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#248685 Arte Scultura

Visioni parallele. Venturino Venturi e il Novecento.

Author:
Curator: Ediz. illustrata.
Publisher: Polistampa.
Date of publ.:
Details: cm.21x28, pp.172, ill.bn.e a col.nt. brossura con cop.fig.con bandelle.

Abstract: È il catalogo della mostra allestita presso la Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea di Arezzo dal 20 novembre 2010 al 9 gennaio 2011, e riproduce a colori più di cento opere tra dipinti, disegni, sculture e fotografie, in gran parte realizzate dall'artista Venturino Venturi. Personaggio poliedrico e dalle molte esperienze, Venturino seppe coniugare la forza derivante dal consapevole attaccamento alla terra d'origine con la straordinaria capacità di aprirsi ai maggiori movimenti della metà del secolo scorso, spesso da lui perfino anticipati. Varia la natura delle sue relazioni sociali, dall'amicizia con Ottone Rosai ai legami con l'ambiente fiorentino della rivista "Frontespizio" (ininterrotti i suoi rapporti con Mario Luzi, Romano Bilenchi, Cristina Campo, Fiamma Vigo, Piero Bigongiari e Vasco Pratolini). Oltre a quelle di Venturi, nel catalogo sono presenti opere di altri grandi artisti novecenteschi: Vinicio Berti, Antonio Bueno, Alberto Burri, Primo Conti, Roberto Crippa, Oscar Gallo, Enzo Faraoni, Lucio Fontana, Renzo Grazzini, Bruno Innocenti, Enzo Innocenti, Silvio Loffredo, Mino Maccari, Alberto Magnelli, Marino Marini, Quinto Martini, Fernando Melani.

EAN: 9788859608462
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#177574 Arte Scultura
Vicenza, Basilica Palladiana 28 maggio / 25 Settembre 2005. A cura di Alessandro Zanchi. Pesaro, Arthemisia 2005, cm.15x23, pp.112, 80 figg.a col.nt. brossura con cop.fig. Volume nuovo. L’esposizione, a cura di Alessandra Zanchi e con il contributo scientifico di Rossana Bossaglia, si compone di 46 capolavori emblematici di 27 artisti (una selezione tra i nomi più rappresentativi). Il fine è di illustrare le caratteristiche e i cambiamenti della scultura nel cinquantennio successivo alla seconda guerra mondiale. Attraverso opere di grande impatto visivo per le notevoli dimensioni e per la qualità stilistica, la mostra illustra le problematiche formali e tematiche affrontate dagli artisti, che a partire dalle lezioni storicamente affermate di Arturo Martini, Marino Marini, Giacomo Manzù e Francesco Messina, si aprono a nuovi percorsi - Lucio Fontana e Fausto Melotti sono i portavoci delle prime nuove ricerche informali e concettuali - fino alle tendenze più attuali. La mostra entra nel vivo facendo convivere gli esiti scultorei degli anni Sessanta in poi, in oscillazione continua tra figurazione e astrazione. La tendenza aniconica è esemplificata dalla ricerca di Pietro Consagra sulla scultura “frontale” e prosegue con la produzione di Carlo Ramous, Giuseppe Uncini, Giuseppe Spagnulo, Mauro Staccioli; autori che si confrontano con la tecnologia contemporanea e l’uso di materiali industriali. Restano invece fedeli al marmo e al bronzo Andrea e Pietro Cascella, Francesco Somaini, Arnaldo e di Gio’ Pomodoro, mentre la figurazione come espressione di un messaggio ideologico sull’uomo contemporaneo, resta punto di riferimento per artisti quali Alik Cavaliere, Augusto Perez, Giuliano Vangi e Floriano Bodini. La scultura dell’immagine e dell’oggetto che risente delle influenze della Pop Art in Italia è esemplificata infine dai risultati tra il rassicurante quotidiano e il fantastico inquietante, di Mario Ceroli e Valeriano Trubbiani. Luciano Fabro, esponente dell’Arte Povera, traduce invece in scultura la purezza di immagini allo stato originario. La mostra si conclude con uno sguardo alla scultura “al femminile” rappresentata da Cordelia Von den Steinen e Alba Gonzales e alle ricerche ormai senza limiti di tecnica e di spazio dell’ultimo ventennio. L’esempio di Mimmo Paladino illustra come la scultura possa essere (a partire dal 1985 con le grandi opere in bronzo) una tra le molteplici tecniche sperimentate e scelte dall’artista per esprimere il proprio mondo interiore. D’altro canto l’attività di un artista straniero in Italia quale Igor Mitoraj, con la sua rilettura e interpretazione della scultura classica, dimostra come la scultura in senso tradizionale possa ancora stupire oggi.
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