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Demain, déjà. Journal 2000-2003.

Author:
Publisher: Fayard.
Date of publ.:
Details: cm.14x21, pp.421, brossura con copertina figurata, Testo in francese.

EAN: 9782213611464
ConditionsUsato, buono
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#216574 Biografie
Aus dem Französischen von Ursel Schäfer. Wien - Darmstadt, Paul Zsolnay Verlag 1989, cm.13x21, pp.205,(3), 25 foto in 16 tavv.in bn.ft., legatura editoriale cartonata, con sopraccoperta figurata 2. Auflage.

EAN: 9783552041141
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Note: lievissime mende alla copertina.
EUR 10.00
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Traduzione dal francese di Riccardo Mainardi. Milano, Garzanti 1973, cm.14x21, pp.224, brossura con copertina figurata a colori. Coll. Memorie Documenti. vvebnimenti e rtroscena della politica europa e mondiale nelle memorie della più grande giornalista francese vivente direttrice dell'Express.
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EUR 10.00
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Milano, Editoriale Corno 1981, cm.14,5x21,5, pp.206, num.ill.bn.in tavv.ft. legatura ed. sopraccop.a col. Collana I Jumbo.
EUR 12.00
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#286988 Arte Varia
Catalogo delle mostre di Bolzano, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, organizzate dal Goethe Institut in Italia e dalla Galerie Poll di Berlino. Scritti di Christian v. Holst, Peter Sorge, Carl Diemer, Dorothea Neumeister, Heinz Ohff, et al. Numerose ill. in nero e a colori (opere di Hermann Albert, Bettina von Arnim, Ulrich Baehr, Hans-Jurgen Diehl, Arwed D. Gorella, Maina-Miriam Munsky, Wolfgang Petrick, Joachim Schmettau, Peter Sorge, Klaus Vogelgesang, Jurgen Waller e Jurgen Hoffmann). Attività espositiva di ciascun artista. Testo in italiano/tedesco. Berlino, Galerie Poll 1972, cm.19x19, pp.120, brossura.
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EUR 16.00
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#331665 Arte Pittura
Catalogo della mostra di opere di Van Gogh e Gauguin svoltasi a Palazzo Ducale, a Genova, tra novembre 2011 e aprile 2012. A cura di Zancanella S. Treviso, Linea D'Ombra Libri 2011, cm.23x27, pp.250, 100 illustrazioni a colori. legatura editoriale cartonata con sopraccoperta figurata a colori. Collana Cataloghi di Mostre. L'idea di questa mostra, ideata e curata da Marco Goldin e composta da 100 capolavori della pittura europea e americana del XIX e del XX secolo, nasce dal riconoscere la centralità della figura di Vincent van Gogh nell'arte dei due secoli considerati. Attorno a questo fuoco che continua a bruciare, si è venuta sviluppando quella straordinaria avventura del viaggio che è il senso vero e profondo dell'esposizione.Il viaggio da un luogo verso un altro luogo - dunque gli spazi percorsi evocati nel sottotitolo - e il viaggio dentro se stessi, per un percorso non meno esteso e talvolta anche più impegnativo. Il viaggio nella sua connotazione fisica e geografica, fin anche all'esplorazione, e il viaggio di caratterizzazione spirituale, interiore. Van Gogh li esprime benissimo entrambi, unendoli così nella sua opera. Ed è per questo che addirittura quaranta suoi dipinti fondamentali, oltre metà dei quali prestati dal Van Gogh Museum di Amsterdam e dal Kröller-Müller Museum di Otterlo, saranno il cuore e il nucleo della grande esposizione genovese, nel passaggio dal buio degli interni olandesi alla lucentezza quasi insopportabile del sole del Sud, con l'evocazione che la mostra farà delle scarpe di Van Gogh utilizzate per questo suo viaggio figurato e vero insieme. Intorno al fulcro rappresentato da Van Gogh, due ulteriori sezioni. L'una dedicata alla pittura americana e l'altra alla pittura europea, con le distinte caratteristiche e con un numero di artisti molto selezionato, perché la mostra vuole dire l'intensità e l'esempio, non evocare schiere di pittori. La mostra vuole concentrarsi su alcuni tipi di viaggio, non desidera essere una tavola sinottica. Vuole comunicare esperienze, emozioni, nuove conoscenze legate all'idea che un viaggio sia il luogo figurato o fisico di tutta una vita.Come fa la pittura americana del XIX secolo, pittura che è