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#200148 Esoterismo

Basi della biopsichica.

Author:
Publisher: Copisteria Sangallo.
Date of publ.:
Details: cm.16,5x23,5, pp.VII,(1),422,(8), brossura

Abstract: "Benché non rifugga dall'usufruire e dall'cquisire i beni materiali necessari al vivere... dedica la sua maggiore cura alla conquista ed assimilazione dei beni intellettuali, alla conoscenza interiore delle cose. Su questo principio, il Centro Fiorentino di Studi Biopsichici basa il suo lavoro sperimentale, assimilativo, divulgativo del Fenomeno Psichico, nella speranza di gettare quel seme sostanziale nella coscienza del singolo e della collettività necessario a far riflettere ciascuno di noi." (dalla IV di copertina).

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Firenze, Tipografia Giuntina 1967, cm.17x24, pp.(2),59,(3), brossura
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#200167 Esoterismo
Il volume raccoglie tutte le uscite del bimestrale: Anno I, n.1, aprile-maggio 1979; n.2, giugno-luglio 1979; n.3, agosto-settembre 1979; n.4, ottobre-novembre 1979; n.5, dicembre-gennaio 1980; n.6, febbraio-marzo 1980; Anno II, n.7, aprile-maggio 1980; n.8, giugno-luglio 1980; n.9, agosto-settembre 1980; n.10, ottobre-novembre 1980; n.11, dicembre 1980-gennaio 1981; n.12, febbraio-marzo 1981; Anno III, n.13, aprile-maggio 1981; n.14, giugno-luglio 1981; n.15, agosto-settembre 1981; n.16, ottobre-novembre 1981; n.17, dicembre 1981-gennaio 1982; n.18, febbraio-marzo 1982. Firenze, Stamperia Editoriale Parenti 1979-1982, cm.16,5x23, pp.complessive 512, brossura, cop.fig.con bandelle.
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#200157 Esoterismo
Contiene: Premessa - Introduzione - Preconcetti della massa cattolica verso il marxismo - Gli equivoci di malafede - L'opera di Carlo Marx - Principi del materialismo storico - Le scoperte scientifiche confermano il pensiero marxista - L'insegnamento del Cristo - Divulgazione storica del Cattolicesimo - Le cause della crisi sociale - Cultura e laicità - Fede e ragione - Di fronte alla realtà - L'educazione sociale - Dialettica marxista e dialettica cattolica - La questione sociale - L'evoluzione sociale secondo il marxismo - Conclusione. Firenze, Stamperia F.lli Parenti 1955, cm.12x17,8, pp.103,(5), brossura
Da collezione, come nuovo
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#200160 Esoterismo
Firenze, Stamperia Editoriale Parenti 1981, cm.16,5x23, pp.199,(1), brossura, cop.fig.con bandelle. Supplemento a "Informazioni di Biopsichica" 1980-82.
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#307509 Arte Saggi
Numero monografico della rivista: Livorno cruciale. Quadrimestrale di Arte e Cultura, Numero 4. Pisa, ETS 2010, cm.17x24, pp.96 ill.a colori. brossura copertina figurata a colori. Livorno Cruciale dedica questo numero al tema dell'architettura degli interni: nella sezione intitolata al XX secolo abbiamo voluto presentare i casi emblematici, peraltro assai poco noti se non inediti, di due importanti allestimenti di spazi privati realizzati nella Livorno degli anni '30. Si tratta di opere di micro-architettura dovute al disegno di Roberto Uccelli e Piero Bottoni, il primo, ingegnere che ha svolto la sua attività a Livorno con interventi di pregevole qualità, il secondo, personalità di spicco dell'architettura razionalista italiana. Se ne trae l'indubbia convinzione che Livorno, in quel torno di tempo, fosse ricettiva alle novità dell'architettura contemporanea; e tale attenzione si può ritrovare anche in altre architetture di questi anni, come la casa dello Strologo di Piero Bottoni, la villa Tavani di Giancarlo Palanti e ancora, il palazzo del Governo, segnato dagli interventi di Alberto Legni e Armando Sabbatini, vincitori di un concorso nazionale che aveva visto la partecipazione delle maggiori personalità del Novecento italiano. Immediato è quindi il riferimento alla situazione presente: non è certo un caso che proprio questo numero della rivista offra, nelle rubriche dedicate all'attualità, affondi, decisamente polemici, su alcune tematiche cardine per l'architettura e l'urbanistica della Livorno del nuovo millennio. Ci riferiamo al progetto del nuovo centro, ora ribattezzato Quartiere San Martino, e all'ipotesi, non ancora tradotta in termini di disegno, del nuovo ospedale. Non è nostra intenzione in questa sede entrare nel merito degli aspetti procedurali e amministrativi che hanno condotto alla previsione di diversa dislocazione dell'attuale attrezzatura sanitaria, decisione che rischia di incidere pesantemente sull'immagine architettonica della città dei prossimi decenni. Ci siamo limitati a segnalare come tale decisione avvenga all'oscuro di una strategia di più ampio respiro, lasciando troppi punti indefiniti, a partire dal destino urbanistico e architettonico dell'antico nosocomio. Si finge di ignorare che si tratta di un tema assai delicato che, ove la previsione di tale spostamento fosse assunta in maniera definitiva, coinvolge il riuso e la riconversione di un immenso patrimonio architettonico, patrimonio ormai acquisito, anche da punto di vista storiografico, alle vicende del Novecento italiano. Non pochi sono i dubbi che sorgono, se pensiamo alla manchevole sensibilità che nel recente passato si è voluto dimostrare nei confronti di analoghe testimonianze architettoniche, valga per tutte la demolizione della fabbrica della Peroni o del cinema Odeon. Non siamo necessariamente affezionati allo star system dell'architettura, anche se non possiamo non ricordare che proprio recentemente a Pisa, in un caso analogo, si è scelto di affidare, tramite un concorso internazionale, l'elaborazione del master plan delle aree dell'antico ospedale ad uno dei più noti studi europei. La nostra riflessione diventa tanto più opportuna, se ci volgiamo alle scelte progettuali adottate per il nuovo centro, disastrosamente anonime, che sembrano addirittura mutuate dalle pagine di qualche rivista patinata degli Emirati arabi e che ben poco mostrano di relazionarsi con lo spirito del luogo o con le nuove tendenze dell'architettura contemporanea. Tale giudizio non può non estendersi anche ai risultati dei recenti concorsi banditi dall'Ammnistrazione Comunale nell'ambito dei PIUSS (Piani Integrati di Sviluppo Sostenibile), risultati completamente disattesi, sembra per problemi procedurali, e sostituiti con una nuova progettazione affidata agli uffici interni all'Ente. Le immagini recentemente divulgate di queste architetture non sono con tutta sincerità convincenti: si tratta di una progettazione di routine, forse anche corretta da un punto di vista tecnico, ma certo non tale da offrire alcuno slancio all'immagine della Livorno futura. È un bilancio assai amaro quello che, a nostro giudizio, si profila: al di là delle affermazioni trionfalistiche ufficiali, la città si mostra assente sulle impegnative sfide dell'architettura contemporanea.

EAN: 9788846728463
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