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#347651 Storia Antica

The Gothic Way. Gots, Rome, and the culture of the Chernjakhov/Sintana de Mures.

Autore:
Editore: St. Petersburg University, Faculty of Philology.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.16,5x24, pp.575, illustrazioni in bianco e nero e a colori, brossura con bandelle e copertina figurata a colori. Testo esclusivamente in russo.

Abstract: This scientific work analyzes one of the most interesting phenomena ofthe first millcnium AD: for five-hundred years a group of people, named "Goths" wandered around Europe and tried to establish its own homeland in various places. In the end this people was lost from the pages of history.The author is an archaeologist whose main goal in this book is to demonstrate how the movements ofthe Goths are shown in archaeological materials, as well as in the changes in the material life of the cultures the Goths met on their way. Special attention is paid to problems of how to chronologically date archaeological monuments, since only correct dating methods will in turn allow researchers to compare archaeological materials with written sources of information on history.In this book, for the first time in Russian-language literature, archaeological and historical data on the past of Europe during the first half of the first millcnium AD are united in one book. This book can serve as a starting-point for further studies of this period of history.This scientific work is meant for specialists in the field of archaeology and history, for students, university teachers, and for anyone interested in ancient history.

EAN: 9785846501379
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Note: Testo esclusivamente in russo.
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Fotografie di Fabio Santagiuliana. Testi di Geno Pampaloni e Roberto Barzanti. Udine, Ediz.Magnus 1985, cm.34x22,5, pp.152 fotografie a col.ft. legatura ed.sopracop.fig.a col., in cofanetto con piatti figg.a col.
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Traduzione di Bruno Oddera. Milano, Ediz.Euroclub su licenza Sperling & Kupfer 1978, cm.13x19,5, pp.477, legatura editoriale con sopraccoperta illustrazioni a colori.
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Ritratto ,di un uomo , di un' epoca e di un paese. Solferino Editore per Corriere della Sera 2019, cm.14x22, pp.490, brossura. È sopravvissuto a due guerre mondiali, sette papi, la monarchia, il fascismo, la Prima Repub­blica e la Seconda. E a sei processi per mafia e omicidio. Giulio Andreotti è stato un esemplare unico del potere in Italia per longevità, sopravvi­venza agli scandali, dimestichezza con gli appa­rati dello Stato e del Vaticano, consuetudine con le classi dirigenti mondiali del passato. È stato unico perfino nell’aspetto fisico, che ha nutrito generazioni di vignettisti. A cento anni dalla nascita, il 14 gennaio del 1919, ripercorrere la sua vita e la sua epoca significa fare i conti con la distanza siderale tra la sua Italia e quella di oggi. Dopo essere stato incombente per mezzo secolo come uomo di governo e come enigma dell’Italia democristiana, Andreotti non c’è più. E non solo perché è morto, il 6 maggio del 2013. Non esistono più la sua politica, la sua cultura, il suo Vaticano. Rimane solo l’eco lonta­na e controversa del «processo del secolo», che doveva chiarire le sue responsabilità e che inve­ce si è concluso nel modo più andreottiano: con una verità sfuggente. Nel suo libro, ampiamente rivisto e aggiornato per questa nuova edizione, Massimo Franco racconta e analizza Andreotti e il suo mondo: gli alleati, i nemici, il suo alone intatto di mistero, ma anche la famiglia invisibile per decenni, e sorprenden­te nella sua stranissima normalità. Attraverso la silhouette curva del «Divo Giulio», aiuta a capire che cosa siamo stati e non siamo più. In un’Italia che cambiava o fingeva di cambiare, Andreotti ri­mase sempre se stesso: nel bene e nel male. Emblema e garante dello status quo nell’era della guerra fredda, ha rappresentato l’«uomo del Pur­gatorio» per antonomasia, in una nazione in bilico tra Paradiso occidentale e Inferno comunista. Ha permesso a un’Italia di specchiarsi per mezzo se­colo in lui, di sentirsi migliore, o forse solo di auto­assolversi. Le ha fornito la bussola: un pessimismo di fondo sulla natura umana, alleviato dall’ironia.
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#348175 Sociologia
Milano, CDE su licenza Garzanti 1982 cm.14x21, pp.144, legatura editoriale cartonata con sopraccoperta figurata a colori. L'albero della vita è un elemento simbolico o un motivo iconografico ricorrente in svariate religioni, mitologie, filosofie e culture, ognuna delle quali gli attribuisce significati magici e mistici perlopiù diversi. Alcuni esempi sono: l'albero del mondo dei popoli indo-europei, il misterioso albero sacro degli assiri[1] e l'albero della vita della Cabala. Anche l'albero di Jesse è talvolta considerato un albero della vita. Il nome di "albero della vita" è preso dall'omonimo albero biblico, che rappresenta l'opportunità offerta da Dio all'uomo di condividere la vita eterna.
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EUR 5.00
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