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Il bacio di Lesbia.

Autore:
Curatore: Romanzo.
Editore: FirenzeLibri Editore.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.14x21,5, pp.176, brossura copertina figurata a colori. Collana I Libri di Massimiliano Boni. Romanzi e Racconti,10.

Abstract: Il romanzo è il romanzo appunto dell'amore di Catullo per una delle più intelligenti, più belle e brillanti e spregiudicate donne del suo tempo, Clodia moglie del console di Roma Metello Celere e appartenente all'antica e nobile famiglia dei Clodii, che il poeta chiama Lesbia. Amore celebrato nei suoi momenti felici e nei suoi momenti infelici in modo appassionato da Catullo, molto probabilmente il maggior poeta lirico che abbia avuto la letteratura latina. È uno dei più riusciti ro-manzi di Panzini. E per certi versi si può dire che gareggia col grande poeta antico, non si dice vittoriosamente ma con arrivo al traguardo della poesia a non troppa lunga distanza. Stupendi sono, ad ogni modo, alcuni ritratti a cominciare da quello di Clodia. Anche quelli di Cicerone, di Orazio e di Augusto sono ritratti riusciti molto bene. Il Panzini scrisse anche veri e propri studi storici, considerati, però, in modo piuttosto negativo. Probabilmente con ragione. Ma altrettanto pro-babilmente il Panzini storico occorre forse cercarlo nelle sue opere narrative. Cosa che del resto ha un precedente illustre, Alessandro Manzoni, storico molto più valido nel romanzo famoso che nei suoi scritti storici veri e propri. Ad ogni modo anche l'ambiente storico degli amori dei due protagonisti, tra i più turbolenti della storia romana in quanto stava tramontando l'antico e glorioso regime repubblicano e stava imponendosi il principato, è reso molto bene, con appassionato distacco. Stupenda poi è la parte finale del romanzo in cui il tema dell'amore e della morte così caro ai poeti romantici ma che gli scrittori del tardo romanticismo avevano fortemente indebolito, qui nuovamente si riafferma in modo splendido. Alfredo Panzini nacque a Senigallia, in provincia di Ancona, nel 1863 e morì a Roma nel 1939. Si laureò a Bologna con il Carducci. Incominciò presto a insegnare nelle scuole statali. Cominciò presto anche a scrivere bozzetti e racconti o pagine di viaggio. Dopo la sua morte, fu rapidamente dimenticato. Ingiustamente. Tra l'altro uno degli aspetti più negativamente considerati dalla critica del secondo '900, fu proprio la sua opera narrativa. Si accettò, quando si accettò, il Panzini della Lanterna di Diogene e del Viaggio di un povero letterato ma si rifiutò quasi sempre il Panzini narratore. Ingiustamente anche in questo caso. Perché il Panzini scrisse anche opere di narrativa di impostazione modernissima e ricche di poesia, come questa che presentiamo all'intelligente lettore di oggi.

EAN: 9788876223587
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Bologna, FirenzeLibri Editore 2004, cm.14x21, pp.224, brossura copertina figurata. Collana I Libri di Massimiliano Boni. Romanzi e Racconti,13. Questo romanzo di Alfredo Panzini è stato sempre considerato dalla critica come Marino Moretti considerava la protagonista di un suo romanzo, né bello né brutto. A parere dell'editore che lo ripropone, questo romanzo di Alfredo Panzini è più bello che brutto. Difatti, anche se all'inizio sia il protagonista che le figure femminili hanno più della maschera (il protagonista) e della macchietta (le figure femminili), con lo svolgimento dell'azione, sia il protagonista che le figure fem-minili, spesso attraverso il dolore, acquistano consistenza di personaggi o comun-que di compiute figure e quindi consistenza poetica e umana. La stessa Ghiselda, una delle figure femminili, attraverso la quale Panzini polemizza con il mondo e-stetico - dannunziano di certa società di quegli anni, sia per la fedele amicizia per il vuoto Cioccolani sia per il netto rifiuto a certe proposte (poco pulite) del prota-gonista, acquista anch'essa una sua umanità. Del resto non mancano le pa-gine decisamente e vorremmo dire fortemente poetiche come quelle in cui uno dei pro-tagonisti maschili cioè il giovane Marco Melai, descrive la vita che trascorre al fronte, pagine che sono allo stesso livello delle migliori pagine del Diario sen-timentale della guerra e che sarebbero senz'altro piaciute a Renato Serra. A parte il fatto che tutto il romanzo si legge bene, mai o raramente stanca o annoia, che è sempre un aspetto positivo anche, anzi soprattutto, per un romanzo. Ed è non del tutto giusto che questo romanzo sia stato "abbastanza" trascurato dalla critica. Con la presente ristampa l'editore, tra l'altro, ha voluto opporsi a questa ingiu-stificata "poca considerazione".

