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#271129 Diritto

Elogio dei giudici. Scritto da un avvocato.

Autore:
Editore: Le Monnier.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.13,5x20,5, pp.XXXVI,406, bella legatura in mezza pergamena con angoli in pergamena, tassello in pelle al dorso con titoli e fregi in oro, piatti fasciati in carta francese. Quarta edizione.

Abstract: Dalle pagine di Calamandrei balza un quadro vivacissimo e pieno di realismo, illuminato da un'aneddotica professionale e da una ricca messe di regolette preziose sulla difficile convivenza tra i due banchi dell'udienza: "l'avvocato deve sapere in modo così discreto suggerire al giudice gli argomenti per dargli ragione, da lasciarlo nella convinzione di averli trovati da sé". Calamandrei insiste particolarmente sul motivo della comunanza delle vite parallele: "il segreto della giustizia sta in una sempre maggior umanità e in una sempre maggiore vicinanza umana tra avvocati e giudici nella lotta contro il dolore.

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Vedi anche...

A cura di Giorgio Agosti. Firenze, Nuova Italia Ed. 1982, cm.13x21 pp.CLII,412, legatura editoriale con sovraccoperta protettiva trasparente in acetato. Collana Documenti di Storia Italiana.
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A cura di Giuseppina Mazzoni Rajna. Intr.di Franco Antonicelli. Firenze, La Nuova Italia 1970, cm.15x16,5, pp.XII,160, alcune tavv.bn.ft. brossura copertina figurata. Collana Primo Scaffale,5.
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Note: Imperfezioni alla copertina. Sottolineature e segni a matita nera.
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Seconda edizione riveduta con appendice sulla storiografia recente. Bari, Gius.Laterza & Figli 1930, cm.14x21,5, pp.VI,301, brossura [copia in eccellente stato]. Collana Scritti di Storia Letteraria e Politica,XV.
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Note: qualche segno nel testo.
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Palermo, Sellerio Ed. 1998, cm.12x16,7, pp.164, brossura con bandelle copertina figurata a colori. Collana Il Castello,103. In un libretto su una strage di stato a ridosso della rivoluzione siciliana del 1848, pubblicato qualche anno fa (monografia storica, ma scritta con la grazia e l'umorismo del narratore), Camilleri ripeteva un'idea a lui evidentemente molto cara. Che i siciliani sono «tragediatori», sono paghi cioè soltanto quando possono finalmente fondere insieme la vita e la scena, recitare, appunto sulla scena della vita, ciò che succede loro veramente tornando in illusione a comandare sulla sorte e mutandola in sogno. Di questo teatro della vita Camilleri mostra di amare soprattutto il lato di commedia; e commedia - racconto della commedia che un paese siciliano di fine Ott

EAN: 9788838910180
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PAris, Editions Atlas 2005, cm.23x29, pp.348, ill.col. reliè. Le jazz est né du blues rural, que l'on jouait dans le delta du Mississipi ou dans les clubs de Memphis, du ragtime de Scott Joplin et d'Eubie Blake et de divers autres courants. Il a annoncé sa formidable entreprise de séduction auprès du public américain dès les années 1910. Après les pionniers que furent Jelly Roll Morton, Fletcher Henderson, Bix Beiderbecke, Sydney Bechet, la fin des années vingt voit une nouvelle génération de musiciens. Elle donne naissance au "middle jazz", terme assez large englobant les styles qui succédèrent à ceux de la Nouvelle-Orléans et de Chicago. Cette définition s'applique idéalement à des créateurs comme Louis Armstrong, Duke Ellington et Count Basie ou encore à une voix comme celle d'Ella Fitzgerald. Cette ère classique voit triompher les grands instrumentistes qui, jusqu'alors, voyaient leur rôle subordonné aux besoins de l'orchestre. Outre Louis Armstrong et Lester Young, elle fut profondément marquée par la personnalité de Coleman Hawkins, dont l' uvre influencera plusieurs générations de saxophonistes, et par celle d'Art Tatum. Et comment également ne pas citer Lionel Hampton, Gene Krupa ou le merveilleux Django Reinhardt ? Au tout début des années quarante, le jazz connaît la plus formidable de ses révolutions. Charlie Parker, Dizzy Gillepsie, Thelonious Monk, Bud Powell, Charles Mingus. À l'exception de Stan Getz et d'Art Pepper, (et de quelques autres) ils appartiennent à la communauté noire. Ils se sentent investis d'une mission "sérieuse". C'est-à-dire une musique qui ne se danse plus mais qui s'écoute ! Abondamment illustré et documenté, cet ouvrage rend bien sûr hommage aux plus grands musiciens de jazz, mais au-delà de l'indispensable histoire de leur vie, jalonnée d'anecdotes tout à tour tragiques, cocasses et insolites L'Atlas du jazz aide à mieux comprendre la personnalité, parfois complexe, de ces artistes hors du commun, et, surtout, ce qu'ils ont tous sans exception apporté à la musique du XXe siècle.

EAN: 9782723452861
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Roma, Limes 2023, cm.17x24, pp.262, cartine nel testo, brossura con copertina figurata a colori. Questo numero si concentra sulla regione saheliana, teatro della “catena dei colpi di Stato” che da anni punteggiano l’area, ma che negli ultimi tempi hanno subìto una marcata accelerazione. Agli occhi dell’Italia, la circostanza rileva per almeno tre motivi.Primo: perché la (in)stabilità del Sahel si riflette sui fragili equilibri della fascia maghrebino-nordafricana, dunque sui paesi affacciati sul Mediterraneo e nostri prossimi dirimpettai.Secondo: perché da questi paesi – Egitto, Libia, Marocco, Algeria, Tunisia – originano o passano flussi di risorse fondamentali. A cominciare da quelle energetiche, rese ancor più vitali dalla guerra in Ucraina. Al contempo, in Nord Africa approdano i flussi migratori che puntano all’Europa attraverso il Mediterraneo, cui si aggiungono quelli autoctoni determinati dalle precarie condizioni socioeconomiche e di sicurezza.Terzo: perché i disordini e i golpe che spazzano il Sahel, area in cui la Francia esercita una storica influenza, hanno forte connotazione antifrancese. Ciò configura un chiaro rigetto degli assetti neocoloniali finora vigenti e apre la porta a nuove influenze esterne. Specie da parte della Russia.Siamo dunque di fronte a un momento di profonda e tumultuosa trasformazione di un’area in cui l’Italia ha interessi fondamentali e dalla cui instabilità abbiamo molto da perdere.Limes si basa sull'incrocio di competenze e approcci molto diversi. Ad essa collaborano infatti studiosi (storici, geografi, sociologi, politologi, giuristi, antropologi eccetera) ma anche decisori (politici, diplomatici, militari, imprenditori, manager eccetera), in uno scambio aperto di opinioni e in una feconda contaminazione di approcci. Salvo le opinioni apertamente razziste, in quanto tali avverse a un dibattito aperto e paritario, tutte le idee politiche e geopolitiche hanno pieno accesso alla rivista.Essa si fonda infatti sul confronto contrastivo di rappresentazioni e progetti geopolitici diversi o anche opposti. L'essenziale è che essi siano riconducibili a conflitti di potere nello spazio (terrestre, marittimo, aereo), e che siano quindi cartografabili.L'uso di cartine geopolitiche è quindi essenziale per sviluppare il confronto, e su Limes infatti la cartografia abbonda.
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