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Reggimento e costumi di donna.

Author:
Curator: Edizione critica a cura di Giuseppe E.Sansone. (II edizione riveduta).
Publisher: Zauli Ed.
Date of publ.:
Details: cm.17x24, pp.CII,320, brossura con sopraccoperta figurata a colori. Collana I Topazi. Testi Volgari Antichi,3.

EAN: 9788886441070
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#334139 Angolo Antico
Il nome del curatore, Federico Ubaldini, si ricava della prefazione. In Roma, Nella Stamperia di Vitale Mascardi 1640, cm.17,5x24,5, Legatura in pieno marocchino rosso, con filetti dorati ai piatti, dorso con incisioni e dorature, 5 nervi. Esemplare collazionato, completo.volume costituito da 23 carte non numerate con 3 incisioni, pp.376, (140 di indice degli autori volgari e provenzali e di tavola delle voci, e maniere di parlare più considerabili usate nell'opera). Marca tipografica incisa in fine. Capilettera, testatine e fregi xilografici. Fra le carte non numerate: frontespizio raffigurante Cupido che prende un'ape, inciso da C.Bloemaert su disegno di A.Camas, ritratto del poeta inciso da S.Vouillemont e un altra tavola pure incisa da Boemaert. Nel testo numerato sono presenti altre 13 tavole che seguono la numerazione, a pagina 7, 91, 171, 185, 197, 211,225, 307, 319, 327, 337, 349, 357. Tavole incise in rame opera del Boemaert, del Greuter, del Della Cornia e di altri valenti incisori di quel tempo. Nell'indice alla carta i3 vi è una curiosa lapide incisa. Prima edizione. Uno dei libri figurati più belli del seicento italiano.
Usato, buono
Note: La legatura è danneggiata al dorso in quanto mancante di una piccola porzione nella parte superiore. All'unghiatura superiore sono presenti delle abrasioni, e al piatto posteriore è presente una ampia macchia copre una parte cospicua del piatto che scurisce e rovina la pelle. Internamente lo stato di conservazione è buono, solamente qualche macchietta alle ultime carte.
EUR 1,150.00
Last copy
A cura di Francesco G.b. Trolese, Chiara Ponchia, Daniela Goldin Folena, Sandro Bertelli. Roma, Salerno 2016, cm.21x27,5, pp. 172, con 56 pp. di tavole f.t. a colori. brossura con sopraccoperta figurata a colori. Collana: Opere fuori collana, 5. Il manoscritto noto come l’Officiolo di Francesco da Barberino, di cui a lungo è stata rimpianta la temuta perdita, fino al fortunoso ritrovamento nella primavera-estate del 2003, non solo ha riportato di attualità un tema di eccezionale interesse – la figura e l’opera di uno straordinario intellettuale toscano vissuto tra il secondo Duecento e il primo Trecento, Francesco da Barberino, recuperate in collegamento con il suo lavoro piú celebrato e piú suggestivo –, ma ha schiuso orizzonti nuovi nel campo dell’alta cultura dell’Italia mediana, tosco-emiliano-veneta, tra la fine del XIII e gli albori del XIV secolo, focalizzata sui nomi illustri di Giotto per l’arte figurativa, di Dante sul piano linguistico e letterario (con tutto ciò che si muove intorno a loro). L’Officiolo di Francesco si distingue come il piú antico “libro d’ore” italiano conosciuto a quella altezza cronologica (1304-1309): il primo libro di preghiere, costruito « nell’uso di Roma », cui viene aggiunto in fine un originale (e finora inedito) trattato allegorico sulla Speranza (ai ff. 165r-172v), che dà una connotazione del tutto inusuale a tale tipo di compilazioni. Si aggiunga che, nella prospettiva dell’alta cultura linguistica e letteraria italiana in formazione, mentre si va plasmando la nuova lingua volgare e Dante, operando la sua ardita, geniale opzione per il toscano contro il latino, fonda la letteratura italiana con quella che resterà la piú complessa e fascinosa opera letteraria di tutti i tempi, la Commedia (poi La Divina Commedia); Francesco – già noto come il primo che ne abbia lasciato menzione (ante 1314), forse il primo che ne abbia avuto conoscenza diretta, almeno dell’Inferno, quando ancora il poema era in corso di scrittura – si scopre ora autore di quell’Officiolo che si segnala come il probabile primo documento della suggestione esercitata dagli scenari infernali di Dante sull’immaginario dei suoi lettori contemporanei e postumi. Al tempo stesso, mentre nelle aree piú avanzate dell’Italia mediana e settentrionale (ma non solo di queste) si sviluppa una vivace dialettica tra l’arte figurativa e la scrittura, mentre Giotto va elaborando nuove forme espressive che porteranno a un rivoluzionario rinnovamento della pittura italiana sullo scorcio del Medioevo, l’Officiolo di Francesco da Barberino offre la prima attestazione del fascino esercitato da Giotto, soprattutto l’affrescatore della Cappella degli Scrovegni, sull’arte pittorica contemporanea impiegata a illustrazione del discorso verbale. La riproduzione in facsimile dell’Officiolo, fedelissima all’originale, offre una preziosa documentazione, aperta alla fruizione del grande pubblico, della piú spettacolare invenzione iconografica nell’arte della miniatura italiana fra Due e Trecento: il capolavoro, imprevedibile nella sua magnificenza, di uno straordinario intellettuale dell’autunno del Medioevo. Questo Commentario, affidato alle cure di studiosi tra i piú esperti nei diversi settori di indagine, tenta di operare una prima focalizzazione storica del manoscritto, ormai definito come l’Officiolo di Francesco da Barberino, e dei suoi possibili o probabili rapporti con la piú alta cultura letteraria e figurativa contemporanea.

