tutta tela, titoli in oro al dorso, sopraccoperta figurata a colori.
Usato, molto buono
EUR 45.00
2 copie
Great Britain, Phaidon 1971. cm.19x27, pp. 705 tavole bn. nel testo, legature editoriali in tutta tela, con sopraccoperta figurata. In appendice topographical index di pp.48. 9780714814865
Usato, buono
Note: sopraccopera con trappetti e mancanze.
EUR 55.00
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#8537 Arte Pittura
Great Britain, Phaidon 1968, 3 volumi, cm.19x27, pp.XXVI,534, 1988 illustrazioni molte a piena pagina e 3 tavole a c, legatura editoriale in tutta tela, sopracc. figurate.
Usato, buono
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#10190 Arte Pittura
Traduz. di Emilio Cecchi. Firenze, Sansoni 1965, cm.11x17, pp.301,(3), 32 tavv. in bn.f t., brossura Collana Universale Sansoni.
Usato, buono
Note: Copertina brunita.
EUR 9.90
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#346486 Arte Pittura
A cura di Elisabetta Matteucci. Viareggio, Fondazione Matteucci per L'Arte Moderna 2018, cm.17x24, pp.170, illustrazioni in bianco e nero e a colori, tavole a colori. brossura con copertina figurata a colori. L'appuntamento estivo del Centro Matteucci per l'Arte Moderna è, quest'anno, riservato ad Oscar Ghiglia, il più italiano ed insieme il più europeo degli artisti italiani d'inizio Novecento Con una monografica selezionatissima che, accanto ai capolavori più noti di colui che, in modo del tutto personale, ha saputo aggiornare la lezione di Fattori, propone, per la prima volta, una ventina di opere fondamentali, che sino ad ora, mai erano uscite dai raffinati salotti di un collezionista d'eccezione."Oscar Ghiglia. Classico e moderno", la mostra curata da Elisabetta Matteucci, sarà visibile al Centro Matteucci dal 7 luglio al 4 novembre."In Italia non c'è nulla, sono stato dappertutto. Non c'è pittura che valga. Sono stato a Venezia, negli studi. In Italia, c'è Ghiglia. C'è Oscar Ghiglia e basta". La nota affermazione di Modigliani, riferita da Anselmo Bucci nei "Ricordi parigini" (1931), contrasta con il silenzio venutosi a creare attorno a Ghiglia dopo la morte. Condizione riservata, come osservava Carlo Ludovico Ragghianti nel 1967 in occasione della mostra "Arte Moderna in Italia. 1915-1935", a quell'intera generazione d'artisti penalizzata dal "giudizio negativo sul fascismo".È con gli studi di Raffaele Monti e Renato Barilli della metà degli anni settanta, confluiti in una serie di mostre monografiche rivelatrici di un grande talento, che il livornese comincia ad essere preso in considerazione, rappresentando un "caso" che incarna, in termini esemplari, la cultura figurativa dei primi decenni del Novecento. Una pittura, la sua, priva di contaminazioni anche per il tratto umbratile e scontroso del personaggio, non molto aperto alle relazioni, spesso in contrasto anche con amici vicini, come Giovanni Papini e Amedeo Modigliani.Se del primo, dopo la condivisione delle idee attraverso la collaborazione con Spadini, Borgese e Prezzolini al "Leonardo", mal digerì la svolta futurista, della frattura con il secondo sfuggono le ragioni. A testimonianza di un sodalizio, che per i riflessi sull'opera appare tra i più fertili e intensi dell'arte moderna, restano le famose cinque lettere inviate, nel 1901, durante il soggiorno a Venezia e Capri, da Modigliani a Ghiglia; il tono è di un giovane che, aprendosi al mondo, intravede nell'artista più maturo il proprio alter ego.Formatosi nella Firenze "modernista" delle mostre rivoluzionarie della Promotrice e di Palazzo Corsini, da autodidatta di grande talento Ghiglia si rivela tra i più ricettivi alle nuove istanze cosmopolite, declinanti in una pittura di pura invenzione, dove classico e moderno idealmente si fondono. A cogliere in anticipo l'essenza di questo doppio registro è Llewelyn Lloyd che definisce l'arte dell'amico "originalissima non somigliante a nessun'altra, che non ha punti di riferimento né coi macchiaioli toscani né con l'impressionismo francese". Nell'estrema generosità, il giudizio tralascia, però, i poli essenziali di riferimento: Fattori e Cézanne, dei quali Ghiglia ha percepito l'elevata caratura, rapportandovisi come ad un magistero più che come ad un modello .Negli oltre quaranta capolavori in mostra tali radici emergono inequivocabilmente, sebbene il livornese non abbia mai smesso di guardare al di là delle Alpi.In una lettera a Natali allora a Parigi scrive: "Perché non vai a trovare Rosso? Come italiano e giovine artista tu dovresti farlo (...) Digli che io lo saluto considerandolo una delle più grandi glorie di questo secolo e che spero di poterlo presto abbracciare. Sono contento che ti piaccia Van Gogh, ma cerca ancora di vedere Cézanne, ti convincerai che il passato, così, è l'avvenire".

EAN: 9788894188080
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#346917 Arte Pittura
Zurich Kunsthaus 1958, cm.23x27, pp.253,numm. figure a colori e bn fuori testo. legatura editoriale in tutta tela, con sopraccoperta figurata a colori.
Usato, molto buono
Note: Sovraccoperta con mende
EUR 11.00
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