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Amministrazione ed etica nella Casa di San Giorgio (1407-1805). Lo Statuto del 1568.

Curator: A cura di Giuseppe Felloni.
Publisher: Olschki Ed.
Date of publ.:
Details: cm 17 x 24, vi-218 pp. con 176 figg. n.t. Biblioteca dell'«Archivio storico italiano», 36.

Abstract: La Casa di San Giorgio di Genova ha svolto per quattro secoli (1407-1805) un ruolo fiscale degno di uno stato ed una attività bancaria d’avanguardia; ciò ha richiesto numeroso personale (oltre mezzo migliaio di unità) e adeguata struttura. Lo statuto qui presentato è quello che la Casa adottò nel 1568 e rappresenta, per anno di stampa e contenuto, il più antico testo conosciuto di organizzazione amministrativa ed uno straordinario osservatorio dei rapporti sociali del tempo. / For four centuries (1407-1805), the Casa di San Giorgio of Genoa managed the tax administration of the State and conducted innovative banking activities, that required a great number of employees and a suitable structure. The Statute here published is the one that the Casa adopted in 1568; for its date and content, it represents the oldest known text of administrative organization, and an extraordinary document of the social relationships of the time.

EAN: 9788822263155
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Montelupo, Aedo 2001, cm.23x30, pp.726, legatura editoriale in tutta tela, sopraccoperta figurata a colori.

EAN: 9788882420963
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#119983 Storia Medioevo
Firenze, Polistampa 2009, cm.17x24, pp.400, brossura copertina figurata. Biblioteca «Miscellanea Storica della Valdelsa», 23. Quando il 12 novembre 1445, con una bolla di papa Eugenio IV, si stabilì l’unione del monastero di San Michele Arcangelo di Marturi (Poggibonsi) con il monastero femminile di Santa Brigida (o del Paradiso) fuori le porte di Firenze, cominciava a concludersi la storia plurisecolare dell’abbazia valdelsana fondata alla fine del X secolo dal marchese Ugo di Toscana. Sembra che l’edificio della Badia abbia conservato la sua funzione di fortilizio fino alla fine del XV secolo quando, nel settembre del 1479, servì come ultima difesa ai soldati fiorentini attaccati da Alfonso di Aragona, alleato di papa Sisto IV nella guerra che lo opponeva a Firenze. Nonostante le preghiere che il Comune di Poggibonsi rivolse alla città di Firenze, durante il governo di Piero de’ Medici, perché provvedesse allo stato pietoso della Badia, aggravatosi ulteriormente dopo i bombardamenti delle truppe napoletane, non venne effettuato alcun miglioramento e la costruzione venne gradualmente ridotta a uso agricolo. L’ordine brigidiano fu sciolto il 15 maggio 1734 da Clemente XII che contemporaneamente sancì l’erezione in Firenze di un Conservatorio dei Poveri intitolato a San Giovanni Battista, in cui fece confluire le rendite di diversi luoghi pii, comprese quelle delle monache del Paradiso; fu così che pervennero al nuovo ente i beni e gli archivi dell’abbazia di San Michele. All’inizio del XIX secolo il complesso abbaziale fu venduto dall’ospedale di Bonifacio a un poggibonsese, Clemente Casini, che attraverso la costruzione di capanne, granai, cantine e frantoi lo trasformò definitivamente in struttura agricola. Nel 1886 quanto era rimasto passò nelle mani di Marcello Galli-Dunn che costruì sulle fondamenta dell’antica Badia un castello neo-gotico, ancora oggi esistente. L’istituzione del fondo Diplomatico nel 1778 comportò anche per l’Archivio di Marturi lo smembramento del contesto originario; così mentre la documentazione cartacea della Badia di Marturi insieme a quella del monastero di Santa Brigida e dell’ospedale di Bonifacio confluì nel 1785 nell’Archivio dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, i documenti in pergamena entrarono a far parte del Diplomatico con la denominazione ‘Bonifacio’. I 103 documenti pubblicati in questo volume rappresentano, per il periodo 971-1199, la quasi totalità del fondo, costituito in tutto da 1.296 pergamene. Sono stati esclusi un diploma imperiale di Ottone III concernente l’abbazia di Nonantola e i suoi possedimenti toscani e un instrumentum venditionis riguardante beni situati nel Mugello e nella Val di Sieve, territori in cui l’abbazia di Marturi non aveva interesse. Si sono invece presi i munimina e tutti quei documenti che, benché non evidentemente connessi con Marturi, si riferiscono a zone o a persone con cui il monastero aveva interessi e legami.

EAN: 9788859605225
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Firenze, Olschki Ed. 2013, cm 17 x 24, vi-146 pp. Biblioteca storica toscana - Serie I, 70. Il volume analizza la storia di una banca d’affari e di una famiglia fiorentina trapiantate a Lione all’inizio del Cinquecento. I tre superstiti libri mastri della compagnia Gondi sono esaminati con lo scopo di descrivere il ruolo dell’imprenditoria mercantile, bancaria e finanziaria fiorentina in un centro fondamentale dell’economia europea del Rinascimento. Spezie indonesiane e drappi italiani, speculazioni valutarie e prestiti ai sovrani, animano una potente élite di uomini d’affari, guidati da un sentimento di grandeur e da un ambizioso mecenatismo culturale e artistico. / The volume analyses the history of a merchant-bank and of a Florentine family transplanted in Lyon at the beginning of XVI century. The three surviving ledgers of Gondi company are investigated in order to describe the role of the Florentine mercantile, banking and financial entrepreneurship in a basic center of the European economy of the Renaissance. Indonesian spices and Italian silk clothes, currency speculations and loans to the kings, stimulate a powerful élite of businessmen, moved by a feeling of grandeur and by an ambitious cultural and artistic patronage.

EAN: 9788822262851
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Paris, Félix Alcan Editeur 1890, cm.16,5x25,5, pp.582,608, 385 figg.bn.nt.e 12 tavv.ft. rilegature posticce, ma, il testo è in ottimo stato.
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