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Il tè delle tre vecchie signore.

Author:
Curator: Traduz.di Gabriella de' Grandi.
Publisher: Sellerio Editore.
Date of publ.:
Series: Coll.La Memoria,109.
Details: cm.12x16,5, pp.273, firma a penna in antip.e leggere tracce d'uso. brossura sopraccop.ill.a col. Coll.La Memoria,109. Terza edizione.

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Traduz.e note di Gabriella de' Grandi. Palermo, Sellerio Ed. 1993, cm.12x16,8, pp.223, brossura sopraccop.fig.a col. Coll.La Memoria,295. Glauser sembra inseguire l'antico ideale dell'annullamento di ogni distanza tra l'arte e l'esperienza di vita, nell'Europa sperduta tra le due guerre. Questi racconti furono pubblicati da Glauser in forma sparsa, su riviste, dal 1916 al 1938. Una distensione nel tempo che però è contraddetta da una compattezza sostanziale estrema: come se discendessero tutti da un unico progetto elaborato una volta per tutte, da un unico «discorso» (e chiunque conosca un poco l'opera di Glauser sa che, in questo autore svizzero tedesco vissuto un po' ovunque, la straordinaria consapevolezza unitaria dell'opera e una definitiva dispersione esistenziale convivevano drammaticamente e creativamente). Il progetto era quello di rappresentare pienamente la dispersione, appunto, degli uomini - di certi uomini - del suo tempo. E vi è dietro la convinzione che la dispersione quotidiana - il vagabondare, il farsi attraversare da ideologie e miti totali e deperibili, il subire semplici e tremendi traumi e soprusi, il piegarsi al colpo rapido della sorte - fosse l'immagine più fedele dell'esperienza umana contemporanea. Un progetto cui aggiunge compattezza l'impianto strettamente autobiografico: parlando di altre persone ed altre esperienze, Glauser era come se si facesse scrupolo di esserne stato parte in prima persona. E particolarmente in Oltre il muro, otto gruppi di racconti, in ciascuno dei quali è in realtà trasfigurato un tratto della vita dell'autore. Creatore di gialli singolari, cronista di esperienze limite, poeta di ritratti di piccoli mostri innocenti deformati dalla smorfia dei tempi, Glauser sembra inseguire l'antico ideale dell'annullamento di ogni distanza tra l'arte e l'esperienza di vita. Alzando una voce, rauca, senz'enfasi, ma tra le più importanti e sincere dell'Europa sperduta tra le due guerre.

EAN: 9788838909887
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Traduz.di Gabriella de' Grandi. Palermo, Sellerio Ed. 1989, cm.12x16,5, pp.237, brossura sopraccop.fig.a col. Coll.La Memoria,108.
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Traduz.e nota di Gabriella de' Grandi. Palermo, Sellerio Editore 1989, cm.12x16,8, pp.203, brossura con sopraccoperta figurata a colori. Coll.La Memoria,199.

EAN: 9788838905643
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Traduz.di Gabriella de' Grandi, Valeria Valenza. Palermo, Sellerio Ed. 1990, cm.12x17, pp.213, brossura con sopraccoperta figurata a colori. Coll.La Memoria,129.
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#294434 Filosofia
A cura di Andrea Casalegno. In appendice le illustrazioni di Eugene Delacroix per il Faust. Milano, SE Ediz. 2013, cm.13x22, pp.135, 20 tavole bn.ft. brossura con bandelle, cop.fig.a col. Coll.Aestetica,8. Scritti da György Lukács (1885-1971) nel 1940, nel momento più oscuro della nostra storia, questi «Studi sul “Faust”», e gli altri saggi sull’età goethiana poi raccolti in «Goethe e il suo tempo» (1947), gli consentono di contrapporre alla barbarie del nazismo la voce più umana, più illuminata, più europea in cui si sia mai incarnato il magistero della lingua tedesca. Ma è sul «Faust» che Lukács eccelle, consegnandoci sui problemi fondamentali di questa «Iliade della vita moderna», come fu definito da Puškin, un’interpretazione profonda e tuttora valida. Sul significato della vicenda e sull’interpretazione della storia umana che la sottende, sulla scommessa tra Faust e Mefistofele e sul suo discusso epilogo, sull’amore tra Faust e Margherita, sui «problemi di stile» – sul rapporto tra caratteri «epici» e caratteri «drammatici» della tragedia, sulla «laconicità» del tardo Goethe, sul fatto fondamentale che in lui «il fantastico ha le sue radici proprio nel realismo» – Lukács ha scritto pagine esemplari e definitive. Nel caso del «Faust» l’applicazione intelligente delle categorie interpretative ricavate dalle opere giovanili di Marx, lungi dall’essere una gabbia ideologica che irrigidisce l’interpretazione, si trasforma in una leva potente, che permette a Lukács di mettere in luce un elemento fondamentale della visione di Goethe, sfuggito a ogni altro critico: la perfetta convergenza della «magia» di Mefistofele con il «magico» potere del denaro che, nella nascente società del capitalismo industriale, si appropria delle forze essenziali dell’uomo e le sfrutta a proprio vantaggio. (Andrea Casalegno)

EAN: 9788884169938
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