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All'indomani del grande scisma di Occidente. Jean Le Fevre canonista al servizio dei Valois e il trattato «De Planctu Bonorum» in risposta a Giovanni da Legnano.

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Publisher: Edifir.
Date of publ.:
Details: cm.16x24, pp.317, brossura con cop.fig.a col. Collana Studi di Storia e Documentazione Storica,5.

Abstract: Il trattato "De planctu bonorum" fu scritto nel 1379 dall'abate francese Jean Le Fèvre per sostenere la canonicità dell'elezione di Clemente VII, il papa eletto dai cardinali francesi che avevano sconfessato l'elezione di Urbano VI, così dando inizio al Grande Scisma d'Occidente. Le Fèvre ebbe tuttavia un obiettivo specifico: il De fletu Ecclesìe, opera di Giovanni da Legnano, fautore di Urbano VI. Con questo lavoro l'autore ricostruisce il contesto storico entro cui i due giuristi avversari si mossero, le loro vite e carriere, le fasi dello Scisma nel suo divenire e soprattutto la struttura ed il contenuto del De planctu honorum, ossia le riflessioni e argomentazioni adottate da Le Fèvre per far trionfare le ragioni del suo papa sul piano giuridico, ma per scopi eminentemente politici. Le Fèvre infatti fu anche uno "statista", un diplomatico, un servitore della Corona di Francia e della dinastia dei Valois: un prelato di formazione culturale scolastica, ma che seppe destreggiarsi abilmente in un mondo attraversato da profondi ed irreversibili mutamenti politici, sociali e culturali. In appendice è riportata un'edizione del "De planctu bonorum", rimasto fino ad oggi inedito.

EAN: 9788879706254
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Milano, Salani Ed. 2018, cm.13,5x21, pp.202, brossura con cop.fig.col. Dopo il successo del primo volume e della sua trasposizione cinematografica torna "Il ragazzo invisibile. Seconda generazione" di Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo e Gabriele Salvatores. Michele è ormai cresciuto, ha sedici anni e ha passato la fase difficile in cui nessuno sembrava accorgersi di lui. Ora però nuovi problemi si affacciano sulla sua esistenza da adolescente. La ragazza che ama e che sogna giorno e notte sta con un altro e il rapporto con sua madre è sempre complesso, sul filo del rasoio e di un baratro che potrebbe arrivare da un momento all’altro. Con tutti gli adulti Michele Silenzi sembra non capirsi bene. Avrebbe bisogno di un traduttore per capire i loro pensieri e sicuramente dovrebbe accadere anche il contrario. Insomma la noia e la depressione sembrano farsi avanti fino a quando non appaiono nella sua vita due donne inaspettate e che pensava sicuramente di non vedere mai nell’arco della sua esistenza: la sua gemella Natasha e la madre naturale Yelena, due donne che stravolgeranno completamente l’esistenza di Michele, conducendolo però verso una nuova strabiliante avventura perché ancora una volta il ragazzo scoprirà di poter diventare proprio invisibile. Non sa infatti che la sua gemella e sua madre sono riapparse nella sua vita perché hanno bisogno di lui. "Il ragazzo invisibile Seconda Generazione" è un romanzo d’avventura appassionante e che tratta il tema dell’adolescenza e delle sue inquietudini con estrema delicatezza.

EAN: 9788893813921
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Con una prefazione di G.Piccinni. Siena, Protagon Ed. 1995, cm.14x21, pp.317, brossura con copertina figurata. Collana Piccola Biblioteca di Ricerca Storica. Cosa ne fu dei grandi, dei casati - come si chiamano a Siena - dopo la sfida popolare lanciata nella seconda metà dei XIII secolo dalla legislazione antimagnatizia? Un primo tentativo di risposta viene attraverso l'analisi delle sorti dei Salimbeni casato di cui si ricostruisce la fisionomia sociale registrando l'attività economica, gli acquisti e le vendite di immobili, i testamenti e i matrimoni, le liti e le pacificazioni. La parabola che ne emerge è chiaramente definita. I Salimbeni, casato ben strutturato, già ricco e numeroso sin dalla metà del '200, si distinguono fra tutti gli altri grandi per una affannosa corsa al potere. Per generazioni si scontrano con le altre consorterie cittadine, acquistano meriti agli occhi del popolo, elargiscono prestiti al comune, intessono attente strategie matrimoniali con cui si avvicinano a molti principi territoriali italiani, il tutto per la realizzazione di un unico obiettivo: la signoria. Il travaglio politico e istituzionale che caratterizza il Trecento senese e che si configura come il frutto dell'azione promossa da chi detiene la maggior parte del potere economico per riuscire ad impadronirsi anche del potere politico li vede protagonisti. Investendo i frutti della banca nella terra, ed in particolare nei castelli del contado, vanno creando uno strumento di rafforzamento politico e di consolidamento sociale con cui si oppongono al comune cittadino.
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