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#122712 Scienze

Lettere scientifiche ed erudite. Vol.I delle Opere.

Author:
Curator: Lorenzo Magalotti, Gentiluomo Trattenuto e del Consiglio di Stato dell'A.R.del Serenissimo Gran Duca di Toscana.
Publisher: Società Tipografica de' Classici Italiani.
Date of publ.:
Details: cm.14x24, pp.XII,396, ritratto inciso in antip. legatura in mz.pelle, piccola mancanza al dorso, buon esemplare. Bibliografia delle opere... de classici italiani, pp.119-121.

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#100648 Storia Moderna
Edizione critica di editi e inediti a cura di A. M. Crinò. Firenze, Olschki Ed. 1972, cm.17x25, pp.250, con 16 tavv. ft., brossura Collana Accademia toscana di scienze e lettere «La Colombaria» - Serie Studi, 23.

EAN: 9788822218070
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#153421 Scienze
Ristampa integrale illustra a cura di Enrico Falqui. Palermo, Sellerio Ed. 2001, cm.12x16,8, pp.292, brossura con sopraccop.fig.a col. Collana La Memoria,522. I Saggi di naturali esperienze sono considerati il primo libro di fisica sperimentale e pratica, e a riconoscerlo, basta la deliziosa Descrizione che apre i diversi resoconti: al lettore si presenta il laboratorio - ad affermare, diremmo oggi, il carattere pubblico e ripetibile della ricerca - e lo si introduce nei segreti degli strumenti. Ma il saggio è anche altre cose. Magalotti, romano adottato da Firenze, letterato prestato alla scienza come segretario dell'Accademia del Cimento in cui si continuava la lezione galileiana, si impegna nella invenzione di una lingua: e dal suo stile brioso, plasticamente si mostra il forgiarsi nel toscano di un italiano elegante e moderno. E le sue pagine, scritte da chi come lui sempre fu sospeso tra il Barocco e l'epoca nuova, sembrano il traghetto che porta l'uomo del Seicento - la cui enfasi suona ancora nella prosa del Proemio - dentro il secolo dell'ingegno e della leggerezza, il Settecento divulgatore di saperi. È poi una scienza bambina e giocosa che rivive. Ne traspare l'entusiasmo assetato di meraviglie, come del fanciullo che fa esperimenti, felicemente divertito: è la sua età, che può ancora leggere a bocca aperta nel gran libro della natura, e la cui nuova libertà di pensiero è gioia dell'intelligenza, un ampio respiro che inebria, e non è ancora disincanto del mondo.

EAN: 9788838917332
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#129635 Scienze
A cura di Rocco Sinisgalli. Roma, 9-11 Ottobre 2006. Cartei & Bianchi 2009, cm.17x24, immagini e grafici a col.e bn. brossura Il volume raccoglie gli Atti del Convegno Internazionale di Studi (Roma, Istituto Svizzero, 9 ottobre 2006; Urbino, Palazzo Ducale, 10 – 11 ottobre 2006) promosso dal Centro Internazionale di Studi Urbino e la prospettiva e finalizzato ad indagare sotto molteplici aspetti il rapporto tra le scienze matematiche e le arti, grazie al contributo di alcuni fra i più autorevoli esperti del settore. Il fulcro delle riflessioni emerse dal convegno sta nel riconoscimento del ruolo centrale rivestito nella storia della prospettiva dagli studi effettuati presso la corte rinascimentale dei Duchi di Urbino da personaggi quali Piero della Francesca, Bramante, Raffaello, Federigo Commandino e Guidobaldo del Monte. Dalla seconda metà del Quattrocento alla prima metà del Seicento, infatti, il ducato di Urbino fu sede di un vasto dibattito artistico, tecnico e scientifico, finalizzato a definire l’idea di prospettiva come sistema rigoroso di rappresentazione del reale fondato su basi matematiche, ed a chiarirne le possibili applicazioni in campo pittorico ed architettonico. Dopo gli studi empirici di Brunelleschi e Masaccio, nel 1435 Leon Battista Alberti (più volte ospite a Urbino del Duca Federico da Montefeltro) fornisce nel De Pictura una prima analisi sistematica dell’idea di prospettiva e del metodo prospettico – lineare. Il merito di aver portato lo studio della prospettiva alla codificazione scientifica, tuttavia, spetta a Piero della Francesca. Nel suo De Prospectiva Pingendi – del 1475 e dedicato al Duca Federico – sono infatti esposti per la prima volta in modo matematicamente rigoroso i fondamenti geometrici della scienza prospettica. L’effettivo distacco tra lo studio della prospettiva finalizzata alla pittura ed all’architettura e la sua formalizzazione puramente matematica va attribuito invece all’urbinate Federigo Commandino ed al suo geniale allievo Guidobaldo del Monte. Quest’ultimo pubblicò a Pesaro nel 1600 i Perspectivae libri sex, trattato pressoché esauriente dell’intera disciplina, che avrebbe aperto la strada a settori della matematica moderna quali la geometria descrittiva e quella proiettiva, oltre che ad un vasto insieme di applicazioni in meccanica, architettura, scenografia teatrale e computer graphics. Partendo da questi accenni, gli interventi analizzano con completezza la storia e le applicazioni della prospettiva nell’arte, nell’architettura e nella scienza dal Rinascimento al Seicento inoltrato, e riflettono sul ruolo della matematica nello studio e negli sviluppi più recenti della disciplina.

EAN: 9788895686158
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