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Orientalismo e idee di tolleranza nella cultura francese del primo Settecento.

Autore:
Editore: Olschki Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.15x22, pp.XII,412, brossura sopracop. Collana Studi e Testi per la Storia della Tolleranza in Europa nei Secoli XVI-XVIII,9.

Abstract: Il volume affronta il rapporto tra letteratura 'orientalistica' francese sei-settecentesca e maturazione della nozione moderna di tolleranza,analizzando il contributo di riflessione presente nell'opera di viaggiatori e missionari,pubblicisti e filosofi. Di particolare rilevanza l'analisi del nesso tra idea di tolleranza e rappresentazioni sei-settecentesche del mondo islamico, dal tema della riflessione sulla diversità religiosa nell'opera del marchese d'Argens, dal problema politico della tolleranza religiosa nell'opera di Montesquieu.

EAN: 9788822255839
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Venezia, Marsilio Ed. 1994, cm.15,5x21,5, pp.195, brossura cop.fig. Collana Ricerche. Nel quadro della riflessione settecentesca sulla storia asiatica, questa indagine si propone di analizzare un versante molto specifico e apparentemente minoritario. La vicenda dei popoli della steppa, dei conquistatori e degli imperi nomadi dell'Asia centrale, costituisce in realtà un tema di particolare interesse per l'osservazione e l'interpretazione del rapporto civiltà-barbarie. L'autore osserva il mutamento e le interpretazione relative alla storia dei barbari d'Oriente nella cultura francese tra la fine del '600 e la seconda metà del '700: dalla caratterizzazione dell'immagine dei grandi protagonisti della storia centro-asiatica, alla interpretazione dei Tartari nell'opera di Montesquieu, al giudizio sulle società nomadi nell'opera di Joseph De Guignes.

EAN: 9788831760386
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Firenze, Olschki Ed. 2010, cm 17 x 24, xxii-396 pp. con 28 figg. n.t. e 1 pieghevole a colori. Hyperchen - Testi e studi per la storia della cultura del Rinascimento, 4. L’appropriazione dei saperi tecnici fu un elemento determinante del processo di trasformazione delle matematiche del XVI-XVII secolo. L’autore sviluppa questo tema discutendo l’attività e le opere di tre personaggi chiave – Cardano, Castelli e Guglielmini – e proponendo il caso paradigmatico della scienza delle acque. La via delle acque mostra che l’appropriazione delle arti meccaniche contribuì a rendere inscindibile il nesso arte-matematica-natura e corroborò, in forme nuove, l’antica idea filosofica della naturalità delle matematiche. / The transformation of mathematics in the 16th and 17th centuries was partly due to the intellectual appropriation of the practical knowledge of the arts. The author explores this theme by discussing the work of three key figures – Cardano, Castelli and Guglielmini – and by examining the case of the science of water. La via delle acque shows that the appropriation of the mechanical arts strengthened the connection between mathematics, nature and the arts and gave a new impulse to the ancient philosophical idea of the naturalness of mathematics.

EAN: 9788822260086
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Beri, Editori Laterza 1962, cm.13,5x21, pp.XI,734, legatura ed.in mz.pelle, titoli in oro al dorso, in cofanetto. Collezione Storica.
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Note: DORSO DELLA LEGATURA ASSENTE.
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#316106 Storia Moderna
Firenze, Edifir 2016, cm.24x12, pp.180, illustrazioni. brossura copertina figurata a colori. Collana Studi di Storia e Documentazione Storica, 1. Tema del volume è una storia del credito e della finanza a Padova tra fine Trecento e inizi del Cinquecento condotta sull'archivio della famiglia padovana dei Lion, conservato nell'Archivio di Stato di Padova. La storia economica si lega alla documentazione di una famiglia, che, particolarmente attraverso un banco di cambio ("statio de cambio"), fu fra i principali finanziatori della Signoria dei Da Carrara. All'avvento della dominazione veneziana (1405), i Lion rafforzano la posizione, mediante la partecipazione alle esazioni fiscali, essi formarono una vera e propria banca di finanziamento, connessa ad altre consimili compagnie, anche extra-cittadine, fra cui il ramo padovano dei Borromei, quello degli Alberti e di Palla Strozzi, nonché i veneziani Soranzo e Priuli. Importante fu il legame parentale stretto con il capitano di Venezia, Erasmo Gattamelata ed i suoi eredi, stabiliti a Padova. I Lion ebbero inoltre rapporti con le compagnie prestatrici ebraiche condotte dal Comune. Per questo, il Monte di Pietà, pur decretato fin dal 1469, dovette attendere per essere attivato fino al 1491, grazie all'azione del vescovo Pietro Barozzi. Non ci sorprendiamo nel trovare ancora una volta i Lion - già presenti nella gestione di enti caritativi - in posizione di controllo, almeno nei suoi principi - di tale nuovo organo ad un tempo di prestito assistenziale e di deposito della ricchezza cittadina.

EAN: 9788879707954
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A cura di Alessandra Tiddia. Milano, Electa 2015, cm.20x25, pp.188, illustrazioni in bianco e nero e a colori, brossura con bandelle e copertina figurata a colori.

EAN: 9788891807489
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