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Pubblico e pubblici di antico regime.

Author:
Curator: A cura di Benedetta Borello.
Publisher: Pacini Editore.
Date of publ.:
Details: cm.14,5x22,3, pp.XVIII,(2),234,(2), brossura, cop.fig.con bandelle. [copia come nuova] Collana Testi e Culture in Europa, 6.

Abstract: Un volume corale, frutto del confronto tra molteplici autori di diverse discipline e provenienze, che si incontrano intorno al concetto di "sfera pubblica". Esso ha ricevuto ua prima definizione ed una considerevole fama anche in sede storiografica, più di quaranta anni fa con un saggio di Jürgen Habermas. Dalla polis greca, passando per il Medioevo e indugiando nei salons prerivoluzionari, Habermas aveva voluto fare una "delimitazione propedeutica a un tipo di sfera pubblica borghese". Il suo intento era quello di recuperare le radici di quello spazio di opinione e di pressione politica detenuto da chi, nella società borghese non partecipava direttamente alla gestione del potere. Questa impostazione "evolutiva" ha indotto gli storici, almeno per un certo tempo, a usare una certa cautela nell'utilizzo delle categorie di sfera pubblica e pubblica opinione. Questo volume propone una riflessione e un nuovo inquadramento della questione da parte di studiosi di rilievo nazionale e internazionale.

EAN: 9788863151282
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Traduzione di Oreste Del Buono. Milano, Bompiani 1995, cm.11x18,5, pp.444, brossura. Collana I Delfini. Classici, 27. Primo e unico vero romanzo di André Gide e allo stesso tempo antiromanzo per eccellenza, “I falsari”, pubblicato nel 1925, è un atto d'accusa nei confronti della letteratura per la mancanza di coraggio, per lo scarso approfondimento, per l'oscura coscienza, per essere complice nella costruzione della menzogna, dello psicologismo facile e assolutorio. Sorprendente e affascinante, diverso da qualsiasi altra cosa eppure forte di una struttura perfettamente riconoscibile, mette in scena le vicende di un gruppo di personaggi disparati, moltiplicando i punti di vista, i generi e le linee narrative secondarie, distaccandosi così dalla tradizione del tradizionale romanzo lineare. Per mostrare i limiti delle pretese del romanzo di riprodurre il mondo Gide concerta quest'opera come una sinfonia, sviluppando i temi a lui più cari: i tormenti dell'adolescenza, i disturbi dell'identità e soprattutto la falsità e la menzogna, quella mancanza di autenticità che i romanzieri, i veri e propri falsari, sono i primi a creare e diffondere nella loro sciocca illusione di poter aderire perfettamente alla realtà. Scritto in quella prosa cartesiana che è la vera cifra stilistica di Gide, “I falsari”, antesignano del Nouveau Roman e di tanto postmodernismo, rimane un testo fondamentale per capire la Francia di ieri, ma anche l'intera Europa scomparsa nel fuoco dell'ultimo grande conflitto.

EAN: 9788845224713
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Edizione critica. Napoli, Marotta & Marotta 2022, cm.16,5x23, pp.1532 brossura copertina figurata a colori. Alexandre Davy de la Pailetterie Dumas nacque a Villers-Cotterêts nel 1802. Figlio di un ufficiale dell’esercito repubblicano che si era segnalato nelle campagne napoleoniche, ne rimase orfano a soli quattro anni. Uno spensierato ottimismo e uno straordinario spirito d’iniziativa gli consentirono una vita serena mai afflitta da dubbi o incertezze. Dal 1816 al 1823, fu impiegato come scrivano presso un notaio del suo paese natale. Poi, raggiunse Parigi dove fu copista nella cancelleria del Duca d’Orléans. Nella raffinata e colta capitale, il giovane Dumas fu iniziato alla conoscenza dei classici italiani e tedeschi e, nel 1829, divenuto primo bibliotecario, ebbe occasione di conoscere e frequentare alcuni tra i massimi esponenti dell’élite intellettuale del l’epoca. Amò la bella vita, le belle donne, la buona cucina e i viaggi. Al 1835 risale la sua prima venuta in Italia. Il secondo viaggio in Italia, lo portò a Napoli, dove trascorse tre anni alla direzione de L’Indipendente, dedicando gran parte del suo tempo alla propaganda garibaldina. Dopo una vita tumultuosa, fatta di eccessi di ogni genere, morì quasi in bancarotta il 5 dicembre del 1870. Istoria pubblicata per soli lettori dell'Indipendente, è stata scritta su documenti nuovi, inediti e sconosciuti scoperti dall'autore negli archivi segreti di polizia e degli affari esteri di Napoli. Un’opera, Storia dei Borbone di Napoli, certamente atipica nella sua stesura. Non redatta di pugno dal Dumas ma, da questi, dettata in francese a tale don Peppino Barone, forse suo collaboratore al giornale, che la tradusse all’impronta.

EAN: 9788888842219
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