EAN: 9788876223747
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Con una nota di Federico Fabbri. Bologna, FirenzeLibri Editore 1996, cm.14,5x21,5, pp.235, 4 tavole ft. brossura cop.fig. Collana I Libri di Massimiliano Boni. Viaggi in Italia,16. UNA CITTÀ DI ROMAGNA SOTTO LO STATO PONTIFICIO - SIGI-SMONDO, ISOTTA E IL TEMPIO MALATESTIANO DI RIMINI - DIO-GENE (CON LANTERNA) IN ROMAGNA (In cammino verso Bologna e la Romagna, Le venditrici di pesce, Piruz e Placidia, Il signor capitano, Il borghese gentiluomo, La Giovanna con marito e figli, Il camposanto ove nacquero le "Myricae", A Comacchio e Pomposa, La morte dei nobili pini) - LA GUER-RA DEL '14-'18 IN ROMAGNA (La bella sposina che non voleva avere più figli, Il vecchio oste abbonato dell'Avanti!, Voci di guerra dall'Europa, Serra e le cause della guerra, Ancora voci di guerra dall'Europa, Il giovane che vuole andare alla guerra, Esodo dei bagnanti, Caro, mite, signorile Moretti, Il tenentino che deve ritornare al reggimento e la sorella addolorata, Il medico condotto di San Mauro partito per il fronte, I soldati adolescenti) - RICORDO DI RENATO SERRA (Io sono Renato Serra) - RITORNO IN ROMAGNA (La figlia romagnola di Byron, Pecore e uomini, La torta con le taglioline, Ritorno a San Mauro, L'alloro e il cipresso) - STORIE E RITI DI UN'ESTATE RO-MAGNOLA (Il desinare, Il contadino, I giorni del grano, La cavallina, Il cane lupo e il gattino bianco, Il manello delle spighe, La trebbiatura, L'aratura) - INTRODUZIONE ALLA ROMAGNA - BERTINORO E DINTORNI (Berti-noro altare di Romagna, Soliano, Monte Tifi), questi sono alcuni dei temi e ar-gomenti variati e "trattati" nel libro con linguaggio limpidissimo, a volte con i-ronia e in modo scherzoso, ma che sempre sottintende - anzi accentua - il grande amore di Panzini per la sua terra, da cui poi nasce, fondamentalmente, la poesia di queste pagine.

EAN: 9788876223846
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Bologna, FirenzeLibri Editore 1997, cm.14,5x21,5, pp.128, 8 tavole fuori testo, brossura copertina figurata. Collana I Libri di Massimiliano Boni. Viaggi in Italia,16. Senigallia, Loreto, Osimo, Castelfidardo, Recanati, Tolentino, Foligno, Assisi, Gubbio, Spoleto, il Monte Catria, sono alcuni dei luoghi descritti dal Panzini in modo splendido e insieme originale. Ma l'autore non era uomo da accontentarsi di descrivere una chiesa, la porta di entrata di una città, un monumento, un'iscrizione, pur molto apprezzandoli, ma sentiva il bisogno di descrivere anche le persone che avevano abitato o che abitavano in queste città o paesi. Di qui la descrizione umanissima ma anche formalmente realizzata, di molte figure che l'autore incontra nel suo viaggio. Ecco quindi i due agricoltori che, nelle vicinanze di Recanati, mentre accompagnano alcuni buoi, interrogati dal Panzini sul Leopardi, danno una risposta apparentemente bizzarra, ma che ha molti punti giusti. Ecco la donna che era andata a Roma per "istruire" il Papa, ecco la lo-candiera goldoniana di Assisi, la donna vecchia e malata che prega intensamente dentro la Porziuncola, ecco le guide per salire il Monte Catria. Bellissimo anche il ritratto delle tre bambine che alle fonti del Clitunno non recitano, ma cantano la famosa ode carducciana dedicata a queste fonti. In altre parole la vita dei momenti e delle persone di buona parte delle Marche e dell'Umbria come erano cento anni fa, in una descrizione cordiale e insieme incisiva.