EAN: 9788869732195
Nuovo
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Traduzione di Piero Bernardini Marzolla. Torino, Einaudi Ed. 1963, cm.15x21,5, pp.XXII,708, 26 figure in bainco e nero nel testo e 1 tav.bn. fuori testo, legatura editoriale in tutta tela. Collana Biblioteca di Cultura Storica,77.
Usato, buono
Note: Mancante di sopraccoperta.
EUR 19.00
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Studio ed edizione critica dei testi inediti a cura di Michele Campopiano. Firenze, Sismel Edizioni del Galluzzo 2006, cm.17,5x25, pp.CXXXVI,230, legatura editoriale cartonata sopraccoperta figurata a colori. Edizione Nazionale dei Testi Mediolatini, 22. Serie I, 13. Il presente volume è la rielaborazione di una tesi di perfezionamento discussa presso la Scuola Normale Superiore di Pisa nel 2006. Esso analizza il Liber Guidonis compositus de variis historiis, una compilazione di testi storici e geografici redatta a Pisa al principio del XII secolo, offrendo anche l'editio princeps di alcune sue parti. La redazione di simili raccolte di testi, destinate a fornire al lettore nozioni essenziali in diversi campi dello scibile, era pratica comune nella tradizione erudita medievale. Il Liber Guidonis rappresenta una delle più interessanti compilazioni redatte nel XII secolo, nonostante sia rimasto fino ad oggi poco noto perfino al pubblico degli specialisti.

