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Homo caelestis: Das Wort der Kunst im Mittelalter. II: Bildband.

Autore:
Editore: Francke Verlag.
Data di pubbl.:
Dettagli: un vol. di 2, cm.18,5x26,5, pp.(6),298 di tavv. in nero oltre a III ripiegate e 8 a colori, legatura ed. in tutta tela grezza, impress. a secco al piatto anteriore, titoli in oro al dorso, sopraccoperta fig.

CondizioniUsato, molto buono
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Bern-München, Francke Verlag 1974, cm.15,5x23, pp.284, brossura
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Note: Firma di appartenenza a penna al primo risguardo.
EUR 13.00
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Bern, A. Francke Verlag 1948, un vol. di 2, cm.18x24,5, pp.227,(1), 2 tavv. sinottiche ripieg. n.t. e 5 tavv. in nero f.t. su patinata. legatura ed. in tutta tela verde, titoli in oro al dorso. Prima edizione.
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Note: Copia priva di sovraccoperta; titoli al dorso sbiaditi; firma di appartenenza a penna al primo risguardo.
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#319751 Arte Saggi
Bern und München, Francke Verlag 1965, cm.19x26,5, pp.336, legatura editoriale cartonata, sopraccoperta.
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#300875 Arte Saggi
A cura di Giulio Preti. Con una nota di Fabio Minazzi. Milano, Abscondita Ed. 2022, cm.13x22, pp.124, numerose illustrazioni bn. nel testo, brossura con bandelle, copertina figurata a colori. Collana Aesthetica,40. «Nel saggio "La regola del gusto" il punto di partenza è la varietà e variabilità dei gusti. Vi è in essi un'apparente concordanza: le stesse parole, osserva Hume, designano in tutte le lingue approvazione e pregi, oppure disapprovazione e difetti. Ma questo accordo non va al di là delle parole; anche nella critica, come nell'etica, queste concordanze universali non oltrepassano il significato tautologico delle espressioni: nessuno può negare che il bene è bene e il bello è bello, ma la diversità comincia quando si tratta di determinare quali cose siano buone e quali belle. Tuttavia questa istanza scettica è per Hume solo un punto di partenza. Essa sta a provare che il gusto è soggettivo, e quindi non si possono trovare regole critiche universali; ma soprattutto che non esistono regole a priori, e che anche le regole del gusto sono empiriche, a posteriori. Con ciò è posto il problema fondamentale dell'estetica di Hume: trovare un fondamento alle regole del gusto, tale che renda compatibile la loro universalità con la soggettività che abbiamo prima constatata. Che ci sia un'universalità del gusto, per lo meno relativa e tendenziale, è per Hume una cosa indubbia: ciò per lui si manifesta nei casi-limite, quando si rivelano valori imponenti e disvalori indubbi, o quando si mettono a raffronto produzioni letterarie, o in genere artistiche, di valore notevolmente differente, per esempio una poesia di un qualsiasi autore mediocre con quella di un grande poeta. Questo fatto prova che, in un certo senso, esiste un gusto universale, oggettivo, pur difficile da scoprirsi. La ricerca di Hume non è metafisica. Egli non mira a definire un'idea trascendente del bello. Il suo problema è quindi precisabile in questo senso: come si formano quei «campioni», quei «modelli» del gusto che stabiliscono la norma effettiva e positiva del giudizio del gusto?» (Giulio Preti). Con

EAN: 9791254720400
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