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Museo di notte.

Author:
Curator: A cura di Marino Biondi.
Publisher: Via del Vento Edizioni.
Date of publ.:
Details: cm.12x16, pp.31,(1), una foto dell'A. fasc. con 2 punti metallici, copertina figurata con bandelle. Collana I Quaderni di Via del Vento, 18. Prima edizione.

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Con traduzioni di Tristan l'Hermite, Jean Racine, Gerard de Nerval, Charles Baudelaire, Mallarmé, Rimbaud, Germain Nouveau, Leon Paul Fargue, Max Jacob, Jean Cocteau, Raymond Radiguet, Paul Eluard, Andrè Frénaud. Poesie tradotte con alcuni commenti. Firenze, Vallecchi Ed. 1989, cm.13,5x21,5, pp.225, brossura cop.fig.con bandelle, Collana Le Civette.
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#31516 Arte Pittura
Firenze, Ediz.KS 1986, cm.24,5x34, pp.222, 90 tavv.bn.e col.nt. legatura ed.soprac.fig.a col.
Usato, molto buono
Note: Lievi tracce di umidità.
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#66336 Dantesca
Firenze, Polistampa Ed. 1998, cm.17x24, pp.229, num.ill.e tavv.bn.nt. brossura copertina figurata a colori. Collana Arte. Storia dell'arte. Dopo Lorenzo e dintorni (1992), Cavallini “discepolo di Giotto” (1994) e La prima rappresentazione della Mandragola (1995), la Polistampa raccoglie un altro gruppo di miei manoscritti di storia dell’arte. Il primo, Il più vero ritratto di Dante… è un saggio iconografico che, oltre che dal giudizio di Gianfranco Folena, appare collaudato da trentatré anni di stagionatura. Questo e il secondo scritto, Giovanni Pisano a Firenze (del 1981) rimangono i soli d’argomento trecentesco. Seguono diversi “profili” - Brunelleschi, Ghiberti, Angelico, Fra Filippo Lippi, Castagno - in cui la figura e l’opera di alcuni fra i maggiori nomi del Quattrocento è riassunta in un breve scorcio a cui non vuole essere estraneo un giudizio oltre che sull’artista sull’uomo… Si prende poi in esame un dipinto, la Tebaide degli Uffizi… Infine due problemi di scultura: il “necessario” spostamento di attribuzione – a Baccio da Montelupo – di una scultura passivamente mantenuta nel catalogo di Desiderio da Settignano; e una chiarificazione delle vicende riguardanti Agostino di Duccio, che portano al concepimento del David marmoreo di Michelangelo.

EAN: 9788885977846
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Firenze, Olschki Ed. 1975, cm.17x25, pp.306, con ill. n.t. e 132 tavv. f.t., brossura soprac.fig. Collana Accademia toscana di scienze e lettere «La Colombaria» - Serie Studi, 36.