anche vera e propria esplorazione di territori sconosciuti, enunciazione di uno spazio che si identifica con una nazione nuova. Due pittori soltanto a rappresentare questo anelito, questo pathos, questa forza primordiale che autorizza il viaggio verso l'ignoto di un luogo che si desidera incontrare e quasi abbracciare: Edwin Church, il pittore dell'Est, della valle del Hudson, delle cascate del Niagara, e Albert Bierstadt, il pittore dell'Ovest, della scoperta di Yellowstone e di Yosemite. Il brivido davanti alla luna sorgente sopra i picchi scheggiati del bianco notturno.E con un salto di qualche anno, il viaggio sulle rive dell'Oceano Atlantico, e precisamente a Prout's Neck lungo la costa del Maine, di Winslow Homer. Quella stessa costa che uno straordinario pittore come Andrew Wyeth racconterà per tutta la seconda metà del XX secolo raccogliendo la tradizione figurativa oltre che di Homer anche di Hopper, colui che ha saputo isolare il senso del viaggio nella provincia americana all'interno di una muta sillaba, di un impressionante silenzio. Da certe anse di buio e notte di Hopper, la mostra ripartirà per indicare le superfici quasi monocrome di Mark Rothko, per uno dei viaggi nell'interiorità più straordinari che la storia della pittura ricordi. Viaggio che sente le profondità del territorio e delle acque e tutto trasforma in lividi accenni d'onda. Quelle mareggiate che Richard Diebenkorn rovescia nei suoi fulminanti Ocean Parks guardando da una finestra alta sul Pacifico il trafficato scorrere dei fili dell'elettricità. Ma prima di raggiungere Diebenkorn, la mostra renderà visita a tre artisti maggiori di quella incantata e indimenticabile metà del XX secolo sempre in America. Così verrà esplorato il viaggio interiore e l'articolata luminosità di Arshile Gorky, l'epica monumentalità degli spazi attraversati da Clyfford Still, e la capacità della pittura di resistere alle zero della luce, del colore e della memoria di Barnett Newman. Quello stesso senso dell'infinito venne coltivato, per esempio, da Friedrich e Turner centocinquanta anni prima, nel cuore del Romanticismo in Europa.E proprio da questi due grabdi artisti che prende avvio la sezione dedicata alla pittura europea partirà dal viaggio della mente davanti all'infinito di Caspar David Friedrich, che si affaccia sulle rive dell'immenso e lascia che siano i suoi personaggi a contemplare. Mentre William Turner si confonde nel gorgo di un viaggio che sposa la potenza degli elementi e se ne lascia avvolgere.Il viaggio di Paul Gauguin sarà agli antipodi, a scoprire un colore nuovo: il viaggio è il vedere distante, è l'essere altrove. Mentre il viaggio di Monet è nel recinto protetto del giardino di Giverny, nella fioritura delle ninfee come ghirlande. E il viaggio di Cézanne è il percorso quotidiano, testardo e umilissimo dallo studio alla montagna Sainte-Victoire vista in faccia. Quella montagna che nella sua ferialità diventa l'immenso, il tramite verso l'assoluto e l'eterno della pittura.Poi ancora il viaggio mentale di Paul Klee e Wassily Kandinsky, quel viaggio che ha a che fare quotidianamente con la visione accidentata, talvolta persino malata, che si costruisce nella forma che genera sogni e incanti, tremori e memorie. Viaggio che è cosa prettamente legata alla cultura europea della prima metà del XX secolo. E che a metà del secolo, in una sorta di epico, e anche tragico, parallelo con Rothko, vede sulla scena il percorso straziato di Nicolas de Staël, dai muri calcinati di Agrigento agli strapiombi di Antibes, alti sul cielo violato dai gabbiani. Fino al viaggio che Giorgio Morandi compie, francescanamente, dalla finestra della sua casa appenninica a Grizzana. Il paesaggio scabro, tutto lisciato dal vento del tempo, che diventa spostamento unicamente della pupilla, in una visione che non è di panorama ma di condivisione di un amore verso quei minimi movimenti che fanno di questo viaggio morandiano un parallelo del Cézanne davanti alla sua Sainte-Victoire.Ma nel mezzo, monumentale e tragico, accidentato e splendente, Van Gogh continua a giganteggiare, con i suoi campi di grano sorvolati dai corvi o con le fioriture gentili nei parchi. Van Gogh che è il cuore e l'anima di questa mostra straordinaria, che ne allinea tanti e motivati capolavori.
