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Opere scelte.

Author:
Curator: A cura di Pino Bava.
Publisher: Edizioni Casini.
Date of publ.:
Details: cm.13,5x21, pp.677,(3), legatura ed.in imitlin blu, cornici in argento ai piatti e titoli e filetti in argento al dorso, sopraccop.fig.a colori. Collana I Grandi Maestri,34.

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Traduzione di L.Storni Mazzolani. Con un saggio di W.M.Thackeray. Torino, Einaudi 1963, cm.14x21,5, pp.XXVI-256, legatura editoriale sopracc. figurata. Collana I Millenni.
Usato, accettabile
Note: Imperfezioni, mende, aloni, normali segni del tempo e tracce d'uso alla sovraccoperta. Tagli bruniti.
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Traduzione di Renato Ferrari. Prefazione di Charles Haines. Novara, Ist.Geografico De Agostini 1964, cm.14x22, pp.431, legatura editoriale scritte e fregi al dorso.
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Introduzione e traduzione di Attilio Brilli. Milano, Garzanti Ed. 2009, cm.11x18, pp.XX,288, brossura copertina figurata. Collana I Grandi Libri,104. È difficile trovare nella letteratura occidentale una condanna dell'intera umanità paragonabile a quella contenuta nel capolavoro di Swift. I quattro libri che compongono il romanzo, pubblicato anonimo nel 1726, sono il resoconto di altrettanti viaggi immaginari compiuti dal protagonista, Lemuel Gulliver, medico di bordo nella flotta britannica. Le sue paradossali esperienze a contatto con mondi straordinari popolati da esseri viventi dalle proporzioni o dalle abitudini inconsuete offrono lo spunto per una critica radicale delle istituzioni e dei comportamenti umani. La satira crudele di Swift prende di mira tutti i valori del mondo occidentale - dalla religione alla scienza, dalla politica alla cultura - fino a minacciarne le radici stesse. Ma il genio dell'autore ha dato a quest'opera amara, costruita come un prodigioso giocattolo meccanico, un assoluto equilibrio d'insieme: il suo terribile significato allegorico è accessibile solo a chi può e vuole intenderlo, e non va mai a scapito della perfezione narrativa e della felicità di invenzione che ne hanno decretato la fortuna anche come libro di amena lettura e addirittura, con opportuni tagli, anche come classico per l'infanzia.

EAN: 9788811361046
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Traduzione di Lidia Storoni Mazzolani. Torino, Giulio Einaudi Ed. 1945, cm.15,5x21,5, pp.X,247, brossura Collana Narratori Stranieri Tradotti,XXVIII.
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Disponiamo: 2/1934, 3/1934, 4/1934, 5/1934, 6/1934, 7/1934, 9/1934, 11/1934, 1/1935, 2/1935, 3/1935, 4/1935, 5/1935, 6/1935, 7/1935, 8/1935, 9/1935, 10/1935, 11/1935, 12/1935, 1/1936, 2/1936, 3/1936, 4/1936, 5/1936, 6/1936, 7/1936, 9/1936, 10/1936, 11/1936, 1/1937, 2/1937, 3/1937, 4/1937, 6/1937, /,1937 (lesionato), 9/1937, 10/1937, 11/1937, 12/1937, 11/1938, 6/1939, 5/1940, 7/1940, 8/1940, 9/1940, Collaboratori: C.Betocchi, C.Bo, C.Carrà, G.La Pira, N.Lisi, M.Maccari, G.Papini, A.Soffici e altri. Firenze, L.E.F.poi Vallecchi, cm.27,5x39,5,poi 19,5x27,5, brossura La rivista inizia la pubblicaz.nel Maggio 1929 e termina nel Dicembre 1940. Frontespizio fu una rivista cattolica letteraria fondata nel 1929 a Firenze da Cesare Beccaria e conclusasi nel 1940. Le origini della rivista " Frontespizio", che esce il 26 maggio 1929 a Firenze, sono modeste. Nasce infatti come bollettino bibliografico della Libreria Fiorentina diretto prima da Enrico Lucarelli e poi da Piero Bargellini, per passare quindi dal giugno 1930 all'editore Vallecchi. La rivista cercherà per tutto il lungo periodo editoriale, sotto la spinta del sacerdote Giuseppe De Luca, di ritrovare e recuperare tutti quei valori religiosi, sia nell'arte che nella letteratura, che erano andati perduti e cercherà di rimanere autonoma nei confronti del potere politico ufficiale del momento. Accanto a Giuseppe De Luca operano due gruppi: il gruppo di destra formato da Bargellini, Papini, Barna Occhini, fedeli alla Scolastica e a San Tommaso, che si esprime in un toscanismo provocatorio di carattere lacerbiano e tradizionalista e il gruppo di sinistra, rappresentato da Carlo Bo e dagli amici Mario Luzi, Oreste Macrì, Alessandro Parronchi, Leone Traverso di impronta agostiniana e pascaliana, che accolgono le voci europee e antitradizionali. Il periodo più ricco e contrastato del "Frontespizio" si ha negli anni che vanno dal1936 al 1938. La rivista assume in questo periodo un aspetto grafico notevole con riproduzioni d'arte in ogni numero, dalle xilografie di Pietro Parigi ai fiori e alle figure di Giacomo Manzù.
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