EAN: 9788822219428
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Con appendice di notevoli notizie dal 1888 al 1901 di G.Vicini. Ferrara, Banca di Credito Agrario 1966, cm.14,5x22,5, pp.VI-336, legatura ed.
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Firenze, Edizioni di Solaria 1928, cm.15x20, pp.263,(5), brossura Ediz.di 728 esempl.num. + 50 n.n. riservati al servizio stampa Ediz.di 728 copie num.+50 n.n. per serv.stampa la ns. reca il n.621.
Da collezione, buono
Note: Lacune al dorso; strappetto orizzontale di 3 cm. al margine sup. della cop. posteriore e delle ultime 2 carte.
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Bari, De Donato 1982, cm.14x21, pp.232, brossura, copertina figurata a colori. Collana Riforme e Potere, 28.
Usato, buono
Note: tracce d'uso.
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#346486 Arte Pittura
A cura di Elisabetta Matteucci. Viareggio, Fondazione Matteucci per L'Arte Moderna 2018, cm.17x24, pp.170, illustrazioni in bianco e nero e a colori, tavole a colori. brossura copertina figurata a colori. L'appuntamento estivo del Centro Matteucci per l'Arte Moderna è, quest'anno, riservato ad Oscar Ghiglia, il più italiano ed insieme il più europeo degli artisti italiani d'inizio Novecento Con una monografica selezionatissima che, accanto ai capolavori più noti di colui che, in modo del tutto personale, ha saputo aggiornare la lezione di Fattori, propone, per la prima volta, una ventina di opere fondamentali, che sino ad ora, mai erano uscite dai raffinati salotti di un collezionista d'eccezione."Oscar Ghiglia. Classico e moderno", la mostra curata da Elisabetta Matteucci, sarà visibile al Centro Matteucci dal 7 luglio al 4 novembre."In Italia non c'è nulla, sono stato dappertutto. Non c'è pittura che valga. Sono stato a Venezia, negli studi. In Italia, c'è Ghiglia. C'è Oscar Ghiglia e basta". La nota affermazione di Modigliani, riferita da Anselmo Bucci nei "Ricordi parigini" (1931), contrasta con il silenzio venutosi a creare attorno a Ghiglia dopo la morte. Condizione riservata, come osservava Carlo Ludovico Ragghianti nel 1967 in occasione della mostra "Arte Moderna in Italia. 1915-1935", a quell'intera generazione d'artisti penalizzata dal "giudizio negativo sul fascismo".È con gli studi di Raffaele Monti e Renato Barilli della metà degli anni settanta, confluiti in una serie di mostre monografiche rivelatrici di un grande talento, che il livornese comincia ad essere preso in considerazione, rappresentando un "caso" che incarna, in termini esemplari, la cultura figurativa dei primi decenni del Novecento. Una pittura, la sua, priva di contaminazioni anche per il tratto umbratile e scontroso del personaggio, non molto aperto alle relazioni, spesso in contrasto anche con amici vicini, come Giovanni Papini e Amedeo Modigliani.Se del primo, dopo la condivisione delle idee attraverso la collaborazione con Spadini, Borgese e Prezzolini al "Leonardo", mal digerì la svolta futurista, della frattura con il secondo sfuggono le ragioni. A testimonianza di un sodalizio, che per i riflessi sull'opera appare tra i più fertili e intensi dell'arte moderna, restano le famose cinque lettere inviate, nel 1901, durante il soggiorno a Venezia e Capri, da Modigliani a Ghiglia; il tono è di un giovane che, aprendosi al mondo, intravede nell'artista più maturo il proprio alter ego.Formatosi nella Firenze "modernista" delle mostre rivoluzionarie della Promotrice e di Palazzo Corsini, da autodidatta di grande talento Ghiglia si rivela tra i più ricettivi alle nuove istanze cosmopolite, declinanti in una pittura di pura invenzione, dove classico e moderno idealmente si fondono. A cogliere in anticipo l'essenza di questo doppio registro è Llewelyn Lloyd che definisce l'arte dell'amico "originalissima non somigliante a nessun'altra, che non ha punti di riferimento né coi macchiaioli toscani né con l'impressionismo francese". Nell'estrema generosità, il giudizio tralascia, però, i poli essenziali di riferimento: Fattori e Cézanne, dei quali Ghiglia ha percepito l'elevata caratura, rapportandovisi come ad un magistero più che come ad un modello .Negli oltre quaranta capolavori in mostra tali radici emergono inequivocabilmente, sebbene il livornese non abbia mai smesso di guardare al di là delle Alpi.In una lettera a Natali allora a Parigi scrive: "Perché non vai a trovare Rosso? Come italiano e giovine artista tu dovresti farlo (...) Digli che io lo saluto considerandolo una delle più grandi glorie di questo secolo e che spero di poterlo presto abbracciare. Sono contento che ti piaccia Van Gogh, ma cerca ancora di vedere Cézanne, ti convincerai che il passato, così, è l'avvenire".

EAN: 9788894188080
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