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EUR 43.00
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#346695 Biografie
A cura di Luigi Reitani. Foggia, Centro Grafico Meridionale 1985, cm.21x32, pp.105, con foto in bianco e nero. brossura con copertina figurata. Nicola Zingarelli nasce Cerignola (Foggia) il 28 agosto 1860 (benché sui documenti ufficiali figuri la data del 31 agosto), secondogenito di Girolamo, sarto, e di Teresa Longo. Riceve la sua istruzione elementare nella città nativa, trasferendosi poi a Napoli per gli studi liceali (suo compagno fu tra gli altri Salvatore Di Giacomo) ed universitari. Iscrittosi inizialmente alla Facoltà di Giurisprudenza, passa a quella di Lettere discutendo la tesi su Parole e forme della «Divina Commedia» aliene dal dialetto fiorentino, il 29 giugno 1882. Il lavoro viene pubblicato due anni più tardi nel primo fascicolo degli Studi di filologia romanza (I [1884], pp. 1-202), diretti da Ernesto Monaci. Intrapresa la strada dell’insegnamento liceale, nel semestre invernale del 1884-85 frequenta, grazie a una borsa di studio, l’Università di Breslau, quindi a Berlino. Rientrato in Italia, nell’agosto 1885 ospita Adolf Gaspary a Cerignola: in tale occasione si decide la traduzione della Storia della letteratura italiana dello studioso tedesco, il cui primo volume venne pubblicato due anni dopo (Torino 1887). In qualità di docente visse a Palermo, poi a Campobasso, a Ferrara e a Napoli. Nel 1869 fonda con Erasmo Pèrcopo la Rassegna critica della letteratura italiana, che dirige per tutta la durata delle pubblicazioni (1896-1925); nello stesso anno consegue la libera docenza in storia comparata delle letterature neolatine, avvicinandosi alla carriera universitaria, con l’incoraggiamento di Francesco D’Ovidio. Nel dicembre 1901 vince il concorso presso l’Università di Palermo e diventa professore ordinario nel 1906. A Palermo rimane fino al 1916, anno del trasferimento presso l’Accademia scientifico-letteraria di Milano dove occupa la cattedra di lingue e letterature neolatine. Data al 1917 la pubblicazione del Vocabolario della lingua italiana che esce presso gli editori Bietti e Reggiani di Milano e dal 1922 in unico volume. Nel marzo 1923 diventa membro effettivo del R. Istituto lombardo di scienze e lettere; il 1° luglio di quell’anno consegue, per iniziativa ministeriale, anche la nomina ad accademico della Crusca. A partire dal 1925 dirige (sempre per le letterature romanze) e collabora all’Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani. Nel 1931, succedendo a Michele Scherillo, passa all’insegnamento di letteratura italiana. Muore a Milano, il 7 giugno 1935.
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EUR 34.00
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