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Cento anni di Sciascia in sei parole.

Curator: A cura di Francesco Izzo.
Publisher: Olschki Ed.
Date of publ.:
Details: cm 15,5 x 21,5, xxii-84 pp. con 24 tavv. a colori numerate, brossura

Abstract: Dalle volute di fumo di una sigaretta, alte si levano sei parole: terra, pane, donne, mistero, giustizia, diritto. Conversando nell’estate 1987 con James Dauphiné, Leonardo Sciascia le indica come quelle più importanti della sua vita, dove pagina e azione sono saldamente intessute, nel filo del tempo ininterrotto di un autore sempre vivo. Le parole sono la patria delle idee dello scrittore, racchiudono i suoi valori, la sua etica.Prima di pronunciarle o di cristallizzarle su carta, egli le guarda con rispetto, le distilla, le pesa. A cento anni dalla nascita (1921-2021) l’opera di Sciascia continua a suscitare la riflessione e la discussione, a offrire provvisorie verità e conforto a nuove generazioni di (ri)lettori, assurgendo allo statuto di un classico. Questa plaquette è una festa della memoria. Attorno alla tavola imbandita con le sei parole siedono amici vecchi e nuovi dello scrittore. Nessuno si è presentato a mani vuote. Tutti hanno tracciato su carta un segno di amicizia, offrendo in dono un tassello di memoria, una testimonianza personale e affettuosa che ricompone nel tempo presente il mosaico del volto di chi non se n'è mai andato via.

EAN: 9788822267658
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Firenze, Olschki Ed. 2021, cm 17 x 24, viii-232 pp. con 1 figg. bn. n.t., brossura Polinnia,33. Il libro propone un’interpretazione di Verga che mette in relazione il suo essere cristiano nel privato con la ‘verità’ dei suoi capolavori, da Nedda al Mastro-don Gesualdo e con al centro I Malavoglia. La netta e motivata opposizione alla dominante immagine di uno scrittore ateo e materialista si fonda su una rivisitazione di tutta l’opera, e sulla valorizzazione della religione della e nella famiglia consegnata alle lettere familiari. In queste Verga è il vero autore e protagonista di un secondo romanzo familiare, sotto forma di cronaca della sua famiglia, in cui – come qui viene dimostrato sul piano tematico e linguistico – risiede il nucleo genetico dei Malavoglia. Il riesame puntuale della teoria dell’impersonalità, soprattutto relativamente al pensiero e ai sentimenti dei personaggi malavoglieschi, conferma da una prospettiva critica inedita che lo scrittore si colloca sempre e soltanto dalla parte dei buoni, degli umili e dei vinti. Lo studio filologico della prefazione all’Amante di Gramigna svela una precisa tematica biblica soggiacente al «fiat creatore» che sta al cuore della poetica verghiana. Sottili ma sicure tracce della Genesi e di altri testi della Bibbia vengono messe in luce nell’analisi di Rosso Malpelo, in cui molti hanno visto il trionfo del pessimismo verghiano, mentre in realtà a questo fanciullo che lavora sottoterra Verga fa dire il suo sì alla vita (alla condizione di «vedere in faccia ogni cosa bella o brutta»), attribuendogli il ‘godimento’, la bellezza e la nostalgia della vita all’aria aperta, del cielo azzurro e del verde dei campi. Rosso sceglie di morire ma non muore, scompare. Il suo autore, il suo ‘confratello’ narratore, che per sé pensa di dovere «sparire nella sua opera immortale», gli riserva la gloria del sacrificio e della leggenda.

EAN: 9788822268020
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