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Metrum Leonis. Poesia e potere all'inizio del secolo XI.

Author:
Curator: Edizione critica a cura di Roberto Gamberini.
Publisher: Sismel Edizioni del Galluzzo.
Date of publ.:
Details: cm.17,5x25, pp. XLIV,49, legatura editoriale cartonata, sopraccoperta figurata a colori. Collana Edizione Nazionale dei Testi Mediolatini, 06 Serie II, 03.

Abstract: Cappellano, giudice e consigliere politico di Ottone III, poi vescovo di Vercelli e feudatario imperiale, Leone era un uomo ambizioso e combattivo, abile nella guerra e nel trattare con i potenti. Come scrittore si rivela estremamente colto e nel «Metrum Leonis» mostra tutta la sua capacità letteraria, servendosi degli schemi della favola esopica, della satira e di un intreccio di allusioni dotte per costruire una narrazione autobiografica che rinnova l'immaginario della scrittura politica del secolo X. Poemetto in adonii metrici spesso classificato come un precoce «Tierepos», il «Metrum Leonis» non è mai stato fatto oggetto di una valutazione storico-letteraria approfondita. Dell'opera si offre ora una nuova edizione critica condotta sulla base del probabile autografo, il codice Vercelli, Archivio Capitolare LXXXII, e la prima traduzione italiana.

EAN: 9788887027877
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Roma, Salerno Ed. 1998, cm.15x21, pp. 160, con 4 tavv. ft. brossura con copertina figurata a colori. Collana Piccoli Saggi,3.

EAN: 9788884022578
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Firenze, Olschki 2017, cm.17x24, pp.140, brossura Biblioteca dell'Archivum Romanicum. Prendendo le mosse della straordinaria fortuna della storia di Griselda, che nel Decameron viene collocata al termine della decima e ultima giornata, si discutono le varie tesi relative alla sua origine, riconoscendo in Boccaccio l'inventore di un preciso intreccio narrativo, che rimane sostanzialmente immutato per circa cinque secoli. La ragione di tale stabilità, come quella dei mutamenti, viene cercata nell'evolversi del concetto di virtù, sotteso alla storia nelle sue varie redazioni.

EAN: 9788822264794
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Mantova, Casa Editrice Peroni 1939m cm.18x25, pp.232, brossura. Quindicesimo migliaio.
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Roma, Antenore 2014, cm.14x22, pp.154, brossura con copertina figurata. Collana Arezzo e Certaldo. Senza nulla togliere alla grandezza di Petrarca, dovremmo forse dubitare delle sue prospettive di giudizio sull'amico Boccaccio, che, s'intende, scelse la strada letteraria che più gli era congeniale. Per farlo, gli abbisognavano non soltanto le qualità che possedeva copiose, ma le avvedutezze che doveva acquisire con la maturità e l'esperienza. Per conciliare Dante e Petrarca egli non poteva che assumere il ruolo del discepolo chiosatore e del cultore di reliquie letterarie. Con una umiltà, talvolta così esibita da essere non meno goffa della pretesa petrarchesca di non conoscere la "Commedia", con la maschera dello scrittore-commentatore che si dichiarava terzo fra cotanto senno, Boccaccio riuscì a essere fedele a se stesso e, nel contempo, ad affermare la propria "differenza", a salvaguardarla e a nutrirla. La sua "terza strada", tanto faticosa e impervia quanto originale, è per ciò stesso quella di una letteratura conciliante e inclusiva, che non poté e non volle rinunciare a innestare Petrarca sul tronco di Dante, né a mostrare il volto grifagno di Dante tra le ombre e le verzure di Valchiusa.

EAN: 9788884556868
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