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#205480 Filosofia

«Metaphora translata voce». Prospettive metaforiche nella filosofia di G.W. Leibniz.

Author:
Publisher: Olschki Ed.
Date of publ.:
Details: cm 17 x 24, x-184 pp. Lessico intellettuale europeo, 108.

Abstract: In questa prima indagine sistematica del discorso metaforico negli scritti del filosofo tedesco, viene in particolare descritto e analizzato il ruolo di cinque metafore: oceano, via, specchio, labirinto e bilancia. La «prospettiva metaforica» assunta nello studio mette in luce il ruolo costitutivo di queste metafore e mostra come i diversi campi del sapere e i concetti principali del pensiero leibniziano siano interrelati e organizzati in una visione multiprospettica del mondo e della conoscenza. / In this first systematic investigation of the German philosopher’s metaphoric discourse, what is primarily described and analysed is the role of five metaphors: ocean, path, mirror, labyrinth, and scale. The «metaphoric perspective» taken by the author highlights the constitutive role of these metaphors and shows how the different areas of knowledge and the major concepts of Leibnizian thought are interrelated and organized in a multi-perspective view of the world.

EAN: 9788822259844
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A.XCV, Serie VII, n.5 (gennaio-marzo 2010). Firenze, Casa Editrice Leo S.Olschki 2010, cm.22,5x28,5, pp.IV,139,(1),testo su 2 colonne, numerose ill.a col. e in bn.nt., brossura, cop.fig.a colori. Indice:GIULIA ROCCO: Una scultura greca dal teatro di Spoleto 1 BRUNO CILIENTO, COSTANZA SEGRE MONTEL: Il recupero delle perdute memorie di Verzuolo, 27 un borgo dell’antico Marchesato di Saluzzo BARBARA FURLOTTI: Giovan Francesco Orsini, un nome per il ‘Ritratto di gentiluomo’ della 61 Pinacoteca del Castello Sforzesco di Milano DENIS MORGANTI: Un disegno di Teodoro Ghisi per l’‘Incoronazione della Vergine’ di Pesaro 69 GIUSEPPE PORZIO: Luca Fiammingo, “frate teresiano”, a Napoli 73 LIVIA VELANI: “La pittura bianca è il mio marmo” (Cy Twombly) 81 IN BREVE: FABIO FREZZATO, CLAUDIO SECCARONI: «Matteo da Terra Nuova miniatore fiorentino». 87 Contributi ad una biografia a lungo discussa BRUNO MANTURA: Due dipinti di Felice Casorati e ‘La fanciulla che legge’ della Galleria Civica 89 d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino LIBRI: RICCARDO PASSONI: Questo libro non è una giarda, Recensione a Scherzi d’Artista 93 di FABRIZIO CORRADO, PAOLO SAN MARTINO TUTELA E VALORIZZAZIONE AGOSTINO BURECA: Indagini conoscitive e primi interventi per il recupero del Giardino Segreto 97 della Villa Giustiniani di Bassano Romano con Appendice di ROSSELLA PANTANELLA MICHELE CAMPISI: Il Giardino di Vincenzo Giustiniani a Bassano Romano: la villa del Seicento, 119 ragioni e passioni FIORELLA PROIETTI, PIERO SCATIZZI: Il Giardino dei Giustiniani a Bassano “di Sutri” 137 attraverso la cartografia e le fonti d’archivio dal XVI al XIX secolo Abstracts 165
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A cura di Roberto Peverelli. Traduzione di Dino Formaggio. Milano, Medusa Edizioni 2022, cm.15x23, pp.190, alcune tavole a colori ft. brossura copertina figurata. Collana Le Porpore,143. «L'arte - anzi, le Belle Arti, come recita il titolo dell'opera - è stata soltanto uno dei moltissimi temi attraversati dal pensiero di Alain. Professore del Lycée Henri IV a Parigi, maestro amatissimo da tanti allievi destinati a ricoprire un ruolo importante nella vita culturale francese del Novecento (alcuni nomi: Simone Weil, Georges Canguilhem, Julian Gracq, Mikel Dufrenne), Alain ha scritto sui temi più svariati: l'estetica, certo, ma anche l'educazione, la politica, la guerra, i classici della filosofia e della letteratura, la religione... Le arti, però, in questa scena così ricca e variegata, sono un tema ostinatamente presente, non affidato soltanto alle pagine veloci, sintetiche dei propos, ma anche affrontato in modo sistematico in due tra le opere maggiori, il Système des Beaux-Arts, del 1920, e proprio le Vingt Leçons sur les Beaux-Arts, edite da Gallimard nel 1937, ma riprese da un ciclo di lezioni tenute tra l'autunno e la primavera del 1929-30. La lettura di questi due testi consente di mettere a fuoco un'estetica con molti tratti originali, radicati nella lettura di classici (su tutti, Descartes e Hegel), profondamente influenzata da echi di Comte e della cultura positivista, ma insieme capace di aperture inattese su prospettive che avrebbero trovato in seguito sviluppi radicali nell'estetica fenomenologica di Merleau-Ponty o Dufrenne... Il punto di avvio di Alain è il corpo: i suoi fremiti, sommovimenti, le sue agitazioni - emozioni passioni e sentimenti, secondo una scansione triadica che ritorna in modo incessante nelle pagine delle Vingt Leçons. Il corpo, anzi, è nell'estetica di Alain il perno attorno a cui si costruisce tutto il sistema delle arti: a partire da danza, musica e canto, poesia, le prime a nascere, inscritte materialmente, fisicamente nella carne dei corpi, per giungere infine alle arti che dei corpi, dei loro moti e dei loro gesti depositano i segni nella natura, nei materiali - scultura, pittura, disegno». Roberto Peverelli

EAN: 9788876984259
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