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La commedia. Volume terzo: Paradiso. Sui tre colophon si legge: composto da Alberto Tallone e licenziata dai torchi dell'Hotel di Sagonne per il Paradiso, 24 Dicembre, 1941.

Autore:
Curatore: A cura di Francesco Flora.
Editore: Alberto Tallone Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.21x31, pp.224 complessive, composte a mano. Tiratura di 520 esemplari su carta apposita della manifattura di Rives recante nella filigrana il nome di Dante. Esemplare n.288. il volume è cucito e approntata la base sottostante per una rilegatura, però mai realizzata. Internamente il volume è perfetto, non rifilato.

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A cura di Giorgio Manacorda. Traduzione di Ursula Pavaj, Giorgio Manacorda. Milano, Abscondita Ed. 2023, cm.13x22, pp.241, brossura con bandelle, copertina figurata a colori. Collana Carte d'Artisti,8. Sarebbe un grave errore considerare a poesia di Klee come una realtà subordinata e minore rispetto alla sua produzione figurativa. Nel periodo della sua formazione Klee esitò a lungo, com'è noto, tra musica, pittura e poesia; e il fatto di avere infine scelto la pittura, dando così inizio (per necessità, per destino) a quella che è forse la più alta e feconda esperienza artistica del Novecento, non gli impedì mai di continuare a coltivare, in modo «disinteressato» e quasi segreto, la ricerca poetica. I versi di Klee non sono dunque il frutto di un'attività marginale, ma realtà espressive autonome e, per così dire, omologhe rispetto a quelle create dalla sua fantasia figurativa. Non a caso, non c'è assolutamente nulla, in essi, di pittorico o di pittoresco, e nemmeno di descrittivo; e simile a quella del pittore è la cura rigorosa con la quale il poeta preserva i propri testi da qualsiasi impurità di carattere autobiografico e contenutistico. Paesaggi interiori, quindi; ma non soltanto. Come nella pittura, anche nella poesia Klee tende a penetrare i meccanismi originari della genesi cosmica. Meccanismi formali, inevitabilmente, giacché egli appare del tutto convinto dell'esistenza di una sigla strutturale elementare che presiede all'organizzazione dell'universo («viene alla fine a crearsi un cosmo formale»). Indipendentemente dal fatto che il processo sia affidato a un linguaggio verbale o iconico, Klee tende all'individuazione e alla rappresentazione di codici archetipici. Ed è proprio a questa ricerca grandiosa, e per definizione infinita, che Klee probabilmente pensò quando scrisse di se stesso nei «Diari»: «Nel mondo terreno non mi si può afferrare poiché io abito altrettanto bene tra i morti come tra i non nati. Più vicino del consueto al cuore della creazione e ancora troppo poco vicino».

EAN: 9791254720875
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