EAN: 9788876224249
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Bologna, FirenzeLibri Editore 1997, cm.14x21,5, pp.116, brossura copertina figurata. Collana I Libri di Massimiliano Boni. Studi e Testimonianze,7. Il lettore ha capito da un pezzo che se Panzini, a varie riprese, e sotto diverse luci e forme d'arte, si mise a ritrarre Monaldo, è che, non solo il soggetto gli piaceva, ma anche sentiva di somigliargli un po'. Ma credo che di Monaldo so-prattutto a lui piacesse una certa franca verità nel dire e nel fare, che i nobili, specie di provincia, spesso hanno, o avevano, in comune col vero popolo; e questo era anche di Panzini.

EAN: 9788876224676
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#146679 Arte Musei
Traduz.di Eduardo L. Del Palacio. Madrid, Compania Bibliografica Espanola 1956, cm.13,5x19,5, pp.205, 128 figg.bn.ft. brossura con bandelle, testo in francese.
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Présentation par Alfred Peter (maire). In lingua francese. Strasbourg, Editions Coprur 2000, cm.14,5x23,5, pp.384, alcune ill.a col.e numerose ill.bn.nt. legatura ed.cartonata, cop.fig.a col.

EAN: 9782842080662
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Versione integrale riveduta e corretta a cura di Tina Alderighi Casati. Pavia, Crescere Edizioni 2014, cm.13x20, pp.192, brossura cop.fig.a col. Collana Giallo Classico. “Il mastino dei Baskerville” ci presenta quasi subito uno dei protagonisti di questa inchiesta, che ha nella sua evoluzione persino dei momenti sconfinanti nel fantastico, quasi nell’horror. Nella famosa abitazione di Baker Street al 221/b giunge un visitatore sconosciuto: è un medico di campagna di nome Mortimer, che per anni ha seguito le vicende di una famiglia nobile che vive a Baskerville, nella contea di Devon. Tale famiglia ha nella sua storia una drammatica vicenda legata alla diceria che un mostro avrebbe ucciso nel Settecento un avo molto crudele. Mortimer è a Londra per ricevere il giovane sir Henry, proveniente dagli Stati Uniti, l’erede di questo casato, poiché l’ultimo discendente diretto sir Charles è morto colpito da una sincope, la quale richiama alla mente la tragedia dell'antenato. Holmes accetta l’incarico proposto da sir Henry, ovvero scoprire cosa stia avvenendo nel castello dei Baskerville, ma decide di inviare il fidato Watson. Quest’ultimo e sir Henry si recano nella dimora avita dei Baskerville. Da questo momento il romanzo si sposta su un piano colmo di situazioni inaspettate, incubi, misteri, che accrescono i dubbi coinvolgendo personaggi che nascondono storie segrete, forse tutti quanti in un rapporto non troppo chiaro con la vicenda della morte di sir Charles. E Watson indaga mentre il giovane erede sir Henry si sente minacciato. Intanto nella brughiera si odono al tramonto ululati raccapriccianti; inoltre un evaso si è nascosto nella palude e un uomo misterioso sta osservando nascostamente cosa sta accadendo. E Watson è davvero spaventato...

EAN: 9788883372575
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Photos by Alfredo Palmieri. Firenze, Loggia De' Lanzi Ed. 2002, cm.13x24, pp.224, brossura copertina figurata a colori. Testo Inglese.

EAN: 9788881052592
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