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#331631 Biografie

Il mio Leo Longanesi.

Curatore: A cura di Pietrangelo Buttafuoco.
Editore: Longanesi.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.24x24, pp.252, legatura editoriale cartonata Collana Nuovo Cammeo, 576.

Abstract: Leo Longanesi è stato un innovatore polemico e anticonformista, uno scrittore di grande rilievo che ha incarnato la migliore tradizione del giornalismo italiano e trasmesso il suo spirito alla casa editrice che ha fondato. Un vero enfant terrible, un fustigatore impietoso, i cui scritti conservano ancora a distanza di anni la stessa capacità di fissare vizi e virtù del nostro Paese: le poche eccellenze, i tantissimi limiti. In occasione dei suoi settant'anni di vita e di pubblicazioni, la casa editrice Longanesi festeggia il suo fondatore con un'antologia che ne raccoglie ricordi, aforismi e tutti gli scritti più sferzanti e corrosivi. Questa raccolta, curata da Pietrangelo Buttafuoco - che di Leo Longanesi si è sempre nutrito - ci restituisce, con la grandissima personalità di colui che amava definirsi «un carciofino sott'odio», uno dei capitoli più importanti della commedia italiana.

EAN: 9788830444942
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Traduzione di Sara Donegà. Copertina di Roberto Mastai. Firenze, Barbès 2008, cm.13x19, pp.486, 1 tavola bn.in antiporta. brossura cop.fig.a col. Collana Classici.

EAN: 9788862940276
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Palermo, Sellerio 2014, cm.12x17, pp.246, brossura copertina figurata. Collana La Memoria,953. Questa è la storia di Samuel Ben Nissim Abul Farag, di Guglielmo Raimondo Moncada, di Flavio Mitridate. Non si tratta di tre persone ma di un solo individuo. Caltabellotta, provincia di Agrigento, 1465. Samuel Ben Nissim appartiene alla comunità ebraica, ha quindici anni, la rotella di panno cucita sulla camicia a marcare la differenza con i cristiani. È svelto e colto, conosce già varie lingue. Il padre Rabbi Nissim nutre grandi ambizioni per quel figlio che istruisce anche nella qabbalaq. Ma il destino decide diversamente, le circostanze costringono il ragazzo a trovare rifugio in un convento di frati. Così la giovane promessa diventa un ebreo convertito, disprezzato dalla comunità giudaica, maledetto dalla sua famiglia, Samuel si chiude fra le mura del convento, vuol sbiadire nella memoria dei suoi. Addottrinato nella fede cattolica, al momento della conversione prende il nome di colui che lo tiene a battesimo, il conte Guglielmo Raimondo Moncada, poi si stabilisce a Roma, diventa prete e grande è la sua fama di predicatore. Giunge all’apice della sua carriera ecclesiastica nel 1481 quando il venerdì santo recita davanti al papa Sisto IV il sermone sulla Passione. Poi però succede qualcosa: «caduto in grave errore» - questo solo dicono i documenti - perde lo stato ecclesiastico e scompare. Lo ritroviamo dopo qualche tempo con il nome di Flavio Mitridate - il re del Ponto era famoso per la conoscenza delle lingue oltre che per la resistenza al veleno - che insegna a Pico della Mirandola la cabala e le lingue orientali. Ma i motivi della scomparsa, la necessità di cambiare nome e identità, la vicenda dell’omicidio che si dice abbia commesso, i rapporti ambigui con Pico della Mirandola rimangono avvolti in una sfuggente segretezza. Così come la sua fine, non si conosce né la data né le cause della morte. Racconta Camilleri di essersi imbattuto in questa storia leggendo casualmente, nell’estate del 1980, la presentazione di Leonardo Sciascia al catalogo di una mostra di un suo amico pittore. Di essersi incuriosito della curiosità di Sciascia, preso anche lui dal desiderio di sapere, di capire, di inseguire quell’ombra. Non si attarda in ricerche d’archivio che altri prima di lui hanno fatto, affrontando il personaggio con le armi della narrazione. Pur affollato di tante figure realmente esistite, Inseguendo un’ombra non è un romanzo storico, ma di invenzione. E del resto, ricorda Camilleri, «invenzione non viene da invenire che in latino significa riscoprire, ritrovare?».

EAN: 9788838931697
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Versione integrale riveduta e corretta a cura di Tina Alderighi Casati. Pavia, Crescere Edizioni 2014, cm.13x20, pp.192, brossura cop.fig.a col. Collana Giallo Classico. “Il mastino dei Baskerville” ci presenta quasi subito uno dei protagonisti di questa inchiesta, che ha nella sua evoluzione persino dei momenti sconfinanti nel fantastico, quasi nell’horror. Nella famosa abitazione di Baker Street al 221/b giunge un visitatore sconosciuto: è un medico di campagna di nome Mortimer, che per anni ha seguito le vicende di una famiglia nobile che vive a Baskerville, nella contea di Devon. Tale famiglia ha nella sua storia una drammatica vicenda legata alla diceria che un mostro avrebbe ucciso nel Settecento un avo molto crudele. Mortimer è a Londra per ricevere il giovane sir Henry, proveniente dagli Stati Uniti, l’erede di questo casato, poiché l’ultimo discendente diretto sir Charles è morto colpito da una sincope, la quale richiama alla mente la tragedia dell'antenato. Holmes accetta l’incarico proposto da sir Henry, ovvero scoprire cosa stia avvenendo nel castello dei Baskerville, ma decide di inviare il fidato Watson. Quest’ultimo e sir Henry si recano nella dimora avita dei Baskerville. Da questo momento il romanzo si sposta su un piano colmo di situazioni inaspettate, incubi, misteri, che accrescono i dubbi coinvolgendo personaggi che nascondono storie segrete, forse tutti quanti in un rapporto non troppo chiaro con la vicenda della morte di sir Charles. E Watson indaga mentre il giovane erede sir Henry si sente minacciato. Intanto nella brughiera si odono al tramonto ululati raccapriccianti; inoltre un evaso si è nascosto nella palude e un uomo misterioso sta osservando nascostamente cosa sta accadendo. E Watson è davvero spaventato...

EAN: 9788883372575
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