EAN: 9788884503107
Language: Latin
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-50%
EUR 36.00
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A cura di Antonella Bruzzone e Maria Luisa Fele. Firenze, Sismel Edizioni del Galluzzo 2020, cm.14,5x23, pp. XXI,666, brossura con copertina figurata a colori. Collana MediEvi,12. La grande vicenda storico-culturale delle invasioni barbariche nell’impero romano, dei definitivi insediamenti barbarici nel territorio imperiale, del tramonto e della fine dell’impero romano di Occidente, della costituzione dei regni germanici sulle rovine dell’impero, e dunque tutta la lunga, complessa e sofferta quanto feconda dialettica dello scontro/incontro tra il mondo romano e cristiano e le genti barbariche, in particolare dei versanti germanici e celtici, viene qui esaminata e ricostruita in una originale sinergia di analisi e sintesi. Da indagini specifiche (sull’evoluzione di determinati usi linguistici, su aspetti peculiari del cristianesimo presso i diversi popoli, su singole opere e singoli autori latini, sulla diffusione del latino nella Romània, sugli scambi linguistici e culturali tra varie regioni dell’Occidente europeo) e da studi di più ampio orizzonte (sugli indirizzi nell’ambito della storiografia, sulla nascita delle letterature nazionali, sulla società dell’Italia romano-gotica e su quella longobardica del secolo VIII) emerge l’affascinante quadro di un nuovo mondo culturale. Il patrimonio classico, ormai connotato in senso cristiano, appare non come una realtà in disfacimento, ma come punto di partenza del processo di interazione e integrazione che, attraverso molteplici e articolate dinamiche, fra cui in special modo l’inculturazione e l’acculturazione, ha condotto alla formazione culturale dell’Europa occidentale. SOMMARIO Prefazione. Presentazione del volume. Nota delle curatrici. Contributi raccolti nel volume e loro originaria sede editoriale. Altri contributi dell’Autore su tematiche romanobarbariche. ROMANOBARBARICA. I. RAPPORTI DI CULTURE. Da Latine loqui a Latialiter loqui - Il mito dell’origine troiana dei Galli, dei Franchi e degli Scandinavi - Indirizzo universale e indirizzi nazionali nella storiografia latinocristiana dei secc. V-VIII - Cristianesimo e fenomeni regionali dell’inculturazione nei secc. IV-VII - Ab universali Latino-Christiana historia ad singularum Europae occidentalis gentium historias - La cultura latina dei secoli IV-VI di fronte ai barbari invasori dell’impero - Quam de Roma imaginem gentes ad septentrionem spectantes sibi finxerint (a Cimbris Teutonibusque ad saec. VIII p. Ch. n.) - Inkulturativer und akkulturativer Prozeß der Christianisierung:die Entstehung der nationalen Literaturen und der Latein sprechenden Eliten in Westeuropa - Raíces cristianas de la cultura europea occidental - Barbaritas theologica: nuove frontiere teologiche nelle culture ‘barbariche’ dell’Occidente. II. MONDO ROMANOCELTICO. Il glossario gallo-latino di Endlicher: per la storia del rapporto linguistico celto-latino nella Gallia tardoantica - La storiografia dell’Irlanda tardoantica e altomedievale: dalle tradizioni orali dei druidi alle tradizioni scritte degli intellettuali cristiani - Dal latino della Britannia romana ai più antichi latinismi del celtico insulare e dell’anglosassone - I Celti dell’ultima Irlanda pagana e della prima Irlanda cristiana di fronte a Roma e all’Europa - Quid ex Britanniae praeromanae legendis monetalibus ad praehistoriam adculturationis Romanae Britannorum perdiscendam erui possit - Il contributo dell’Irlanda alla genesi della cultura europea occidentale - Irlanda. III. MONDO ROMANOGERMANICO. La società dell’Italia romano-gotica - Teoderico e gli Ostrogoti tra romanizzazione e nazionalismo gotico - Dall’arianesimo dei Visigoti di Costantinopoli all’arianesimo degli Ostrogoti d’Italia. IV. AUTORI. Note sulla perduta Historia Romana di Q. Aurelio Memmio Simmaco - Cassiodoro e la storia dei Goti - I dialoghi scientifici tra Cassiodoro e Teoderico - Sul perduto Liber epigrammatum di Beda - De arte metrica di Beda di fronte alla tradizione metricologica tardo-latina - Beda und die christliche Geschichtsschreibung der Spätantike und des Frühmittelalters - La società longobardica del secolo VIII e Paolo Diacono storiografo tra romanizzazione e nazionalismo longobardico. Indici.

EAN: 9788884507303
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