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Les temps des reformes. La crise de la chrètienté 1250-1550.

Author:
Publisher: Fayard.
Date of publ.:
Details: cm.14x21,5, pp.570, brossura con bandelle copertina figurata a colori. Collana le Monde sans Frontière.

Abstract: Le Temps des Réformes est bien autre chose qu'une nouvelle histoire de l'Eglise au temps de la Préréforme et de la Réforme. Certes, c'est une histoire savante, fondée sur un ensemble de recherches de pointe en cours, encore inédites, de la pensée, de la sensibilité, de la vie des intelligents (milieu des universitaires, des humanistes, du livre) et des humbles au temps des Réformes largement entendu de 1250 à 1550, mais c'est tout une méditation sur les origines du système de civilisation héritier de l'Antiquité gréco-latine, de l'innovation technologique du Moyen Age, du Message d'Eternité du Temps de la Loi, des Prophètes et des Apôtres, de la grande construction théologico-philosophique des IVe et Ve siècles, un systèe original qui a duré un bon demi-millénaire et qui achève de se défaire sous nos yeux. La construction d'un monde vivable, la construction d'un avenir passe par la Ré-intégration, en dépassement de l'éphémère, de tout ce que ce monde, qu'il ne faut pas perdre, contient d'éternité. En vérité, notre survie dépend d'un nouveau temps des Réformes.

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Paris, Presses Universitaires de France 1980, cm.15x22,5, pp.303,(1), brossura, cop.con bandelle. (piccola lacuna della plastificazione alla cop.ant. e interni ingialliti ma esempl. molto ben conservato.) Collection Histoires.

EAN: 9782130365136
EUR 24.00
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1960,vol.LVII, 1962,vol.LIX, 1966,vol.LXIII,fasc.1, 1967, 1970,vol.LXVII,fasc.1, 1971,vol.LXVIII,fasc.1,2, 1972,vol.LXIX,fasc.1,2, 1973,vol.LXX,fasc.1,2, 1974,vol.LXXI,fasc.1, 1975,vol.LXXII,fasc.1,2, 1976,vol.LXXIII,fasc.1,2, 1977,vol.LXXIV,fasc.1,2, 1978,vol.LXXV, 1980,voll.LXXVI-LXXVII, 1981,vol.LXXVIII, 1991,vol.XCII, fasc.1, Periodico annuale. Perugia, a cura della Deputazione 1996 cm.18x25,5, pp.da 240 a 400 a vol. brossura intonsi. (fascicoli semestrali €14,00 cadauno). ciascun vol.
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#177970 Arte Scultura
Vicenza, Basilica Palladiana 28 maggio / 25 Settembre 2005. A cura di Alessandro Zanchi. Pesaro, Arthemisia 2005, cm.15x23, pp.112, 80 figg.a col.nt. legatura ed.cartonata, cop.fig. L’esposizione, a cura di Alessandra Zanchi e con il contributo scientifico di Rossana Bossaglia, si compone di 46 capolavori emblematici di 27 artisti (una selezione tra i nomi più rappresentativi). Il fine è di illustrare le caratteristiche e i cambiamenti della scultura nel cinquantennio successivo alla seconda guerra mondiale. Attraverso opere di grande impatto visivo per le notevoli dimensioni e per la qualità stilistica, la mostra illustra le problematiche formali e tematiche affrontate dagli artisti, che a partire dalle lezioni storicamente affermate di Arturo Martini, Marino Marini, Giacomo Manzù e Francesco Messina, si aprono a nuovi percorsi - Lucio Fontana e Fausto Melotti sono i portavoci delle prime nuove ricerche informali e concettuali - fino alle tendenze più attuali. La mostra entra nel vivo facendo convivere gli esiti scultorei degli anni Sessanta in poi, in oscillazione continua tra figurazione e astrazione. La tendenza aniconica è esemplificata dalla ricerca di Pietro Consagra sulla scultura “frontale” e prosegue con la produzione di Carlo Ramous, Giuseppe Uncini, Giuseppe Spagnulo, Mauro Staccioli; autori che si confrontano con la tecnologia contemporanea e l’uso di materiali industriali. Restano invece fedeli al marmo e al bronzo Andrea e Pietro Cascella, Francesco Somaini, Arnaldo e di Gio’ Pomodoro, mentre la figurazione come espressione di un messaggio ideologico sull’uomo contemporaneo, resta punto di riferimento per artisti quali Alik Cavaliere, Augusto Perez, Giuliano Vangi e Floriano Bodini. La scultura dell’immagine e dell’oggetto che risente delle influenze della Pop Art in Italia è esemplificata infine dai risultati tra il rassicurante quotidiano e il fantastico inquietante, di Mario Ceroli e Valeriano Trubbiani. Luciano Fabro, esponente dell’Arte Povera, traduce invece in scultura la purezza di immagini allo stato originario. La mostra si conclude con uno sguardo alla scultura “al femminile” rappresentata da Cordelia Von den Steinen e Alba Gonzales e alle ricerche ormai senza limiti di tecnica e di spazio dell’ultimo ventennio. L’esempio di Mimmo Paladino illustra come la scultura possa essere (a partire dal 1985 con le grandi opere in bronzo) una tra le molteplici tecniche sperimentate e scelte dall’artista per esprimere il proprio mondo interiore. D’altro canto l’attività di un artista straniero in Italia quale Igor Mitoraj, con la sua rilettura e interpretazione della scultura classica, dimostra come la scultura in senso tradizionale possa ancora stupire oggi.
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#185092 Sociologia
Venezia-Torino, La Biennale di Venezia - ERI, Edizioni Rai 1983, cm.22x24, pp.201, alcune figg., grafici e tabelle in bn.nt., brossura, cop.fig.a col. Traccia di piega all'angolo inf.della cop., altrimenti ottimo esemplare.

EAN: 9788820803049
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Prefazione di Monsignor Giacomo Capuzzi. Torino, Paoline 2005, cm.14x21, pp.338, brossura con sovracopertina figurata. Collana Uomini e Donne,68. Don Luigi Savaré è un presbitero della diocesi di Lodi, nato il 15 agosto 1878 e morto il 22 marzo 1949. Considerato santo ancora in vita, fu proclamato tale alla fine dei suoi giorni: è morto poverissimo e amatissimo dal popolo e dal clero. Molti sono gli scritti su questo sacerdote, ma una biografia completa non è mai stata pubblicata. Don Luigi riceve l'ordinazione presbiteriale nel giugno 1903. Si distingue subito per una spiccata sensibilità nei confronti dei problemi sociali: toglie dalla fame numerose famiglie, esprimendo forme squisite di personale e riservata carità, e partecipa alla fondazione dell'Accademia Leone XIII, che riunisce i chierici e i preti maggiormente sensibili alle problematiche sociali. Trasferito a Lodi nel 1909 ha l'incarico di seguire l'oratorio cittadino. A quest'opera si dedica per il resto della sua vita. Nel periodo della guerra, la struttura si apre anche alla cura dei militari di stanza a Lodi. Non manca di intrattenere una fitta corrispondenza con i suoi giovani chiamati alle armi. All'intenso lavoro pastorale corrisponde un'intensa vita contemplativa a cui don Savaré cerca di introdurre i suoi giovani: molti di essi seguono la strada della consacrazione religiosa e del ministero sacerdotale: grande è il suo amore per la Vergine, alla quale ama rivolgersi con l'appellativo di Maria Ausiliatrice, e totale è la sua passione per Gesù Eucaristia, che veglia molte ore, sia di giorno che di notte

EAN: 9788831529457
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